ESCLUSIVA TG – Tiribocchi: “Il Toro gioca per vincere e con il Benevento sarà una bella gara”

 di Elena Rossin  articolo letto 5058 volte
Fonte: Elena Rossin
© foto di Federico De Luca
ESCLUSIVA TG – Tiribocchi: “Il Toro gioca per vincere e con il Benevento sarà una bella gara”

Simone Tiribocchi è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Tiribocchi è stato attaccante del Torino dal 1996 al ‘98, poi nella stagione 1999-2000 del Benevento, attualmente è l’allenatore in seconda del Chievo Primavera. Con lui abbiamo parlato della sfida di questa sera fra le sue ex squadre.

Benevento e Torino sono due squadre molto diverse e che hanno obiettivi di classifica differenti. La squadra di Baroni, neofita della serie A, non si chiude in difesa, mentre quella di Mihajlovic è votata all’attacco. Che partita si aspetta?

“Sono due squadre che sono partite bene, anche se il Benevento non ha ancora conquistato punti, ma lo scotto della serie A è sempre importante e la squadra è giovane e nuova. Il Torino ha subito messo le cose in chiaro ed ha un allenatore molto esigente e la società ha fatto una campagna acquisti molto importante, quindi, sicuramente, i granata vorranno continuare a incamerare risultati positivi per cercare di andare in Europa, che è l’obiettivo che si sono posti. Sarà sicuramente una partita bella perché adesso il Toro gioca bene e prova sempre a fare la partita e vuole segnare un gol in più dell’avversario, mentre dall’altra parte il Benevento vuole i primi punti in serie A. Sarà una partita interessante”.

Per il Torino è importante conquistare punti in trasferta e non subire gol, che era il tallone d’Achille dell’anno scorso. Sotto quest’aspetto che Torino prevede?

“E’ una squadra più matura e mister Mihajlovic sapeva già dall’anno scorso quale sarebbe stato l’obiettivo nei due anni. La squadra lavora con l’allenatore da un po’ e si vede che è più solida, anche se siamo solo alle prime giornate. La continuità sta dando quella solidità che il mister cercava e che ha sempre dichiarato di voler raggiungere. Sotto quest’aspetto la squadra andava rinforzata ed è stato fatto non solo in attacco, ma un po’ in tutti i reparti con giocatori molto esperti come Rincon e questo farà la differenza anche nella fase difensiva”.

Il Benevento forse ha bisogno di testarsi in serie A per non rischiare di essere la classica vittima sacrificale?

“Spero che il Benevento non sia la vittima sacrificale perché vi ho giocato e c’è un progetto lungo che si è sviluppato negli anni per conquistare la serie A e, quindi, è anche giusto che se la giochi e che faccia di tutto per rimanervi. Al giorno d’oggi l’organizzazione fa un po’ la differenza e non è detto che debba essere la vittima sacrificale. Il Benevento sicuramente paga lo scotto della serie A perché ha tanti giocatori giovani e nuovi per la categoria e anche l’ambiente è nuovo, ma giocare a Benevento non è mai facile sia per chi ci gioca sia per chi arrida da avversario poiché il pubblico è molto caldo e vuole che la squadra faccia bene nella massima divisione. Il Benevento ha fatto tanti acquisti negli ultimi giorni di mercato, quindi, ha bisogno di più tempo per far sì che i giocatori si conoscano e apprendano le idee di mister Baroni”.

Anche il Torino ha fatto parecchi acquisti negli ultimi giorni di mercato, oltre alle cessioni di Zappacosta e Avelar sono arrivati Ansaldi, Burdisso e Niang. L’assetto principale dei granata è rimasto quasi invariato con qualche aggiunta.

“Certo, ma quando compri Niang, Rincon, Burdisso, Sirigu e N’Koulou tutta la parte centrale è l’ossatura, anche se gli altri sono rimasti gli stessi e se sono andati via Zappacosta, Benassi e Hart. Con l’esperienza che hanno Rincon e Burdisso, Sirigu è un portiere a livello internazionale ed è importante come giocatore, quindi, l’ossatura è nuova, ma allenatore e società sono andati a programmare la squadra per essere più forte, ed è più forte il Torino”.

Dando uno sguardo in generale alla serie A, il Torino può ambire a conquistare un posto in Europa League?

“Sì, perché la squadra c’è. Anche se devo dire che quest’anno sarà una bella lotta perché ci sono tante squadre forti e penso che se anche l’Atalanta abbia cambiato un pochettino ci sarà pure lei come la Fiorentina e sommate a tutte le grandi renderanno, appunto, il campionato difficile. Ogni stagione c’è sempre una squadra sorpresa e credo che il Torino possa essere la sorpresa di questo campionato”.

Il Benevento alla fine riuscirà a restare in serie A?

“Come dicevo, il campionato sarà molto difficile e non solo per chi lotterà per le prime posizioni. Spero, da tifoso e da addetto ai lavori che la serie A non sarà come l’anno scorso che, a parte il Crotone che ha fatto una rimonta straordinaria, già a gennaio si sapeva chi sarebbe retrocesso. Mi auguro, quindi, che quest’anno il campionato sia molto più equilibrato e credo che lo sia, anche nella zona bassa. Chi è arrivato dalla serie B si è rinforzato e anche le altre squadre, ci sono giocatori esperti e penso che siano anni che non c’era un campionato così sia per le grandi sia per le piccole. Da ex del Benevento spero che riesca a salvarsi”.

Parlando di lei, dopo l’esperienza all’Olbia ora è alla Primavera del Chievo, quali sono i suoi obiettivi e quelli della squadra?

“Sono il secondo di Lorenzo D’Anna, prima avevo allenato per tre anni i ragazzi e quest’anno ho avuto l’opportunità grazie a Lorenzo e al Chievo di rientrare in questa società dov’ero stato da giocatore. Sono qui anche per imparare, per me è un’esperienza nuova fare il secondo, ma credo che ricoprire ruoli differenti sia un bagaglio d’esperienza importante. A Olbia per un mese avevo allenato anche la prima squadra, anche se non è andata bene, adesso, appunto, faccio il secondo e così posso osservare un allenatore bravo com’è Lorenzo fa determinate cose e tutto questo mi servirà come esperienza. Il mio obiettivo è migliorare e dare tanto a ragazzi e quello della squadra è far crescere il maggior numero di ragazzi possibile per portarli in prima squadra”.