Immobile si candida alla panchina dell'Italia: "Sì, tra dieci anni..."
Ciro Immobile ha deciso di lasciare il calcio giocato, ma ha subito trovato una nuova opportunità, capo delegazione della Under 16. E non si tira nemmeno indietro all'idea di poter diventare un giorno ct dell'Italia. Intanto tesse le lodi a Roberto Mancini. Così si è confidato al Corriere della Sera.
L'elogio al ct dell'Italia
“Mancini è stata la scelta migliore, tutti si stanno accorgendo che non è un déjà vu o, peggio, un amarcord. Lui ha la capacità di creare gruppo, non arriva nello spogliatoio o in allenamento a incasinarti la testa. Cerca qualità morali, sa che sono importanti come quelle tecniche. All’Europeo la forza era rappresentata da molti giocatori che erano capitani nei loro club di appartenenza, e fu una spinta sul fronte dell’esperienza. Oggi ha convocato i ragazzi, ha dimostrato di avere fiducia, li ha caricati. Motivati. Nessuno si tirerà indietro, i risultati del cambiamento sono già visibili. Coinvolge tutti alla stessa maniera, è riuscito a unire attorno a una causa comune. Il campo è soltanto loro. Le polemiche, tutte, sono fuori. Io al posto di Mancini? Ho strada da fare, tra dieci anni mi piacerebbe esserci", ha detto Immobile parlando del nuovo corso della Nazionale.
Il ritiro
Così Immobile ha raccontato anche la decisione di ritirarsi: "Quando hai una Rolls Royce e ti accorgi che non corre più come prima devi arrenderti. Questo mi è successo veramente. Mettiamoci anche la vanità di non voler lasciare un ricordo di me non bello. Ho dato e ricevuto tanto dal calcio, fermarsi è una questione di rispetto verso te stesso e verso chi ti guarda. Cosa cambia? Ho sempre avuto una vita molto programmata. Mi sono ritrovato senza un piano e quindi mi sono organizzato: palestra, seguo da vicino le mie attività imprenditoriali e dedico tanto tempo alla mia famiglia".
La stoccatina alla Lazio
Immobile racconta con una punta di amarezza il suo addio alla Lazio: "Mi stavano accompagnando alla porta dandomi la mano, alla fine quella stessa mano l’ho alzata io e sono andato via, ma giuro che fino alla fine tra me e Lotito c’è stato un rapporto padre-figlio. Quindi il dispiacere era doppio: ho aperto la porta, ho tolto imbarazzi. Ora sono in testa al campionato? Che gioia per i tifosi".
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