ESCLUSIVA TG – Mezzano: “Il Torino per ora non ha fatto un netto salto di qualità, equivale a quello dell’anno scorso”

01.08.2018 07:00 di Elena Rossin  articolo letto 5236 volte
Fonte: Elena Rossin
Luca Mezzano
Luca Mezzano

Luca Mezzano è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Mezzano è un allenatore, da giocatore ha militato fra le altre società nel Torino dal 1995 al 1997 e poi dal 2002 al 2005. Appesi gli scarpini al chiodo ha allenato nel settore giovanile del Torino dal 2011 al 2016. Con lui abbiamo parlato della squadra granata e del mercato per rinforzarla.

Che cosa ne pensa del Torino che si sta formando?

“Izzo è un giocatore conosciuto ed è un buon acquisto, così come Rosati per il ruolo di terzo portiere. Gli altri nuovi arrivati, Bremer, Meïté e Damascan, sono sincero non li conoscevo e sto adesso apprendendo chi sono leggendo i giornali e vedendo il percorso pre-campionato del Toro. Scuramente sono calciatori che hanno già dimostrato qualche cosa e che possono diventare interessanti, ma al momento su di loro non posso che sospendere il giudizio. C’è da capire come la società per quel che riguarda il reparto offensivo si muoverà perché, secondo me, la differenza vera la faranno gli attaccanti”.

A proposito di reparto offensivo, Mazzarri per il 3-5-2 voleva quattro attaccanti, ma oggi l’organico ne conta sette. Come si scioglie questo nodo?

“Come dicevo Damascan non lo conosco. Edera si trova molto bene a fare l’esterno e nel 3-5-2 ci sarebbe da capire dove collocarlo. Ljajic può giocare sotto la punta sicuramente. Falque è un giocatore importante come Edera, ma anche lui mi sembra più adatto a giocare nel 3-4-2-1 o nel 3-4-3. Mister Mazzarri sta lavorando anche su altri sistemi di gioco in particolare sul 3-4-3 e c’è da capire se vorrà virare su questo e allora Falque ed Edera sono giocatori importanti così come Ljajic, ma se vuole giocare con il 3-5-2 probabilmente la società dovrà prendere un altro attaccante centrale di livello. Ho letto di Zaza e potrebbe essere il profilo ideale per completarsi con Belotti o per esserne l’alternativa. Come si è visto l’anno scorso, purtroppo, le annate negative per infortuni o mille altri motivi possono capitare e il Toro deve avere assolutamente un sostituto di livello per Belotti considerando che Niang andrà via e che Berenguer non è una attaccante centrale e che è stato provato anche come sterno di centrocampo. Vedremo che cosa accadrà in sede di mercato. Se arriverà Zaza c’è da pensare che Mazzarri insisterà con il 3-5-2. Per me Ljajic è un giocatore imprescindibile per come vedo io il calcio, ma bisogna vedere che cosa ne pensa Mazzarri. So che pensa magari di utilizzarlo anche come interno a metà campo, ma forse non è la sua posizione ideale. Io penso sempre che si debba partire dai giocatori più importanti e su quelli nei quali si crede di più e creare il vestito migliore per sfruttarne tutto il potenziale. Belotti e Ljajic sono due giocatori imprescindibili e lo hanno detto anche i numeri delle reti segnate e degli assist e anche Falque è un attaccante troppo importante, quindi, io non farei mai a meno di loro, ma le considerazioni le deve fare il mister e la società in accordo con lui. Personalmente mi spiacerebbe veder sacrificato uno tra Falque e Ljajic o anche se dovessero essere adattati a posizioni per loro non naturali. Io da allenatore ho sempre cercato in base ai giocatori che avevo a disposizione di trovare il vestito migliore per a squadra, ma è chiaro che trattandosi di una squadra importante com’è il Toro si fanno anche altri ragionamenti. Belotti, Falque, Ljajic e lo stesso Edera sono calciatori molto importanti e giocare con gli esterni, magari a piedi invertiti, con il 3-4-2-1 forse non sarebbe una cattiva soluzione, ma queste sono solo mie opinioni”.

A centrocampo sia per quel che riguarda gli esterni sia per gli interni il reparto le sembra adeguato?

