ESCLUSIVA TG – Romano: “Il Milan è avvantaggiato sul Torino nella fase offensiva, ma è una gara aperta”

10.04.2022 08:00 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Francesco Romano
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Francesco Romano

Francesco Romano è stato intervistato in esclusiva da TorinoGranata.it. Romano è un ex calciatore che ha militato dal 1989 al 1991 nel Torino e in precedenza nel Milan dal 1979 al 1983. Attualmente è un procuratore sportivo. Con lui abbiamo parlato della sfida di questa sera fra le sue due ex squadre.

Torino-Milan una partita importante per i rossoneri in chiave scudetto e per i granata per dare continuità alla vittoria sulla Salernitana e avere un finale di stagione con qualche soddisfazione. Come vede questa gara?

“Ci sono due aspetti diametralmente opposti per gli obiettivi che si pongono le due squadre. Ovviamente il Milan si pone l’obiettivo più importante della stagione e per lo scudetto questa gara è un passaggio determinante. Il Torino ha l’opportunità di dare oltre alla continuità con una vittoria anche un momento di prestigio perché battere questo Milan dà consapevolezza. La partita sarà per ambedue molto difficile perché il Torino è capace di fare prestazioni importanti soprattutto quando incontra una squadra di livello e non c’è neppure bisogno di preparare la partita dal punto di vista agonistico in quanto si prepara da sola, come si suole dire. Il Milan che è allenato benissimo da Pioli, uno dei migliori in assoluto, dovrà giocare su un campo molto difficile il mantenere la prima posizione della classifica”.

Le due squadre hanno nella fase difensiva il loro punto di forza con finora 30 gol subiti dal Torino e 29 dal Milan. Una bella sfida anche sotto questo aspetto?

“Questo dà proprio la misura dell’organizzazione delle due squadre. In assoluto è una partita che dà tanti motivi d’interesse. La solidità della fase difensiva porta a risultati importanti”.

Dal punto di vista offensivo il Milan ha fatto molti gol, 56, però ultimamente fatica un po’ di più a segnare, mentre il Torino, con 35, sotto questo aspetto è tutta la stagione che ha qualche difficoltà. Da una parte ci saranno Giroud, Ibrahimovic e Leão e dall’altra Belotti e Brekalo. Come immagina il match relativamente a questo aspetto?

“Non si offende nessuno se si dice che il Milan ha sicuramente più frecce nel proprio arco avendo giocatori che possono fare gol in qualsiasi momento. Giroud, Ibrahimovic e Leão, con quest’ultimo che è un giocatore di livello internazionale e in piena fase di maturazione, ha una crescita esponenziale ed è un attaccante importante. Il Toro è vero che ha un numero minore di attaccanti, però ha sempre Belotti che è un giocatore, che indipendentemente da quello che sarà il suo futuro, è legato alla piazza di Torino e quindi è il primo a voler dare soddisfazioni. Il Milan è avvantaggiato nella fase offensiva, ma è tutto aperto”.

Che cosa può fare la differenza in una partita così delicata per entrambe le squadre?

“Il Milan deve stare attento al modo di giocare del Toro che presserà alto e i granata sfrutteranno gli spazi che lasceranno i rossoneri. Penso che il Milan farà la partita e di conseguenza inevitabilmente ci sta che lasci appunto qualche spazio. L’imprevedibilità che possono dare i due attaccanti più Leão è un punto di forza e per il Toro la riconquista palla può fare male al Milan, anche se non parlerei di contropiede perché sotto questo aspetto i granata hanno un modo di giocare molto redditizio e organizzato”.

In questa partita chi ha più da perdere è il Milan.

“Non c’è dubbio. Come dicevo, è vero che il Toro vuole dare continuità di risultati, per è una partita che comunque che può dare tanto prestigio e cambiare anche un po’ il corso di questo finale di campionato. L’obiettivo importante è quello del Milan e quindi avrà più pressione, ma la squadra è abituata a questo e Pioli conosce i pericoli di questa partita”.

Il Milan quante possibilità ha di vincere lo scudetto?

“Ne parlavo l’altro ieri con dei colleghi e alcuni, sapendo dei miei trascorsi anche al Napoli, mi facevano notare che la Juventus non è tagliata fuori dalla lotta per lo scudetto ed è vero però la differenza punti è tanta, anche se hanno la possibilità di tornare in corsa. Oggi dire chi vincerà lo scudetto fra Milan, Inter e Napoli è tentare un pronostico, ma non ci può essere una risposta logica perché tutte e tre hanno la possibilità e sono, più o meno, sullo stesso livello psico-fisico. Sinceramente non lo so chi vincerà lo scudetto, per rispondere tirerei a indovinare e non mi va”.

Qualcuno dice che il Torino potrebbe chiudere il campionato a 50 punti, è questo l’obiettivo che deve porsi la squadra di Juric?

“Penso che più che dire di arrivare a 50 punti o al 9° posto non cambia più di tanto, mentre ciò che può cambiare per il Torino è fare un finale di campionato in crescendo che dà maggiore consapevolezza e prestigio soprattutto se si ottengono risultati in partite importanti come questa, anche se per la classifica una vittoria cambierebbe poco o niente. Il Torino dovrà giocare ancora anche con il Napoli e può essere un po’ l’ago della bilancia per lo scudetto. Anche per il Napoli non sarà facile affrontare il Toro che, come dicevo, è capace di fare prestazioni di livello perché è una squadra organizzata e Juric gli ha dato un’idea di gioco ben precisa”.