ESCLUSIVA TG – Mussi: “La situazione del Torino è complicata, ma nel calcio basta poco per ridare entusiasmo, fiducia e morale”

23.02.2020 07:00 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Roberto Mussi
© foto di Federico De Luca
Roberto Mussi

Roberto Mussi è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Mussi, attualmente si occupa della scuola calcio “Primi calci” del Milan e organizza i Camp estivi della società rossonera. Da giocatore ha militato anche nel Torino dal 1989 al ’94 e sia prima dall’84 all’87 sia dopo dal ‘94 al ‘99 nel Parma. Con lui abbiamo parlato del difficile momento dei granata e delle insidie della partita con i ducali.

Che cosa pensa della situazione del Torino che dalle buone prospettive di inizio stagione si è ritrovato a cinque punti dalla zona retrocessione?

“Provo un grande dispiacere perché vista la rosa non sembrava dovesse ritrovarsi in una situazione del genere, anzi, c’erano buone aspettative e avrebbe sicuramente potuto competere con le squadre che sono a ridosso delle posizioni per l’Europa League. In una situazione del genere diventa tutto molto complicato e delicato nel senso che il Torino non è abituato a dover lottare per non retrocedere e allora diventa appunto tutto più difficile”.

Adesso ci sarà la partita con il Parma e poi quella con il Napoli, ma Longo che cosa può fare visto che è subentrato a Mazzarri da venti giorni e il Torino deve tornare a conquistare punti?

Longo ha per le mani una situazione molto complicata e, secondo me, il primo obiettivo è lavorare sulla testa dei giocatori e sulle motivazioni più che sulla tattica perché la squadra è in grande difficoltà soprattutto psicologicamente. Ritrovarsi in una situazione del genere e arrivare da sei sconfitte consecutive includendo quella in Coppa Italia con il Milan, anche abbastanza pesanti come quelle con Atalanta e Lecce, e l’ambiente non sarà tranquillo e ci saranno pressioni molto alte che aumentano ancora di più le difficoltà. Adesso è chiaro che tutto l’ambiente debba lavorare per cercare di uscire da questa situazione anche se non e facile e non ho consigli da dare a Longo perché bisogna essere all’interno della società e della squadra per poter, forse, riuscire a capire come mai si è arrivati a questa situazione. Non è facile, è molto complicato, anche se c’è da dire che nel calcio basta poco, un episodio favorevole, un risultato positivo per ridare entusiasmo, fiducia e morale a tutto l’ambiente”.

I tifosi stanno sostenendo la squadra e ancor più da quando è arrivato Longo, il fatto che il Torino oggi giochi in casa con il Parma è un aiuto oppure no?

“Chi vuole bene al Toro oggi deve andare allo stadio e tifare Toro fino alla fine, fino al 95esimo o per quanto durerà la partita in modo da poter dare un minimo di tranquillità, se si può essere tranquilli in una situazione del genere, Comunque non vanno messe ulteriori pressioni ai giocatori perché è chiaro che stanno vivendo un momento molto particolare e difficile e bisogna cercare di aiutarli i tutti i modi.
Affrontare oggi il Parma non è il momento giusto perché è una squadra che non fa giocare l’avversario e non dà scampo e appena le si consegna l’occasione castiga subito con gli attaccanti che ha e che sono molto veloci come Gervinho. Sono pericolosissimi. Il Toro deve per forza di cose cercare di costruire, di giocare e di vincere la partita perché il parma può anche accontentarsi, ma il Torino in questo frangente non può più perdere punti per cui dovrà cercare di fare la partita e di vincerla a tutti i costi, anche se è molto difficile. Questo Parma è molto cinico, gioca poco, non fa giocare gli avversari e quando riparte colpisce spesso e volentieri”.

Il problema del Torino, e lo si è visto anche nell’ultima partita con il Milan, è di non riuscire a costruire occasioni da gol, quindi, è ancora più difficile segnare.

“Sì, e non ha quasi fatto tiri in porta. Il Torino non è incisivo davanti e quando una squadra è così in difficoltà diventa quasi impossibile creare gioco, anche perché in questi casi ogni giocatore cerca sempre, pur essendo sbagliati, di mettersi il meno possibile in evidenza perché ha troppa paura di sbagliare e sente troppa pressione. Quando si ha paura di sbagliare si cerca di fare meno e non si riesce a dare il meglio di sé. Quando non si è liberi e tranquilli mentalmente è chiaro che diventa tutto molto difficile. E per il Torino dipenderà molto da che piega prenderà la partita sin dall’inizio perché se riuscirà ad avere entusiasmo e a creare gioco e magari creare anche qualche occasioni da gol potrà trascinare il pubblico e così aumenta la fiducia e l’autostima e la gara potrebbe diventare più facile, però, con questo Parma bisogna stare molto attenti”.

Prima della fine del campionato ci sono ancora quattordici partite, il Torino, vista la situazione delle altre squadre e la classifica, quante probabilità ha di non essere coinvolto nella lotta più serrata per non retrocedere?

“Diciamo che per adesso ha ancora un buon margine per starne fuori perché le altre squadre non stanno andando benissimo. Ma è chiaro che il percorso del Torino ultimamente non è molto brillante e arrivando da cinque sconfitte consecutive se non comincia a fare risultati sicuramente sarà risucchiato dal fondo della classifica, anche se vedo Spal e Brescia non già retrocesse, pero, comunque hanno grandi probabilità di essere fra le tre che retrocederanno in Serie B. Dipenderà dal Torino che, secondo me, ha un organico che non rispecchia la classifica che ha perché dal punto di vista della forza della squadra, come dicevo prima, può sicuramente competere con squadre come Bologna, Cagliari, Verona, anche se sta giocando bene, e lo stesso Parma che sono tutte davanti. Il Torino come organico non è sicuramente inferiore a quello di queste squadre: se si prendono i nomi che compongono le rose quella del Torino é abbastanza importante e ha grandi giocatori che creano grandi aspettative e giovani validi e ha un bomber come Belotti che garantisce un tot di gol. Però in questo momento nessuno di loro e tutto l’ambiente sono tranquilli e, quindi, vengono sicuramente meno le qualità che hanno i giocatori”.