ESCLUSIVA TG – Dave (Sensounico): “La garanzia del Toro è Juric: trasforma in oro i giocatori, ma servirebbero ancora rinforzi”

14.09.2022 11:00 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Dave Murru Sensounico
Dave Murru Sensounico

Dave Murru è stato intervistato in esclusiva da TorinoGranata.it. Dave è il chitarrista del gruppo “Sensounico” ed è grande tifoso del Toro. Con lui abbiamo commentato e parlato dell’inizio di stagione della squadra granata e della gara di sabato sera con il Sassuolo.

Nel complesso il Torino ha fatto un buon inizio di campionato, quale impressione le ha fatto la squadra?

“Sì, il Toro ha fatto un buon inizio di campionato e devo dire che la garanzia più grande e mister Juric che riesce a dare effettivamente un bel gioco e trasforma in oro i giocatori che ha a disposizione. Mi è piaciuta molto la mentalità con cui la squadra gioca e sono rimasto impressionato da alcuni acquisti, su tutti Vlasic, ma anche Radonjic mi sembra un buon elemento se troverà continuità. E poi ci sono le varie conferme: Rodriguez, che è un giocatore trasformato, e Buongiorno”.

C’è qualche cosa che la convince un po’ meno di questo Torino?

Per la mole di gioco che crea segna poco, manca qualcuno che la butti dentro. In realtà Sanabria non gioca male infatti gioca molto per la squadra, ma poi bisogna capitalizzare e sotto questo aspetto, secondo me, siamo un po’ carenti. Non so se sia un discorso dovuto al fatto che Sanabria partecipa molto all’azione e di conseguenza spesso è distante dalla porto oppure se manca effettivamente il bomber di razza, quello che trasforma le occasioni in gol”.

C’è anche Pellegri, ma finora ha giocato poco.

“Esatto. Bisognerebbe capire se Pellegri quando sarà utilizzato con più continuità e minutaggio riuscirà ad essere quello che s’intende come classico centravanti”.

Sabato ci sarà la sfida con il Sassuolo poi la sosta per gli impegni della Nazionale e alla ripresa il Napoli. I neroverdi nonostante i parecchi infortuni nelle ultime stagioni hanno fatto abbastanza bene. Che cosa si aspetta dal Torino?

“Sarà una partita difficile perché, secondo me, per quanto se ne dica il livello del campionato è abbastanza uniforme infatti tutti perdono e pareggiano con chiunque, basta pensare alla Salernitana che vinceva due a zero con la Juve anche se poi è andata com’è andata. Ma anche una squadra che pensi che lotti per la salvezza a casa dei nostri amici di Venaria e impone il suo gioco. Tornando alla gara con il Sassuolo, la partita è difficile, ma se il Toro giocherà senza fretta e cercando di produrre occasioni concretizzandole in casa dovremmo farci valere. E poi con il Napoli sarà tutta un’altra storia”.

Di solito con le cosiddette big infatti il Torino gioca bene o comunque le contiene e prende applausi, però alla fine se va bene è pareggio ma spesso è sconfitta.

“E’ un rammarico, la scorsa settimana a Milano con l’Inter già il pareggio andava stretto e uscire con zero punti e con tante pacche sulle spalle e complimenti non fa più tanto piacere, da un po’ fastidio alla fine. Il Napoli è una squadra molto forte per cui bisognerà essere anche un po’ spregiudicati e magari anche fortunati. Ma anche non commettere errori difensivi che possano compromettere e non trovare il portiere avversario in stato di grazia, onestamente con l’Inter Handanovic fino a due settimane prima guardava i palloni entrare in porta e sabato con noi ha parato tutto. Bisogna anche avere la fortuna di non trovare chi fa la partita dell’anno o comunque del mese”.

Sono state giocate solo sei partite e ci sarà l’incognita grandissima della sosta per il Mondiale e non si sa quanto inciderà sul rendimento delle squadre. Fatta questa premessa, il Toro quest’anno dove può arrivare?

“Non riesco ancora a catalogarlo, puntellato in qualche ruolo potrebbe anche puntare al piazzamento utile per la Conference League. A gennaio dovrebbero essere fatti nuovi acquisti perché la differenza enorme la fanno a partita in corso i cambi che magari danno la garanzia di far svoltare la gara. Il Toro sotto questo aspetto è carente”.

Quali ulteriori rinforzi servirebbero secondo lei?

“Sicuramente davanti un’altra punta. Si è cercato di far tornare Praet, ma alla fine non si è riusciti a riprenderlo e sulla trequarti un altro elemento serve”.

Sulla carta con Vlasic, Radonijc, Miranchuk, Ilkhan, Seck e Karamoh, sei giocatori per due posti, numericamente non ci sono carenze.

“E’ vero, però il gioco di Juric è molto dispendioso per cui spesso e volentieri anche a centrocampo ci vorrebbe un giocatore di peso. Uno alla Pobega, che non abbiamo più, che va a fare da filtro. Lo abbiamo visto con l’Inter che quando è stato inserito Ilkhan, che è giovanissimo e manca di conoscenza del campionato italiano, è andato in difficoltà contro Brozovic. Ovviamente non bisogna tirare la croce addosso a Ilkhan, però con un giocatore di altro peso, non intendo altre qualità perché avendolo visto poco non lo conosco, ma se ci fosse stato Pobega magari un errore del genere di quello fatto da Ilkhan non lo avrebbe commesso. Pobega è giovane anche lui, ma quando è giunto al Torino arrivava già due stagioni a un certo livello. Avere giocatori “pronti” e di qualità sicuramente aiuterebbe. Come squadra titolare il Toro ci può anche stare, tolto il discorso che facevo sull’attacco, ma la carenza è sulle riserve, oramai non si gioca più in undici o in quattordici bensì in sedici. Quindi ci vorrebbero sedici giocatori di un certo tipo di qualità e prontezza per il gioco di Juric”.

Cambiando argomento e parlando della band dei Sensounico, cosa state facendo?

“Abbiamo ripreso a suonare ai primi di settembre e abbiamo aggiunto e cambiato degli elementi e ci stiamo preparando per il 24 settembre per la “Festa della Curva Maratona” che si terrà all’Hiroshima Mon Amour, in via Carlo Bossoli 83 a Torino. Con altri artisti siamo stati invitati, quindi appuntamento ai tifosi del Toro alla festa”.