ESCLUSIVA TG – Schwoch: “Al Toro serve la forza dello spogliatoio per uscire dalle difficoltà. La Spal ha limiti nella rosa”

21.12.2019 07:00 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Stefan Schwoch
Stefan Schwoch

Stefan Schwoch è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Schwoch da calciatore ha indossato la magia del Torino nella stagione 2000-2001 e in precedenza quella della Spal nel 1989-90. Smesso di giocare ha fatto il direttore sportivo al Vicenza e adesso è commentatore di Dazn e consulente finanziario. Con lui abbiamo parlato della partita di questa sera fra le sue ex squadre.

Che idea si è fatto del Torino e della Spal e come immagina la partita di questa sera?

“La Spal ha come unico obiettivo salvarsi, mentre il Torino stare aggrappato al treno per l’Europa League, quindi, sono due realtà molto diverse. Il Toro era partito bene e poi si è perso un po’ per strada, la Spal, invece, è partita male e sta continuando a fare male.
La Spal deve iniziare a fare risultati e deve vincere da qualche parte e il Toro dal canto suo non può più aumentare la distanza dai posti utili per l’Europa League per cui sarà una partita aperta sicuramente da parte del Torino, ma anche la Spal non si metterà a difendere lo zero a zero per cercare di strappare un punto e basta, ma cercherà di fare la partita e, magari se è possibile, anche di vincerla”.

Secondo lei i problemi di queste due squadre da che cosa derivano?

“Ho visto solo in televisione giocare le due squadre e per quel che riguarda la Spal, semplificando un po’, i problemi sono nella rosa in quanto la squadra è questa che si vede e dovrà soffrire fino alla fine per salvarsi, negli anni scorsi si è salvata anche bene pur all’ultima giornata. Lottando ogni anno per salvarsi capita che, come in questo caso, si sprofondi all’ultimo posto e allora si fa davvero fatica a risalire.
Per quel che riguarda il Toro, i problemi sono legati a qualche infortunio e a qualche partita, secondo me, disputata sotto tono e con le squadre davanti che stanno andando forte, come il Cagliari, o il Milan, che sta rientrando in corsa per l’Europa, per il Toro sarà una bella lotta e dovrà trovare maggiore continuità e, forse, anche più consapevolezza nei propri mezzi perché quando si gioca con il Verona e si vince tre a zero non puoi permetterti di farti recuperare”.

Sul piano del gioco cosa potrebbero fare Mazzarri e Semplici per provare a vincere?

“Mazzarri è abbastanza integralista sul modulo, utilizza il 5-3-2 e difficilmente lo cambia. Se il Torino trovasse il vero Zaza, che fa un po’ fatica a stare al fianco di Belotti, in modo da far giocare i due affiancati troverebbe un tandem d’attacco davvero importante e con il miglior Verdi, che sta iniziando a venir fuori dopo un anno e mezzo che aveva giocato poco o niente, formerebbe un trio interessante. Per Verdi ritrovare il ritmo partita è importante e questi primi mesi al Toro sono serviti a questo. Adesso che sta tornando sui suoi livelli penso che possa dare una grandissima mano poiché è un giocatore che ha un tasso tecnico e qualitativo importante. Poi davanti c’è sempre il capitano che difficilmente sbaglia una partita e dà il suo apporto sia in fase realizzativa sia nel dare l’esempio di non mollare mai. Belotti incarna proprio lo spirito Toro e penso che questo sia molto importante per la squadra”.

Nella Spal forse tocca a Petagna fare la differenza?

