ESCLUSIVA TG – Varriale: “Il Toro è favorito in Coppa Italia, ma se prenderà sottogamba il Lecce rischia grosso”

28.10.2020 07:00 di  Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Enrico Varriale
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Enrico Varriale

Enrico Varriale è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Con Varriale, giornalista vice direttore di Rai Sport, abbiamo parlato della partita fra Torino e Lecce di questo pomeriggio (fischio d’inizio alle ore 14 e diretta testale su Torinogranata.it e televisiva su Rai Sport HD canale 57) di Coppa Italia valevole per il passaggio al quarto turno.

Il Torino ha appena conquistato il primo punto in campionato e oggi in Coppa Italia affronterà il Lecce che milita in Serie B, che cosa ci si può aspettare dalla squadra di Giampaolo?
“Il Torino per la prima volta in questa stagione contro il Sassuolo ha incominciato a far vedere qualche cosa più vicina alle idee di Giampaolo, al di là della difesa a tre o a quattro. Ed è stato una squadra aggressiva, capace di imporre il proprio gioco contro una formazione come il Sassuolo che gioca a pallone e che in questo campionato davvero non è quasi mai stata messa sotto da altri avversari. Quindi con  i neroverdi è stata una partita veramente positiva per il Torino, se togliamo gli ultimi 10 minuti perché è chiaro che una squadra che sta vincendo 3 a 1 che è sicura dei propri mezzi non si fa rimontare negli ultimi minuti e chiude la partita pareggiando 3 a 3. Però è stato sicuramente un passo avanti per il Torino, dopo i primi turni di campionato che, non a caso, non era arrivato neanche a conquistare un punto. Giampaolo è un allenatore che ha bisogno di tempo e io credo che il presidente Cairo glielo darà, però, è chiaro che poi i risultati ovviamente devono arrivare. Questo punto conquistato contro il Sassuolo è un, diciamo così, primo mattoncino, ma adesso devono fare seguito risultati positivi. E la Coppa Italia in questo momento viene a proposito perché se anche il Lecce è una squadra di categoria inferiore, visti i giocatori che sono rimasti dopo la retrocessione è quasi una squadra di A 2 piuttosto che di serie B, in realtà ci sarà bisogno di un Torino che affronti la partita con serietà perché altrimenti le sorprese ci potranno essere. Se i granata daranno corso a quello che si è visto per ottanta minuti con il Sassuolo il Torino è favorito”.

Si aspetta da Giampaolo un grande turnover viste anche le non convocazioni di Sirigu, Belotti e Izzo?
“Questo onestamente non lo so se Giampaolo farà un grande turnover, nel senso che gli allenatori sanno come stanno i loro giocatori, lo vedo a tutti i livelli anche tra chi fa turnover tra campionato e coppe europee. Il turnover, secondo me, è una cosa alla quale ci appassioniamo molto noi giornalisti, ma non è mai positivo quando si cambiano 7-8-10 giocatori perché non è facile trovare l'equilibrio, soprattutto a inizio stagione e per un allenatore nuovo come Giampaolo al Torino. L’allenatore vede i giocatori e sa se magari un calciatore esce da una partita molto provato oppure meno e se poi quattro giorni dopo deve disputare un’altra gara se ha delle alternative le usa, altrimenti non si spiegherebbe perché si hanno rose di 24-25 giocatori se poi non li si fa mai giocare. Secondo me, un turnover serio, non va oltre i 4 elementi, ma non sto parlando del Torino bensì in generale perché se si cambiano tanti elementi di una squadra la si snatura abbastanza, mentre al contrario se si cambiano 2-3 oppure 4 elementi, senza dimenticarsi che nel corso delle partite si possono effettuare 5 sostituzioni, sicuramente si può dare il giusto equilibrio di energie. Il Torino non gioca le coppe europee, ma chi le disputa deve affrontare la problematica dei recuperi perché giocando ogni tre giorni c’è bisogno appunto di recuperare le energie. In questa settimana anche il Torino giocando la Coppa Italia si ritrova nella stessa situazione di chi disputa le coppe europee per cui Giampaolo un po' di turnover lo farà, ma immagino non al di là di 4-5 elementi”.

Quanto il turnover  potrebbe influire sul fatto che domenica il Torino dovrà affrontare la Lazio?
“Il campionato per il Torino è centrale però, ripeto, nel corso delle partite ci sono 5 sostituzioni, nel corso della settimana l'allenatore vede come stanno tutti i giocatori e come rispondono agli allenamenti rispetto a quello che hanno fatto in gara, ci sono calciatori che terminano la partita più stanchi di altri, è una banalità ma è giusto dirla. Sicuramente nella partita con la Lazio sarà molto importante confermare la continuità che finora non ha avuto e che si è cominciata a vedere con il Sassuolo, ma allo stesso tempo e per i medesimi motivi anche andare avanti in Coppa Italia per il Torino è altrettanto importante”.

