ESCLUSIVA TG – Colantuono: “Gagliardini al Torino potrebbe essere un giocatore utile”

10.06.2019 06:01 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Stefano Colantuono
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Stefano Colantuono

Stefano Colantuono è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Colantuono è un allenatore e sotto la sua guida ai tempi dell’Atalanta Roberto Gagliardini ha mosso i primi passi nel calcio dei professionisti. Da lui ci siamo fatti spiegare chi è il centrocampista dell’Inter che piace al Torino.

Che tipo di giocatore è Gagliardini?

“Io l'ho avuto proprio agli inizi della sua carriera, ai tempi dell’Atalanta, ed era molto giovane, ma già si vedeva che aveva delle prospettive, però come dicevo, era proprio all'inizio tant'è che andò un po' in giro per l'Italia a farsi le ossa (Cesena, Spezia, Vicenza, ndr). È un centrocampista molto dotato fisicamente che ha anche dei discreti piedi. È un giocatore bravo nel gioco aereo e negli inserimenti e a mio avviso può giocare in un centrocampo con una linea a 4, come il 4-4-2 o il 3-4-3 ad esempio, ma anche come mezzala in un centrocampo a tre poiché è un calciatore molto duttile. Ha avuto un crescendo importante negli ultimi anni perché dopo la parentesi atalantina in prima squadra si è ben comportato all'Inter dove ha fatto buone cose. Credo che qualora dovesse arrivare al Torino, secondo me, potrebbe essere un giocatore utile. Ovviamente questo lo dovranno decidere la proprietà granata, o chi si occuperà di costruire la squadra, e Mazzarri”.

Mazzarri nella stagione appena conclusa aveva iniziato con il 3-5-2 per poi terminare con il 3-4-2-1, in questi contesti come si inserirebbe Gagliardini?

“Come dicevo, se il Torino dovesse continuare a giocare con il 3-4-2-1 Gagliardini potrebbe essere uno dei due centrocampisti se è stato una richiesta di Mazzarri, ma immagino di sì poiché credo che Mazzarri lo abbia individuato per farlo giocare in questo ruolo, mentre se i granata dovessero giocare con il 3-5-2 sarebbe una mezzala poiché può giocare da interno. Sarebbe utile in un caso e nell'altro essendo un giocatore duttile che si adatta a fare uno dei due perni di centrocampo così come la mezzala. Oltretutto è un giocatore che fa gol perché sa attaccare la porta ed è molto bravo nel gioco aereo poiché ha una grande fisicità ed ha anche un buon tiro. Si tratta di un centrocampista completo altrimenti non credo che l'Inter avrebbe fatto quell'investimento che ha fatto due anni fa perché, se non ricordo male, lo aveva pagato svariati milioni di euro”.

Mezzala più adatta a giocare sul centrodestra o sul centrosinistra?

“Lui è un destro, però, nel calcio di oggi è un po' riduttivo questo e può giocare sia da una parte sia dall'altra, ma è chiaro che giocando a sinistra rientrando qualche volta può andare al tiro con più facilità. Lui ha un buon tiro e credo che giocare a destra o a sinistra cambia poco. Lui è un destro come piede naturale però si disimpegna bene anche col sinistro quindi, come dicevo, credo che cambi poco farlo giocare a destra o a sinistra”.

È un giocatore che se la sa cavare in fase difensiva?

“Sì, perché è avvantaggiato anche dalla sua fisicità, che è molto importante. Un giocatore come lui nel gioco aereo è molto utile poiché è bravo nel colpo di testa e sa farsi valere nell'interdizione”.

Il Torino a centrocampo ha giocatori come Rincon, Lukic, Meïté e Baselli. Secondo lei, Gagliardini andrebbe a completare il quadro?

“Reputo Mazzarri un allenatore bravo, tra i migliori che ci sono nel nostro campionato e di conseguenza credo che se lui ha individuato questo giocatore la società abbia fatto il calcolo con i giocatori che ci sono in rosa che questo giocatore andrebbe a completare lo scacchiere per quel che riguarda il centrocampo. In una stagione lunga com'è quella del nostro campionato e poi c'è anche la Coppa Italia credo che lo spazio ci sia per tutti. Penso che avere rose ampie con giocatori di qualità sia indispensabile per raggiungere gli obiettivi che il Torino si prefigge di raggiungere e Gagliardini nella rosa del Torino ci starebbe benissimo”.

Dal punto di vista caratteriale che persona è Gagliardini?

“E' un bravo ragazzo, molto serio. Viene da una scuola, quella atalantina, che da un punto di vista caratteriale i giocatori li forma come nessun altra in Italia. Ha avuto come maestro Mino Favini, che ci ha lasciato da poco, quindi Gagliardini come gli altri ragazzi sotto questo punto di vista sono eccezionali: molto educati, dediti al lavoro e sempre rispettosi del ruolo e di ciò che la società chiede per fare calcio ad alti livelli”.

Cambiando argomento e parlando di lei, con l’inizio della nuova stagione la rivedremo in panchina?

“Spero di sì, ma non lo so. Il calcio vive di momenti, quelli in cui si è in alto e altri in cui lo si è meno e bisogna aspettare. Vedremo, non ho fretta. Quello che si prospetterà lo andrò a valutare, ma per il momento sono uno spettatore interessato. Nel senso che al momento non ho cose importanti all'orizzonte per cui come tanti altri allenatori, visto che ogni anno cresce il numero degli allenatori ma le squadre rimangono sempre le stesse e, anzi, persino qualcuna in meno, sono in attesa di capire come evolverà la situazione pronto ad entrare se qualcuno riterrà opportuno avere bisogno di me”.

Prenderebbe in considerazione anche proposte dall'estero?

“Oggi non si può escludere nulla. Nel 2019 non si fanno preclusioni anche perché, come dicevo prima, le squadre sono sempre quelle e anzi ce n'è forse qualcuna in meno e gli allenatori sono tanti, quindi, non bisogna precludersi la possibilità di fare qualche esperienza all'estero”.