ESCLUSIVA TG – Garzya: “La maggior parte dei giocatori del Torino dovrebbe andare via dopo un’annata così”

29.07.2020 07:00 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Luigi Garzya
Luigi Garzya

Luigi Garzya è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Garzya attualmente è un allenatore e da giocatore ha militato nel Torino dal 2000 al 2003 e in precedenza nella Roma del 1992 al ‘94. Con lui abbiamo parlato della partita di questa sera fra le sue ex squadre, delle difficoltà dei granata in questa stagione e di come potrà essere il mercato.

Il Torino raggiunta la salvezza non ha più nulla da chiedere al campionato, mentre la Roma deve consolidare il quinto posto per cui questa sera i giallorossi saranno più motivati.

“La Roma arrivando quinta accederebbe alla fase a gironi dell’Europa League evitando i preliminari, quindi, la partita dovrebbero farla i giallorossi perché le motivazioni le hanno solo loro. Però il Torino ha da salvare la faccia perché ha vissuto un’annata molto particolare, stana che lo ha visto soprattutto nel girone di ritorno nelle parti basse della classifica. E’ stata un’annata maledetta dove tutto è girato storto perché se si va a vedere la rosa era impensabile che dovesse lottare per la salvezza riuscendo ad ottenerla a due giornate dalla fine tanto più che aveva iniziato disputando i preliminari d’Europa League”.

Lasciando perdere il lockdown, ma come si spiega un’annata così da parte del Torino?

“Sono quelle annate particolari, strane dove c’è sempre qualche cosa che non va e trovare la cause non è semplice, come dicevo, era impensabile un’annata così maledetta fortunatamente il campionato è finito e il Toro si è salvato e l’anno prossimo bisogna cercare di non commettere gli stessi errori. E’ chiaro che qualche cosa va cambiato anche a livello di rosa, ma non tanto perché i giocatori sono scarsi bensì perché qualcuno evidentemente ha fatto il suo tempo. La rosa del Torino va proprio rinfrescata, secondo me, dopo un’annata del genere la maggior parte dei giocatori dovrebbero andare via”.

Prima ancora dei giocatori bisogna pensare all’allenatore, Longo per come ha rilevato la squadra e per quello che ha fatto merita la riconferma?

“Non è facile rispondere perché anche lui si è trovato in una situazione particolare. Se al posto di Moreno Longo ci fosse stato un altro allenatore, secondo me, non sarebbero cambiate di molto le cose ed è per questo parlo di un’annata maledetta. Sono sempre dell’idea che se si deve cambiare bisogna dare proprio una svolta e va fatto anche a livello dirigenziale e un primo passo con l’arrivo di Vagnati e del nuovo segretario è stato fatto. Se si devono cambiare 10-12 giocatori un po’ di pulizia va fatta. Longo è tra gli allenatori uno tra i più bravi e preparati in assoluto a livello di giovani e quest’esperienza, per me, gli ha fatto bene. E ripeto qualsiasi altro allenatore non avrebbe fatto meglio di lui che conosce perfettamente l’ambiente granata. Quando ci sono le annate storte, e io lo so per esperienza, non è facile uscirne e lui ha portato il Torino alla salvezza. Forse io non cambierei allenatore perché insieme ai dirigenti è lui che deve scegliere come allestire la nuova squadra. Ma bisogna vedere anche quali saranno gli obiettivi. Dopo un’annata del genere quali obiettivi devono essere fissati per una squadra come il Torino? Una salvezza tranquilla oppure puntare a un posto in Europa League? Parliamoci chiaro, il Toro era patito per disputare la fase a gironi dell’Europa League e poi si è ritrovato in questa situazione ed evidentemente qualche cosa non è andata per il verso giusto”.

I tifosi temono che Sirigu e Belotti vogliano andarsene.

“Lo credo anch’io. Soprattutto per un giocatore come Belotti nella vita i treni non passano tantissime volte e sto ragazzo merita una chance in una squadra forte. Ha dato l’anima e ha fatto tantissimi gol per questa maglia ed è naturale che ambisca a squadre che lottano per obiettivi importanti e al posto suo lo farebbe chiunque al mondo. E’ uno di quei giocatori che dovrebbe lasciare, anche perché dalla sua cessione il Torino potrebbe prendere un po’ di soldi. So che questo non piacerebbe ai tifosi, ma bisogna ragionare prendendo in considerazione tutti gli aspetti”.

Però se andassero via Sirigu e Belotti la rivoluzione sarebbe totale.

“E’ chiaro. Due sono le cose: o si vendono i 2-3 giocatori migliori e si rifonda la squadra oppure si tengono questi 2-3 e si costruisce la nuova squadra intorno a loro. Comunque bisogna cambiare”.

A questo punto allora tutto dipende da Cairo.

“Al di là di Cairo chi oramai chi decide nel calcio sono i giocatori. Faccio un esempio, se Belotti va da Cairo e gli dice che ha ricevuto una proposta dall’Inter o dal Manchester non è facile trattenerlo tanto più che lo si è fatto già una prima e una seconda volta e alla fine questi ragazzi bisogna pure lasciarli andare. Credo che uno come Belotti voglia fare un’esperienza diversa e cercare di vincere qualche cosa, sta nel dna di ogni calciatore. Come dicevo, nella vita non passano tanti treni e Belotti finora ha fatto sempre bene e, quindi, ha mercato, ma se incappasse in un’annata per lui maledetta avrebbe meno mercato. Se, per dire, adesso vale dieci e rimane controvoglia e poi incappa in un’annata da due anche il Torino subisce un danno economico”.

Se per la prossima stagione il Torino puntasse solo a una salvezza tranquilla la delusione dei tifosi forse aumenterebbe ancora di più e sono già molto delusi.

“Ma ci sono solo due strade: o si fa un campionato tranquillo oppure si punta all’Europa League. Di più non è possibile fare, anche perché rimane solo lottare per non retrocedere e non lo prendo neppure in considerazione. Questa è stata un’annata particolare e non penso che si ripeta, lo spero veramente, perché il Torino rispetto ad altre squadre a livello di rosa era più forte, ad esempio del Verona. Ecco perché dico che ci sono solo due strade e da una squadra così di più non si può pretendere”.

Per la prossima stagione si fanno i nomi tra gli altri di giocatori come Fares e Strefezza che sono retrocessi con la Spal, sono calciatori sui quali puntare per rinfrescare la rosa?

“Alle volte non conta se un giocatore arriva da una squadra che è retrocessa perché ogni annata è diversa dall’altra. Sono convinto che essendo giocatori bravi quelli del Torino se andassero altrove farebbero sicuramente bene poiché quando si incappa nell’annata no ci si può sforza, ci si può illudere, ma tanto ben difficilmente si riesce a raddrizzarla e lo sa solo chi gioca a calcio. Oltretutto il problema del Torino è stato che non pensava di ritrovarsi a lottare per la salvezza e quando capita è ancora più difficile rispetto a chi parte già con l’obiettivo di salvarsi perché non si è preparati mentalmente e psicologicamente”.

Cambiando argomento e parlando di lei, sta aspettando di trovare una panchina vero?

“Certo, se c’è qualche possibilità. A me piace lavorare con i giovani e se mi arrivasse la proposta di allenare una Primavera lo farei molto volentieri”.