Meteora Granata: Tamás Sándor

20.09.2019 15:24 di Staff TG   Vedi letture
Fonte: calciobidoni.it, rac101.it
© foto di Stefano Di Bella
Meteora Granata: Tamás Sándor

Tamás Sándor, ungherese del Debrecen, è stato centrocampista in vari club tra cui il Toro, anche se per poco tempo. Classe '74, ha da qualche mese compiuto 45 anni e come tanti, anche lui dopo l'addio al calcio giocato è diventato allenatore. Ma partiamo dalle origini per andare a definire questa meteora granata.

La sua prima partita da calciatore professionista la gioca nel 1991, a soli 17 anni, con il Debrecen, squadra della massima serie ungherese, con la quale colleziona 151 presenze e 69 gol fino al '97, tra la Serie A e la Serie B ungherese.

Il Toro di Camolese vuole acquistarlo per la stagione '97-'98 ma nascono dei problemi per il trasferimento del giocatore: il regolamento della Serie B prevede un solo extracomunitario nella rosa. Quindi affinché Sándor venga tesserato, la società granata deve cedere altri calciatori. Così fa, ma intanto sono passati alcuni mesi e Camolese viene sostituito da Reja che non lo mette subito in campo. Bisognerà infatti aspettare dell'altro tempo prima di vederlo in campo per la prima volta con la maglia granata. 'Giocare' è forse una grande parola, dato che a Torino conta una sola presenza in campo (qualche minuto a dir la verità) e nessuna palla messa in rete.

 Il giorno della sua presentazione con la quadra granata, il presidente di allora, Vidulich, disse: “Abbiamo acquistato l'astro nascente del calcio dell'Est”. Il presidente, ma non solo lui, pensava che Sándor fosse un giovane talento, pronto a far vedere di cosa era capace. Ma sono state speranze mal riposte in questo giocatore, che poteva non essere pronto ma essere lo stesso un giovane talento ancora da svezzare. Un giocatore sicuramente non all'altezza delle aspettative.

Nel 1998 si trasferisce in prestito in Turchia, per poi giocare per 4 anni, fino al 2002, nel Beitar Gereusalemme, società israeliana, dove raccoglie 115 presenze e 24 gol. Grazie alla sua bravura nel palleggio e precisione nei tiri, viene nominato anche giocatore dell'anno e viene chiamato in nazionale, ma anche lì ottiene poche presenze: appena 11 dal '94 al 2000.

L'ultima squadra della sua carriera non poteva che essere quella con cui ha cominciato: il Debrecen, con cui realizza altre 150 presenze e segna 24 reti.

Dal 2009 non gioca più nel calcio professionistico e, quando decide di ritirarsi, diventa l'allenatore del Debrecen a partire dal 2011 al 2016, passando poi ad allenare in squadre militanti in campionati minori.