ESCLUSIVA TG – Pecci: “Sono contento dei miglioramenti del Toro, ma non sono trionfalista: è ultimo nella parte sinistra della classifica”

04.05.2022 11:00 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Eraldo Pecci
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Eraldo Pecci

Eraldo Pecci è stato intervistato in esclusiva da TorinoGranata.it. Pecci ha militato fra gli altri club nel Torino dal 1975 al 1981 e nel Napoli nella stagione 1985-86. Terminata la carriera di calciatore si è occupato di edilizia e fatto il commentatore tecnico in trasmissioni televisive e tuttora lo è per la Rai, l’editorialista del quotidiano “Il Giorno” e ha scritto due libri “Il Toro non può perdere” e “Ci piaceva giocare a pallone - Racconti di un calcio che non c’è più” editi da Rizzoli. Con Pecci abbiamo parlato del Grande Torino e della partita che sabato pomeriggio vedrà opposto il Torino al Napoli.

Oggi è il 4 maggio, che percezione aveva del Grande Torino prima di giocare nel Toro e poi dopo?

“A quei tempi chi amava il calcio sapeva chi era stato il Grande Torino e conosceva la tragedia di Superga, che era ancora abbastanza vicina temporalmente. Anche chi come me era nato dopo il 1949, sono del 1955. Quando sono arrivato al Torino ho conosciuto al Filadelfia e vissuto con persone che conoscevano quei giocatori e dirigenti. E’ un’eredità che c’è, ma desso credo che quel tempo sia troppo lontano. Infatti, se si parla con chi gioca oggi nel Toro o con altri sportivi è diventato un po’ come Roma e Cartagine il Grande Torino, mentre allora era vicino e lo si sentiva di più. Io lo sentivo e lo sento molto”.

Parlando della prossima partita del Torino con il Napoli, i partenopei ormai non possono più vincere lo scudetto, anche se l’aritmetica non lo dice ancora, ma si sono qualificati per la Champions però arrivano da un periodo non brillantissimo, a parte l’ultima partita vinta 6 a 1 con il Sassuolo. I granata da cinque partite ottengono punti, 11 per l’esattezza. Che sensazione ha verso questa partita?

“Il Napoli ha lottato per lo scudetto e il Torino è l’ultimo della prima parte della classifica e non ha lottato per niente. Indubbiamente rispetto all’anno scorso il Torino ha avuto una crescita che prendiamo per buona, ma se nella prossima stagione non continua nel programma di miglioramento … Arrivare ultimi nella prima parte della classifica ed essere contenti non mi sembra un granché, io non sono contento. Però è innegabile che ci sono stati dei miglioramenti rispetto alle stagioni precedenti che sono state molto deludenti, ma se facciamo paragoni con il Napoli siamo indietro anni luce”.

Nel girone di ritorno il Torino con le cosiddette “grandi squadre” finora non ha mai perso, ma non ha mai neppure vinto …

“Per questo il Torino è ultimo della parte sinistra della classifica dietro al Verona. Se qualcuno è entusiasta non voglio togliergli l’entusiasmo, ma non posso condividerlo”.

Forse sono state alcune partite perse con le “piccole”, come il Venezia, e i tanti gol subiti nei finali di partita ad aver penalizzato il Torino, seppur i granata abbiamo la quinta miglior difesa del campionato?

“Vorrei che cominciassimo a pensare chi è la squadra grande e chi è la piccola e forse il Torino per cosa ha fatto nelle ultime stagioni con il Venezia ha avuto uno scontro diretto. Se pensiamo di essere per censo i più bravi, quelli da battere a prescindere non credo che sia l’atteggiamento giusto, bisogna dimostrarlo. Prendere gol all’ultimo minuto è come prenderlo al primo: c’è sempre qualche cosa che non torna. Ripeto, sono contento dei miglioramenti, ma non sarei trionfalista essendo ultimi nella parte sinistra della classifica”.

Belotti nell’ultima partita ha segnato una tripletta da subentrante nel finale ribaltando il risultato con l’Empoli. E’ in scadenza di contratto, per lei dovrebbe rimanere al Torino?

“Parlo di calcio e non di soldi, devo dire che il Toro durante il campionato è stato penalizzato riguardo ai rigori e gli arbitri hanno sbagliato, mentre a Empoli gli hanno dato due rigori assurdi e Belotti ha potuto fare tre gol, ma non è da questa prova che si può dare un giudizio. Tirare due rigori e fare tre gol mi sembra abbastanza consequenziale”.

I rigori si possono anche sbagliare, ma Belotti è stato bravo a calciarli.

“E’ sicuro che i rigori si possono sbagliare, ma non darei molto lustro a quei gol su rigore, a me piacciono di più i gol su azione. Va sempre bene chi fa gol, ci mancherebbe, ma farli contro chi ha subito due rigori assurdi, riparliamone quando sarà il Torino a vedersi assegnati contro due rigori così”.

Ma Belotti ha finito il suo ciclo al Torino oppure no?

“Non lo so, penso che le società debbano prima di tutto fare i propri conti così come ha fatto il Milan, penultimo esempio Donnarumma e ultimo Kessié. Nessuno è indispensabile e il club è più importante, per cui se Belotti vuole restare, ben resti per l’ambiente, ma se il presidente deve pensare di svenarsi allora fa bene De Laurentiis o il Milan quando hanno detto porte aperte a chi vuole andare”.

Juric nell’ultimo periodo ha un po’ alternato Berisha e Milinkovic-Savic ed entrambi hanno commesso qualche errore. Lei che opinione si è fatto di questi due portieri?

“Ho visto tutte le partite, ma onestamente non le ho guardate tutte nei particolari perché quando ci sono più gare in contemporanea ho dovuto prestare maggiore attenzione ad altre squadre poiché alla Domenica Sportiva mi chiedono più del Milan o dell’Inter e meno del Toro. Non lo so chi sia meglio fra Berisha e Milinkovic-Savic, ma se la domanda è il Torino può trovare un portiere migliorie di questi due? Io dico di sì”.

Un’ultima domanda, Lukic non ci sarà con il Napoli perché è qualificato, ma è diventato un calciatore fondamentale per il Torino poiché fa la differenza in mezzo al campo. Può essere un problema?

Lukic ha disputato un buon campionato ed è sempre stato un buon giocatore e ultimamente ha avuto anche la sorte di segnare dei gol (due doppiette con Spezia e Atalanta, ndr) finendo sotto i riflettori. Ma credo che Lukic con Mandragora e Pobega abbiamo formato un buon centrocampo a prescindere dai gol, non si giudicano i centrocampisti per i gol. Lukic è capace a giocare a calcio, ha i ritmi e le idee in testa per cui è un buon giocatore, ma i gol non contano niente”.