“Ci sono tanti giocatori che hanno profili dello stesso livello, ma non vedo nessun top player, nessuno che possa davvero far fare il salto di qualità, tolto Baselli che un calciatore che ha caratteristiche e una qualità superiore dal punto di vista tecnico. Ma anche in questo caso bisogna capire se gli interni saranno due o tre. Nel caso del 3-5-2, per come vedo io il calcio, le mezze ali sono fondamentali perché devono garantire sia l’ampiezza sia gli inserimenti e, quindi, ci va gente che possa dare tanto anche in termini realizzativi altrimenti si rischia di essere troppo legati agli attaccanti avversari. Al momento di mezze ali con queste caratteristiche e che facciano sei-sette gol, contributo importate alle reti degli attaccanti, vedo solo Baselli in grado di fare questo. Si parla come rinforzo di Krunic dell’Empoli, che l’anno scorso ho seguito vedendolo giocare parecchie volte, ed è un profilo che a me piace molto perché ha grandi qualità, è abile nel palleggio e mi ricorda nei movimenti un pochino Zielinski, ma se si vuole giocare con il 3-5-2 bisognerebbe prendere qualcuno che realizzi qualche gol in più e che abbia, quindi, caratteristiche più da incursore”.

In difesa ci sono numericamente giocatori un po’ contati tenuto conto che non si sa quando Lyanco e anche Bonifazi recupereranno dai rispettivi infortuni?

“Lyanco ha dimostrato un ottimo potenziale, però, molto è legato al suo infortunio e se non si sanno ancora con esattezza i tempi di recupero probabilmente manca una pedina per completare numericamente il reparto. Bremer non lo conosco, lo si è visto in qualche amichevole ma si tratta di calcio estivo e di test non particolarmente significativi e il campionato è altra cosa, però, queste sono considerazioni che sicuramente il mister e la società stanno facendo”.

Oggi a sedici giorni dalla chiusura del mercato e tenuto conto anche delle altre squadre il Torino fino a che punto è competitivo?

“Al momento il valore del Torino è simile a quello della squadra dell’anno scorso, nel senso che potrà fare quattro o cinque punti in più o in meno a seconda anche della fortuna, dei non o degli infortuni, ma non vedo che sia stato fatto un netto salto di qualità. Il Torino oggi è una buona squadra e se Belotti gira per come sa e non rinunciando ai gol di Falque e alle giocate di Ljajic può dire la sua a livello europeo, però, non vedo migliorie allo stato attuale degli acquisti, ma solo tanti buoni profili, ma il mio giudizio è condizionato dal fatto che non conosco Bremer, Meïté e Damascan e sono curioso di vederli all’opera in partite con tre punti in palio per la classifica in modo da valutarli. Magari si riveleranno tre grandissimi giocatori e allora cambia tutto, ma per ora la squadra ha un livello come l’anno scorso anche se non va dimenticato che nella passata stagione è venuto a mancare per parecchio tempo per due infortuni un giocatore importantissimo come Belotti. Oggi come oggi il Torino potrà dire la sua se girerà tutto per il verso giusto”.

Cambiando argomento e parlando di lei, è in attesa di trovare un valido progetto per tornare ad allenare?

“In questo momento sto cercando di capre in quale direzione devo andare. L’anno scorso ho fatto una bellissima esperienza dal punto di vista sportivo e umano al Chisola e anche in termini di risultati sul campo, però, nel calcio dilettantistico ci sono tante dinamiche particolari e, quindi, devo capire bene qual è la strada migliore per me. Se mi si prospettasse la possibilità di entrare in uno staff a livello di calcio professionistico come collaboratore sarebbe un’esperienza che mi piacerebbe fare perché accrescerebbe il mio bagaglio di conoscenze. Al momento non c’è nulla di concreto e, quindi, vediamo che cosa accadrà. Secondo me, allenare a livello dei dilettanti è molto bello e ho avuto soddisfazioni, ma forse bisogna farlo come hobby e non come lavoro interpretandolo nel modo come ho fatto fino ad oggi. Se rimarrò nel mondo dei dilettanti devo strutturarmi al di fuori del calcio e vivere, invece, il calcio con maggiore leggerezza e dedicarvi minor tempo. Se mi capiterà qualche occasione per allenare sarò felicissimo, ma finora le proposte che ho avuto a livello economico, senza essere presuntuoso, non mi permettono di vivere il calcio come hobby e ho dovuto rifiutarle così attendo e nel frattempo sto organizzando la mia vita al di fuori del calcio”.