Roccotelli: “Cairo deve spendere perchè possano arrivare un paio di fuoriclasse”

16.10.2020 10:32 di Marina Beccuti Twitter:    Vedi letture
Roccotelli: “Cairo deve spendere perchè possano arrivare un paio di fuoriclasse”

TorinoGranata ha intervistato Gianni Roccotelli, il doppio ex di Torino e Cagliari. Ha vissuto  all’ombra di Pulici e Graziani, per poi arrivare ad essere titolare nel Cagliari.

“Al Cagliari manca solo il risultato, mentre al Toro manca ancora qualcosa, tranne Belotti. Cairo dovrebbe comprare ancora due o tre giocatori, soprattutto a centrocampo. Domenica rischia perché il Cagliari sta giocando bene, li ho visti in allenamento e mi sembra una squadra tosta. Il Torino arranca, anche se Giampaolo è un bravo allenatore, ma se non hai gli elementi giusti i risultati non arrivano. C’è bisogno di un filtro a centrocampo, sia per la difesa che per l’attacco, ed una mezza punta che faccia gli assist a Belotti. Ci sono i giocatori bravi nel Toro, ma non fuoriclasse. Io resto tifoso del Torino e del Cagliari, mi farebbe piacere vincessero tutte due, ma potrebbe uscirne un pareggio. Il Torino non ha punti e ne ha bisogno, altrimenti poi il pubblico inizia a mugugnare. Il Torino è una di quelle squadre che ha bisogno dei suoi tifosi, altrimenti perde la sua forza”.

Intanto la pandemia prosegue e non risparmia nemmeno il calcio. E gli stadi restano praticamente vuoti.

“Il Covid è un problema, sembra una partita di allenamento giocare senza pubblico. Conosco il tifoso torinese ma se qualcosa non va, inizia a mugugnare, se non si rinforza la squadra, il pubblico non ci va allo stadio. Deve cambiare un po’ Cairo. Se non hai i giocatori non fai nulla, Conte pretende e ottiene, mentre Giampaolo ha dovuto accontentarsi, Cairo deve spendere. L’ho visto ad una cena dei quarant’anni dell’ultimo scudetto, Cairo ha tanti interessi, il Toro non sembra essere primario. Belotti da solo non ce la fa. Comprare a gennaio a volte è troppo tardi, se sei indietro fai fatica a risalire”.

Proseguendo, Roccotelli sottolinea particolari importanti per il bene di una squadra.

“Lo spogliatoio deve essere unito, chi non entra in campo ha il muso lungo, gli elementi che ha preso non sono tutti da Toro, ovvero gente che dà tutto per novanta minuti. Noi eravamo una squadra con uno spogliatoio unito, Radice stimolava. Giampaolo è troppo buono, la squadra ha bisogno di essere stimolata, come fa Conte. Dà l’impressione di essere un po’ triste il mister, però è bravo. Anche Longo era troppo tranquillo. Di Francesco è stato sfortunato mail Cagliari gioca bene, se rimaneva Nainggolan avrebbe avuto una signora squadra. Il Cagliari può mettere in difficoltà il Torino”.

In estate si è parlato tanto di Joao Pedro al Toro, sarebbe stato adatto?

“Joao Pedro sarebbe stato il giocatore giusto, fa gol, è molto intelligente, per Belotti sarebbe stata la giusta spalla, è anche molto sano, raramente si infortuna. Ma attenzione a Pavoletti, è molto forte, soprattutto di testa.  

In questi giorni si celebra il centenario di Pianelli, cosa ricorda di lui?

“Pianelli me lo ricordo bene, tutte le sere, finito l’allenamento tornavo in sede a mangiare, per cui vedevo quello che succedeva. Stavo spesso con lui, perché era un padre, poi c’era Bonetto, che era un grandissimo dirigente, Pianelli non s’intrometteva mai, gli dava carta bianca. Radice mi aveva confermato, ma io volevo giocare e non fare la riserva. Così preferii andarmene. Mio padre mi ha sempre rimproverato che pensavo troppo ai soldi, vincevo i campionati di B ma non andavo in A, preferivo restare in B dove magari mi pagavano meglio. Ma in fondo dovevo pensare al mio futuro”.