“L’ha sempre fatta e anche l’anno scorso è stato colui che ha spostato un po’ gli equilibri, magari quest’anno sta facendo un po’ fatica e qualche domenica fa a Udine al novantesimo ha sbagliato il gol che avrebbe permesso alla Spal di portare a casa tre punti importantissimi. Diventa dura quando si hanno poche certezze in attacco perché se non è Petagna a segnare la Spal fa davvero fatica a fare gol e di conseguenza diventa difficilissimo salvarsi. Questo è uno dei problemi più grandi che ha la Spal in questo momento. Nove gol in sedici partite sono veramente pochi e con tre punti a vittoria è ancora peggio perché se non si vince pareggiare e prendere un punto serve a poco. Se non si vince, ma comunque si segna è un conto, ma perdere e per di più non segnare diventa ancora più difficile poiché subentrano problemi psicologici e appena si prende un gol subito scatta il pensiero che non si riesce a segnare e allora la partita è già persa. Inconsciamente questo i giocatori lo pensano e allora fanno ancora più fatica e tirarsi su”.

Il clima ambientale sarà particolare al Grande Torino poiché ci sarà contestazione nelle curve Maratona e in Primavera, questo potrebbe acuire le difficoltà del Torino oppure stimolare i granata a fare e dare il massimo?

“Quando giocavo io nel Toro abbiamo subito una contestazione pesantissima. La curva era completamente vuota contro il Siena e c’era un dollaro esposto con la scritta “Questa è la vostra unica fede” e tutti i giorni eravamo pesantemente contestati al campo d’allenamento, ma devo dire che subimmo solo parole e non ci fu mai altro. Sicuramente è pesante lavorare così e nessuno può darti una mano e per tirarsi fuori da una situazione del genere serve l’aiuto del tuo compagno di squadra, di te stesso, dell’allenatore e della società che fa gruppo insieme alla squadra. Ho sempre sentito che il presidente Cairo sta molto vicino alla squadra, ma comunque non è facile quando ci si aspetta molto e la delusione è tanta. Quando vengono fuori queste contestazioni, ma rimangono nell’ambito “civile”, solo lo spogliatoio può essere d’aiuto, quell’anno andarono via delle persone che, secondo me, non remavano dalla stessa parte e dopo le cose sono andate bene”.

Fra poco aprirà il mercato, Torino e Spal hanno bisogno di qualche innesto per migliorare?

“La Spal sicuramente ha bisogno da metà campo in su in modo che ci sia più qualità. Dalla Spal quest’estate è andato via Lazzari ed era uno di quei giocatori che potevano spezzare la partita in qualsiasi momento con delle accelerazioni importanti.
Il Torino, non sono in grado di dir che cosa gli servirebbe, ma Mazzarri è un allenatore che sa dove mettere mano e alla fine riesce a portare a casa l’obiettivo. Se servirà qualche nuovo giocatore penso che la società lo prenderà senza alcun problema, anche perché il presidente ha dimostrato che quando c’è da intervenire interviene”.

Però nelle ultime due sessioni del mercato invernale il Torino in entrata non ha fatto nulla.

“E’ vero, ma se si deve fare un inserimento in una squadra tanto per far contenta la piazza o per zittire qualcuno e, magari, il nuovo non è congeniale a ciò che serve tanto vale non prendere nessuno. Serve solo prendere un giocatore che sposti gli equilibri, prenderne uno del valore di chi c’è già non ha senso perché s’interviene per aumentare il valore qualitativo della rosa. Tante volte a gennaio si fanno degli acquisti per zittire la piazza, ma se la motivazione è solo questa è meglio non fare niente”.

Cambiando argomento e parlando di lei, oltre a fare il consulente finanziario e il commentatore per Dazn ha in mente di tornare ad essere operativo nel mondo del calcio?

“Quello che sto facendo in televisione mi piace tantissimo perché mi diverto e lavoro con persone che sono molto brave, ma se mi capitasse l’occasione di tornare nel calcio e di fare qualche cosa di un certo tipo prenderei la proposta in considerazione, anche perché il calcio è stato il mio mondo per tanti anni e mi farebbe sicuramente piacere poter tornare a farne parte. Ma è molto difficile poiché il calcio è un ambiente un po’ chiuso e se non si hanno le persone giuste che ti possono inserire difficilmente uno può rientrare, sono quasi sei-sette anni che ne sono fuori un po’ per mia scelta un po’ per mancanza di possibilità. Si può vivere anche senza calcio, però, se ci fosse la possibilità di tornare perché no?”.