ESCLUSIVA TG – Jacobelli: “A Giampaolo serve tempo per assemblare il Torino e deve sentire la fiducia della società”

11.10.2020 07:00 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Xavier Jacobelli
Xavier Jacobelli

Xavier Jacobelli è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Jacobelli è un giornalista ed è direttore del quotidiano “Tuttosport”. Con lui abbiamo parlato come il Torino è uscito dal mercato e quali obiettivi può avere.

Come può essere definita l’attuale rosa del Torino?

“Può essere definita innanzitutto extralarge perché, come sappiamo, il gruppo a disposizione di Giampaolo è particolarmente numeroso, al contrario di quanto accadeva quando c’era Mazzarri che voleva una rosa risicata. Nei suoi elementi più importanti dal punto di vista tattico la rosa granata è stata costruita all’ultimo momento. Infatti, c’era stata una partenza positiva con gli arrivi di Rodriguez, Linetty, Vojvoda e Murru, poi il vano assalto a Torreira e a Andersen e alla fine sono arrivati anche Bonazzoli e Gojak. Quest’ultimo, a mio avviso, è una sfida molto interessante. Giovedì sera lo abbiamo visto in azione nello scampolo di partita che ha giocato con la Bosnia-Erzegovina, è giovane ed arriva come Bonazzoli animato da ottimi propositi e sarà molto importante il lavoro che farà l’allenatore. Ecco perché Giampaolo più che mai ha bisogno di essere protetto dalla società, è un tecnico che insegna calcio, lo si è visto nelle fortunate stagioni all’Empoli prima e alla Sampdoria poi, e per farlo ha bisogno del tempo necessario affinché i giocatori apprendano la sua idea di calcio. Da questo punto di vista la sosta per gli impegni della Nazionale è capitata a proposito perché adesso lui avrà la rosa al completo e potrà quindi sviluppare la sua idea di calcio, Poi, come sempre, sarà il campo a dire con i risultati se sarà riuscito oppure no. Certo è che da troppi anni ormai al Torino manca un regista di ruolo, quest’anno si è deciso di puntare su Rincon e speriamo che l’esperimento funzioni. Fermo restando il fatto che adesso il giocatore è impegnato con il Venezuela e che ci potrebbero essere delle difficoltà per la sua disponibilità nella gara con il Cagliari per via della tempistica legata al suo ritorno in Italia. Vedremo. Ma al di là di questo rimane il dato di fatto che bisogna concedere a Giampaolo il tempo necessario affinché la squadra assimili il suo calcio”.          

Il Torino arriva da due sconfitte nelle prime due gare di campionato e con parecchi giocatori impegnati con le rispettive nazionali non c’è poi così tanto tempo per assemblare la squadra e preparare la partita con i sardi.

“Sì, ma bisogna tenere conto che questa è una situazione comune a molte squadre e fra Covid e impegni con le nazionali, ad esempio, all’Inter e al Milan, che si affronteranno nel derby, mancheranno cinque giocatori ai nerazzurri Bastoni, Skriniar, Gagliardini, Nainggolan e Radu e due ai rossoneri Duarte e Gabbia. Stiamo vivendo una stagione calcistica totalmente anomala a causa del Covid e bisogna adeguarsi. Il Torino purtroppo non essendo impegnato nelle coppe europee non dovrà giocare ogni tre giorni per cui Giampaolo ha il tempo e bisogna darglielo. Sono state perse le prime due partite, ma non bisogna né giudicare né preconizzare un futuro negativo”.         

Una rosa extralarge è quindi è un bene averla?

“Certamente sì. Tanto più che ci sono a disposizione cinque sostituzioni. Ma dipenderà molto dagli interessati e dalla capacità di Giampaolo di recuperare alla causa elementi che in questo momento non si sentono titolari. Comunque anche alla luce di ciò che sta accadendo al Genoa una rosa più ampia può essere utile a Giampaolo”.

Quanto tempo ci vorrà per vedere il Torino di Giampaolo?

“Almeno una decina di partite, Il nemico peggiore di un allenatore è proprio la fretta. Se si prende un allenatore come Giampaolo bisogna sapere, e al Torino lo sanno, che è abituato a insegnare il suo calcio e quest’anno peraltro purtroppo il pre-campionato non è praticamente esistito per via della compressione dei calendari, quindi, io penso che un primo giudizio sull’operato di Giampaolo possa essere dato dopo la decima giornata. L’importante è che lui avverta la fiducia della società e ricordo le parole pronunciate da Cairo il giorno della sua presentazione: “Noi siamo qui perché crediamo in questo allenatore. Lo cercavo da tempo”. Bene, e adesso con i fatti bisognerà assisterlo e permettergli di lavorare con la massima tranquillità, ma questo credo che i tifosi lo abbiano capito. Certamente il problema non è il rapporto con Giampaolo, anzi, va incoraggiato, ma, come sappiamo, il problema è il rapporto con questa gestione”.     

Tenuto conto anche delle altre squadre a quale obiettivo possono puntare i granata?

“In  questo momento è importante che non ripetano le 20 sconfitte dell’ultimo campionato perché è stato un record assolutamente negativo e c’è stata una salvezza guadagnata sputando l’anima. Quindi non ripetere il campionato scorso e poi volare basso iniziando partita dopo partita a capire dove può arrivare questa squadra. Fare una previsione adesso scivolerebbe via come acqua sui vetri proprio per l’anomalia totale di questa stagione per cui è troppo presto adesso formulare previsioni. Ripeto, l’importate è appunto fare il primo passo e non ripetere la stagione scorsa e le 20 sconfitte”.