ESCLUSIVA TG - Rizzitelli: “Per il Torino adesso è più importante vincere che fare buone prestazioni”

17.11.2019 07:00 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Ruggiero Rizzitelli
Ruggiero Rizzitelli

Ruggiero Rizzitelli è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Rizzitelli, attualmente è un commentatore di Roma Tv, ha militato nel Torino dal 1994 al ‘96. Con lui abbiamo parlato del momento della sua ex squadra e in particolare degli attaccanti.

Il Torino anche per lei è Belotti dipendente per quel che riguarda i gol?

“Sì e in questo momento i numeri dicono questo. Belotti è un grande attaccante e su questo non si discute ed è normale che da lui ci si aspetti sempre tanto, però, se ogni tanto i compagni, soprattutto quelli di reparto, gli dessero una mano e segnassero anche loro non guasterebbe. Zaza quest’anno rispetto all’anno scorso sembra avere un rendimento un po’ migliorato perché nello scorso campionato aveva fatto veramente poco, mentre in questo, dove deve rilanciarsi, in parte qualche cosina ha già fatto, ma non basta. Zaza è un giocatore importante, se vogliamo per il Torino un top player anche perché il suo stipendio non è come quello degli altri quindi qualche cosa in più la si aspetta da lui. Iago Falque, se sta bene fisicamente, è un giocatore che veramente può dare una grossa mano a Belotti, però, non so per quale motivo ultimamente non riesca mai a stare bene fisicamente. Falque è l’unico oltre a Belotti che i gol li ha sempre fatti e li ha fatti fare fornendo assist, ma è dall’anno scorso che a causa degli infortuni non è più in condizione.
In questo momento purtroppo il Toro è Belotti dipendente e tutti sanno che una volta marcato lui è più difficile per il Toro fare gol e, quindi, è un vantaggio per gli avversari perché se c’è qualcuno da marcare è Belotti poiché è più prolifico degli altri. E’ evidente che gli altri attaccanti debbano fare qualche cosa di più”.

E di Verdi che cosa ne pensa?

“Verdi è come Zaza, un giocatore arrivato per fare la differenza, per aumentare la qualità, per portare il Torino in Europa, ma finora non si è adattato. L’ho visto giocare e sembra fuori dagli schemi perché non riesce mai a trovare la posizione, quindi, è un serio problema poiché è un giocatore che ha qualità e, infatti, doveva far dire che oltre a Belotti c’è Verdi nel Toro, nel senso che gli avversari dovevano stare all’occhio trattandosi di un grande giocatore. I numeri li ha, ma da quando è andato al Napoli questo ragazzo si è perso. Quest’anno per lui doveva essere l’anno per rilanciarsi ed è arrivato dopo che si erano create grandi aspettative e, invece, non riesce a ingranare. Come dicevo, quando l’ho visto giocare mi è sembrato veramente un pesce fuor d’acqua perché non si riesce a trovargli la giusta collocazione in campo o non riesce a trovarla lui. Quando si gioca si ha un ruolo, ma quando personalmente non ci si trova in quel ruolo assegnato si deve andare a cercarne un altro e in questo conta anche la personalità che deve avere un calciatore”.

Il Torino è fra le squadre che fanno più cross, con 87 utili è seconda solo all’Inter che ne ha fatti 90, ma non riesce a finalizzare in proporzione. E’ un problema di uomini o di modalità di gioco?

“E’ sempre questo il problema, molte volte sia l’uno che l’altro perché poi alla fine bisogna essere bravi a capire che tipo di compagno hai in area di rigore e che tipo di compagno è quello che crossa. L’affiatamento nasce proprio per questi motivi. C’è gente brava a guardarti e darti la palla, ma c’è anche chi te la mette sempre sul primo palo, quindi, sta nella bravura dei giocatori a sapere che cosa si deve fare. Belotti è forte fisicamente e di testa. Ed è per questo che devo sapere se il collega di lavoro è bravo a crossare sul primo palo oppure se è bravo a fare la palombella sul secondo. Se è il classico giocatore che mi guarda e, quindi, mi sa dare la palla dove la voglio io. Questa è la bravura dei giocatori e ci sono tante abilità che vanno cercate durante l’allenamento e tanti sono gli schemi che vanno provati durante la settimana”.

Il Torino pur perdendo con la Juventus ha giocato meglio rispetto alle partite precedenti e poi ha vinto diciamo facile con il Brescia ultimo in classifica. Adesso dopo la sosta per gli impegni della Nazionale affronterà l’Inter e poi il Genoa, saranno queste due patite la riprova se ha superato le difficoltà?

“Non è mai facile vincere anche quando si gioca con l’ultima in classifica, si vince comunque perché si è ricercata la vittoria. Non conta tanto che l’avversario sia a pezzi, intanto si vince e poi dopo si analizza che cosa è successo. Dell’Inter si sa che ha un allenatore, Conte, che non molla mai fino al 65esimo e se guardiamo sia per la Juve sia per l’Inter le rimonte e le vittorie sono arrivate anche negli ultimi minuti, quindi, si tratta di squadre concentrate e attente fino al fischio finale. E’ vero che il Torino ha finito questo tour che c’è stato di tante partite ravvicinate con una vittoria importante dopo tante sconfitte. Con il Brescia si può anche perdere, per questo dico che è stata una vittoria importante, e per Mazzarri il poter lavorare quindici giorni, anche se non con tutti i giocatori, per preparare la partita con l’Inter con una vittoria alle spalle è più facile poiché la quadra ha un morale più alto. Oltretutto dovendo affrontare una squadra forte com’è l’Inter le motivazioni non mancano, sale l’adrenalina e anche l’autostima.. Per questo, secondo me, il Torino deve sfruttare tutto questo perché la partita con l’Inter può dare veramente l’autostima che, forse, in qualche giocatore è venuta a mancare. Ovviamente non si può pensare di vincere facile con l’Inter, ma è d’obbligo stare sul pezzo e sperare in un episodio favorevole, ma questo fa parte del calcio”.

Se il Torino dovesse fare una buona prestazione con l’Inter, a prescindere dal risultato, e poi vincesse con il Genoa ci potrebbe essere la svolta per i granata?

“Con il Genoa la vittoria è d’obbligo ovviamente. Per quel che riguarda la prestazione in questo momento se anche la si fa, ma si perde purtroppo il coraggio, l’autostima e l’adrenalina che sale vengono meno per cui è meglio adesso per il Torino non fare la prestazione e vincere perché il Torino ha bisogno di punti per guardare la classifica in un altro modo e per riconquistare i tifosi. Quando si vice anche se si è giocato male chissà perché ma lo si dimentica e, invece, quando si fa una bella prestazione e si perde pur ricevendo i complimenti comunque resta il fatto che si è perso. Ho sempre odiato ricevere i complimenti quando perdevo. Solo la vittoria dà morale, lo stimolo e infonde autostima nei giocatori e di conseguenza si affronta la partita successiva con un altro spirito. Per questo dico che per il Torino sarebbe molto importante vincere con l’Inter a prescindere dalla prestazione in modo poi da poter affrontare il Genoa con più tranquillità e serenità”.