ESCLUSIVA TG – Liboni: “Al Torino servirebbe un giocatore come Nainggolan. Mazzarri deve sperimentare di più”

14.11.2019 07:00 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Valerio Liboni
Valerio Liboni

Valerio Liboni è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Liboni è un cantautore, batterista e compositore ed è un grande tifoso del Toro. Con lui abbiamo parlato della sua squadra del cuore e del suo nuovo album “Questa è la mia vita”.

Da dopo il derby è cambiato effettivamente qualche cosa nel Torino?

“Credo che il cambio di allenatore non avrebbe giovato a nessuno, ho visto il derby ma ribadisco, come ho detto in altre occasioni, che per me il Torino non ha gioco e vive di episodi. Non ha quel gioco fluido che si vede fare ad altre squadre, che magari possono anche perdere, però, hanno delle geometrie e in campo si muovono soddisfacendo chi ama il calcio e che si notano vedendo giocare queste squadre. Purtroppo tutto ciò nel Torino non l’ho riscontrato. La partita con il Brescia, secondo me, non fa testo poiché le Rondinelle sono di una pochezza assoluta e, probabilmente, ci hanno anche un po’ ridato quello che non avevamo preso nella partita con la Juve. Posso fare una puntualizzazione?

Certo, puntualizzi pure?

“Il comportamento dell’arbitro Doveri nel derby era stato disgustoso e dovrebbe essere radiato. Veramente una cosa vergognosa e penso che il Torino dovrebbe farsi sentire affinché non designino mai più degli incompetenti di quel genere sia in campo sia al Var. Sabato con il Brescia, se non altro, Guida, anche, secondo me, spronato dai vertici arbitrali, ha applicato il regolamento e, quindi, i rigori ci sono stati assegnati. Al Torino anche in passato non sono stati dati rigori per errori arbitrali e sono errori che pesano perché se durante il derby ci avessero dato quel rigore sacrosanto la partita avrebbe preso un’altra piega e, magari, finiva 1 a 1, anche se non possiamo fare paragoni fra noi del Toro e una corazzata come quella di chi gioca a Venaria, io il nome non lo pronuncio. Questi hanno una panchina e una squadra mostruosa, mentre noi abbiamo dei giocatori importanti come Ansaldi, Sirigu e Belotti e altri giocatori mediocri”.

Secondo lei, quindi, il Torino ha delle lacune nell’organico o comunque giocatori inadatti?

“Non per fare lo scontento, ma il Cagliari ha comprato giocatori che hanno dato un’impostazione a centrocampo di un certo tipo. Mi riferisco a Nainggolan e Pellegrini e anche se hanno dato via Barella lo hanno sostituito egregiamente perché come si vede Nainggolan fa il bello e il cattivo tempo come gli pare in mezzo al campo. Mentre noi al Toro uno come Nainggolan non lo abbiamo ed è forse una pecca della campagna acquisti di quest’estate perché sono stati spesi per Verdi 23 milioni di euro, che con i bonus possono lievitare a 25, e, secondo me, è un giocatore che prima o poi farà la differenza, un po’ come era successo a Zaza l’anno scorso, ma al momento Verdi la differenza non l’ha fatta. Sicuramente avrei preferito che il Torino acquistasse un centrocampista di peso e che sapesse anche un po’ impostare il gioco. Non vedo Belotti a fare il difensore, il centrocampista e l’attaccante perché il “Gallo” deve stare in mezzo all’area e aspettare che arrivino i cross. Ma quanti gliene arrivano?”.

Non è l’unico a farsi questa domanda, pensa che uno dei problemi del Torino sia proprio questo?

“De Silvestri è un grande lottatore, ma non ha piede. Quindi se non ci pensa Ansaldi, con Iago Falque che è infortunato, chi mette la palla in mezzo all’area?”.

Verdi è stato preso anche per questo e poi ci sono Ola Aina e Laxalt, ma anche Baselli e Lukic o Berenguer e Meïté tra quelli che Mazzarri utilizza.

“Ola Aina è un giocatore sopravvalutato e non riesce mai a saltare l’uomo e, personalmente, non mi piace molto. Laxalt è uno che corre tanto, ma non mi convince per come gestisce la palla. Sono giocatori che mal si aggradano al nostro gioco perché abbiamo bisogno di giocatori che scodellano in mezzo all’area buoni palloni per Belotti e Zaza che vanno fatti giocare da centravanti. Spero in Lukic che per me dovrebbe giocare fisso nel centrocampo del Torino e dietro dovrebbe giocare Lyanco. Mazzarri, come allenatore non mi fa impazzire perché è un difensivista e basta pensare che con il Lecce ha giocato con una sola punta, insomma di cappelle ne ha fatte tante. Comunque, se anche i giocatori non sono il non plus ultra, con la squadra che ha deve tentare cose diverse. Ha giocatori come Bonifazi, Edera, Parigini e allora li usi, li faccia giocare, li metta in campo. Un altro giocatore che, secondo me, gli ha fatto dimostrato sabato a Brescia che può essere utile è Berenguer. Perché allora non lo fa giocare? Bisogna per forza far giocare Verdi perché è stato pagato 23 milioni? Già e poi Berenguer fa due gol come li ha fatti sabato. Berenguer è un giocatore che mi piace molto Questo è ciò che penso, ma non sono l’allenatore del Torino”.

Prima ha detto che la partita con il Brescia non è da tenere in considerazione, quindi, si vedrà dopo la sosta per la Nazionale nella partita con l’Inter e in quella successiva con il Genoa se il Torino si è effettivamente risollevato?

“Sì. Questo è un campionato molto strano, infatti, ci sono molte squadre che hanno un parco giocatori superiore al nostro e si ritrovano inguaiate, su tutte il Napoli e il Milan. Credo che il Torino abbia scacciato la crisi con questi quattro gol al Brescia, per altro sue molto belli quelli di Berenguer, e con l’Inter vedremo. Mi hanno chiamato per cantare in mezzo al campo”.

Di solito porta bene.

“E’ vero, l’altra volta abbiamo vinto 1 a 0 e giocavamo con l’Inter per cui spero ardentemente di portare bene anche questa volta. Sono fiducioso perché penso che la vittoria con il Brescia un po’ comunque la scossa l’abbia data, anche se ritengo che Mazzarri debba fare grandi esperimenti e che debba spingere i giocatori nuovi, soprattutto i giovani, e mettere in panchina chi, secondo me, non è in grado di giocare in Serie A oppure è stanco per le troppe battaglie”.

Cambiando argomento e parlando della sua musica, che cosa ha in programma?

“Rimanendo in argomento Toro, “Ancora Toro” ormai è diventato mondiale nel senso che mi scrivono e mi invitano da ogni parte persino da Tonga dove c’è un Toro club che vorrebbe che andassi lì da loro per una serata. Sono contento perché arrivare a fine carriera e avere ancora successo con “Ancora Toro” mi fa molto piacere. Per quel che riguarda la musica non legata al Toro, è uscito l’album “Questa è la mia vita” e lo sto promozionando, infatti, sono a Roma dove ho fatto una serata a teatro e in questi giorni ho passaggi in tv e in radio a “Radio Italia” e poi andrò al Festival di Potenza e a fine mese ci sarà una presentazione al Toro club Valerio Liboni Ancora Toro”.