Un Belotti così in spolvero e che segna a ripetizione potrebbe essere l'arma vincente per questa stagione?
Belotti è sicuramente un'arma vincente per il Torino. E’ il giocatore che più di tutti sta dando quello che ci si aspetta da lui. E’ l’elemento che davvero in questo momento è il trascinatore del Torino e, soprattutto, nelle prime partite di campionato faceva quasi impressione vede come riuscisse a giocare. Ho visto la partita con l'Atalanta e onestamente nel primo tempo sembrava veramente di vedere l'Atalanta contro Belotti e lui si sbatteva moltissimo in una squadra che era chiaramente in difficoltà, anche perché il gruppo non aveva ancora compreso bene il cambio di allenatore. Giampaolo, per come fa giocare le sue squadre, ha bisogno di un po' di tempo per far recepire ai suoi i dettami tattici. Belotti sta giocando molto bene con grande impegno e sta trovando continuità in zona gol e non a caso è uno dei due centravanti della Nazionale. Deve continuare così perché alla fine della stagione ci sarà l’Europeo, un traguardo che nella carriera di un calciatore resta una pietra miliare”.

Ma non avere Belotti neppure in panchina con il Lecce non potrebbe essere un rischio?
“Giampaolo in qualche modo deve gestire le forze e ci sta che Belotti che ha giocato sempre, anche alla luce di quello che sta succedendo alla Lazio e sul numero di eventuali positivi al Covid fra i biancocelesti, non sia stato convocato per questa partita di Coppa Italia. Con tutto il rispetto per il Lecce forse Giampaolo ha ritenuto di potercela fare anche senza Belotti e così potrà averlo riposato nell’importante gara con la Lazio”.

Sirigu, invece, non sembra più quello dell'anno scorso. Forse non convocarlo per la Coppa Italia è un’occasione per permettergli di ricaricarsi e ritornare quello di sempre?
“Sì, la Coppa Italia e comunque le coppe in generale, soprattutto in certi ruoli, sono le partite nelle quali si possono far giocare anche altri portieri. Ci sono squadre che alternano i portieri a seconda dei tornei che disputano. Ad esempio, il Napoli di Gattuso fa alternare Ospina e Meret mentre ci sono altri club che decidono di affidare una competizione a un portiere e una all’ altro. Non mi scandalizzerebbe se fosse così anche nel Torino. Dopodiché Sirigu è un portiere che se capita di parlarne con i suoi compagni, e a me è capitato in Nazionale, è uno che dà sicurezza alla squadra e lo si è visto contro la Moldova a Firenze. Nel corso di una stagione per ogni giocatore i momenti di forma possono essere vari e, magari, in altre occasioni Sirigu è stato più decisivo. Però se i problemi del Torino fossero solo legati a Sirigu si potrebbero risolvere in poco tempo. Sirigu e Belotti sono due punti fermi del Torino sinceramente, secondo me”.

Il risultato tra Torino e Lecce dovrebbe essere scontato per i granata?
“Nel calcio oggi di scontato c'è poco, soprattutto in questo periodo che si gioca senza pubblico e con i problemi legati al Covid. Ne parlavo al termine di “90° minuto” di quanto si segna adesso e di come le partite abbiano anche un adattamento certe volte abbastanza sorprendente dal punto di vista della scansione della partita. Credo che il Covid colpisca ognuno di noi, a parte quelli che sono colpiti purtroppo dal punto di vista fisico, crea una preoccupazione abbastanza constante e ideologicamente i calciatori, anche se sono super controllati. sono legittimamente preoccupati per quel che riguarda i familiari, i figli, i genitori e penso che da questo punto di vista il campionato e in generale tutte le partite siano fortemente anomale. Quindi dire che l'esito di una partita può essere scontato è difficile perché in questo momento, secondo me, tutti giocano in maniera più spregiudicata. Basta vedere le neopromosse in Serie A che stanno giocando tutte quante con grande spregiudicatezza e, ad esempio, il Benevento domenica ha contrastato notevolmente il Napoli. Lo Spezia, per me, meritava di vincere con il Parma. Lo stesso Crotone, magari incassa qualche gol di troppo, ma è una squadra che va a giocare a viso aperto con chiunque.
E’ chiaro che il Torino è favorito, e sarebbe un'eresia dire il contrario, però se affronterà sottogamba la partita rischia grosso perché il Lecce può fargli un brutto scherzo”.