ESCLUSIVA TG – Suma: “Il vero duello in Milan e Torino è il confronto fra Donnarumma e Belotti”

16.02.2020 07:00 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Mauro Suma
Mauro Suma

Mauro Suma è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Con Suma, giornalista e coordinatore editoriale di Milan Tv, abbiamo parlato della partita di domani sera fra rossoneri e granata.

Il Torino è in grandissima difficoltà e il Milan ha un andamento altalenante, anche se ultimamente, a parte il secondo tempo con l'Inter, sembra avere un gioco migliore. Come arrivano le due squadre a questo appuntamento che diventa importante per entrambe?

“Mi sembrano due situazioni un po' diverse nel senso che nel 2020 al Milan manca all'appello solo il secondo tempo con l'Inter perché i rossoneri hanno fatto 11 punti fino all'intervallo del derby, dove ne avevano 14 virtuali, e appunto in quel secondo tempo con le dinamiche particolari del derby e con l'Inter che giocava in casa la partita è sfuggita di mano. Però nel 2020 del Milan compreso il pareggio con il Verona, con il quale anche Lazio e Juventus hanno avuto grosse difficoltà, rientra nel novero delle cose e, come dicevo, quello che manca all'appello è solo il secondo tempo nel derby. Solo fra virgolette è chiaro, perché l'impatto emotivo di una sconfitta nel derby è sempre forte, perché i tifosi sono delusi, però manca solo quello.
Francamente lo sprofondo del Torino mi sembra diverso, non che io mi fidi del Torino perché ha sempre risorse ed è sempre una squadra che ha grande carattere, però vedo tra Atalanta, Coppa Italia con il Milan, Lecce e Sampdoria un trend negativo molto più radicato nel Torino rispetto al Milan”.

Il Torino adesso ha un nuovo allenatore, ma la scossa con la Samp non è arrivata. Quanto un allenatore giovane che ci mette anima e cuore come Longo può riuscire a risollevare una squadra così in crisi?

“Moreno Longo ha fatto benissimo con la Primavera del Torino e poi ha fatto una buona carriera in Serie B dove si è sempre  portato dietro l'anima granata, il tifo granata. Longo oggi per il Torino è quello che, ad esempio, è stato Stefano Vecchi qualche stagione fa per l'Inter. Nel caso del Torino sono un po' critico perché se il presidente Cairo voleva dare la scossa avrebbe dovuto rivolgerti all'esterno dell'ambiente granata perché Longo, anche se dopo le giovanili e la Primavera al Torino è andato altrove, è comunque organico, interno al popolo, all'ambiente e all'umore granata. Credo che le due mosse che ha fatto il presidente Cairo in questa stagione, cioè, quella di non sostituire Petrachi con un direttore sportivo che arrivava dall'esterno e sostituire Walter Mazzarri con un allenatore che comunque non arriva dall'esterno siano le due cose che hanno un po' ripiegato il Torino su se stesso. Probabilmente lo stesso presidente Cairo e il Toro avrebbero avuto bisogno invece di visioni più esterne al mondo granata, quindi, di idee nuove che arrivassero da fuori per cercare di innervare un po' la stagione. Longo ci metterà tanta buona volontà e darà il meglio di sé, però oltre al momento difficile paga anche forse il fatto di essere molto emotivamente coinvolto perché lui è sempre stato e si è sempre dichiarato tifoso granata per cui c'è anche questa componente emotiva, emozionale, psicologica e mentale di cui tener conto”.

Ibrahimovic ha avuto un impianto positivamente devastante sul Milan, quanto questo può aiutare i rossoneri anche a superare la sconfitta nel derby?

“Il Milan ha superato momenti anche peggiori in questa stagione, come quando, ad esempio, ha perso partite in serie contro Roma, Lazio e Juventus e si è ritrovato non lontano dalla zona retrocessione o quando ha perso 5 a 0 a Bergamo eppure la squadra in qualche modo è sempre riuscita a risollevarsi, infatti, a dicembre senza Ibra aveva vinto con Parma e Bologna. E a gennaio si è risollevata con Ibra con più spessore e maggiore continuità. Per cui a qualche saliscendi anche duro e negativo il Milan è abituato in questa stagione, è una situazione che conosce, è una situazione che sa affrontare ed è una situazione alla quale sa reagire. Certo dover giocare contro Torino e Fiorentina dopo un derby perso non è il massimo della vita però la squadra deve, prima o poi, trarre esempio dalle situazioni che vive. Il Milan deve essere più scaltro in campo, deve diventare più cinico. L'età media dei giocatori è molto bassa per cui non lo si diventa dalla sera alla mattina, ma è un po' questo il tema. Il Milan nei momenti in cui l'avversario ruggisce cede, invece, quando l'avversario ruggisce bisogna avere cinismo, faccia da pokeristi cosa che in questo momento i rossoneri non hanno e in base al progetto inaugurato della nuova proprietà si spera che nelle prossime stagioni questi aspetti migliorino”.

Il Torino quali punti deboli del Milan potrebbe andare a colpire per far sua la partita tenuto anche conto che i granata giocheranno fuori casa?

“Lo si è visto anche nella partita di Coppa Italia che il Milan nel primo tempo avrebbe potuto fare due o tre gol al Torino e, invece, poi a un certo punto è stato lui a subire due reti, quindi, i rossoneri qualche cosa dietro concedono per cui il Torino nella sua testa sa che qualche cosa può sempre tentare, che qualche cosa può sempre osare. Al di là di come si metterà la partita, il Torino dovrà fare leva sul suo coraggio sapendo che il Milan nelle ultime partite contro l'Udinese, il Torino stesso e l'Inter a un certo punto anche nei momenti in cui era in controllo ha subito gol. Perché nel derby contro l'Inter si è ripetuto quello che era accaduto con il Torino in Coppa Italia, infatti, il Milan era in controllo e stava giocando molto meglio, però a un certo punto ha preso due gol e la stessa cosa è accaduta su più larga scala nel derby contro l'Inter. Il Milan questa caratteristica ce l'ha per cui deve iniziare a evitare i blackout difensivi. Dal punto di vista del Torino, evidentemente fino a quando il Milan si porterà dietro questa cosa i granata sanno che con un po' di coraggio possono sempre andare a pizzicare la porta del Milan”.

Anche il Torino ha enormi blackout difensivi e nel numero abnorme di gol subiti nell'ultimo periodo le colpe di Sirigu sono se non nulle al massimo minimali, mentre gli errori a centrocampo e in difesa dei singoli e del collettivo sono stati determinanti. Anche il Torino è da percepirsi molto fragile?

“Sì. Sirigu è un grandissimo portiere ed è un professionista molto serio ed è anche una bella persona da quello che risulta nell'ambiente per cui lo terrei fuori da questa spirale negativa, da questo circolo vizioso del Torino. In questa stagione il Torino è difficile da capire perché sarà anche retorica "il cuore Toro" o "lo spirito granata" e anche "la tendenza battagliera di questa squadra", ma almeno un minimo queste caratteristiche ci si aspetta sempre di vederle nei momenti difficili di una stagione, invece, in questo momento di tutto ciò non si vede nulla. Il Torino sembra una squadra che a un certo punto è quasi consapevole che non ce la fa a tenere i 90-95 minuti in maniera rocciosa, granitica, solida e compatta. Ha quasi nel suo retro pensiero la tendenza a non saper gestire nella partita i momenti positivi e quindi prima o poi si sfalda. Il Torino è capace di essere una tela e di disfarla a stretto giro ed è una tendenza che a intervalli regolari si è spesso vista in questa stagione e non è un problema dei singoli bensì, come dicevo poco fa, del gruppo, dell'ambiente e del modo in cui è stata concepita la stagione, che era stata puntata a livello strategico sulla qualificazione all'Europa League e mancata quella è un po' franato il terreno sotto i piedi del Torino”.

Sarà una partita dove i duelli potranno fare la differenza? Confronto Sirigu-Donnarumma e Ibra-Belotti su tutti. La chiave per entrambe le squadre potrà essere la giocata magari anche estemporanea dei singoli?

“Qui faccio una battuta da tifoso senza voler urtare la sensibilità e la suscettibilità dei tifosi granata, io sono un milanista che sogna prima o poi di vedere il milanista Belotti con la nostra maglia non soltanto per il gioco che fa in campo, ma perché è una persona di un'educazione rara nel mondo del calcio, perché è un professionista serio che non fa sotterfugi, che non tradisce e che fa vita da atleta. È una bellissima persona e tifosi del Torino in questo momento devono essere orgogliosi di averlo.
I duelli possono essere tanti, ma, secondo me, quello fondamentale resta quello fa Donnarumma e Belotti. Si sono sfidati tante volte in questi anni, a volte ha avuto ragione Donnarumma sui rigori a volte invece Belotti sui gol, ma alla fine di ogni partita si sono sempre abbracciati, sorrisi e salutati e salutati. Per me il duello fra Milano e Torino resta questo: tra Donnarumma e Belotti”.