ESCLUSIVA TG – Cereser: “Il Torino può “punire” il Bologna se gioca al top e non al 70%”

21.10.2018 07:00 di Elena Rossin  articolo letto 2029 volte
Fonte: Elena Rossin
Angelo Cereser
Angelo Cereser

Angelo Cereser è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Cereser è un ex calciatore che militò nel Torino dal 1962 al 1975 e poi nel Bologna dal ‘75 al ‘79, attualmente ha un’agenzia immobiliare, ma non ha smesso di seguire il calcio e in particolare le vicende dei granata. Con lui abbiamo parlato della partita di questo pomeriggio fra le sue ex squadre.

Nelle prossime quattro partite il Torino potrà fare un “salto” in avanti oppure, secondo lei, è una squadra ancora in divenire?

“Credo che il Torino sia una squadra che non deve avere mire particolari, ma che deve giocare ogni partita al massimo per capire che cosa ha in corpo trovando dentro se stessa tutto il vigore possibile per andare avanti. Non bisogna fare programmi troppo avveniristici perché di solito ci si lascia andare un pochino in tal senso. Il Torino ha il difetto che altera un po’ gli equilibri ogni tanto in partita, infatti, magari per mezzora gioca e poi per dieci minuti no. Deve migliorare in questo, ma le prossime squadre che affronterà sono alla sua portata e sono gli avversari con i quali, più o meno, dovrà fare i conti in campionato. Con il Bologna sarà la partita più facile direi anche rispetto a quella con il Parma perché i ducali hanno un gioco più aggressivo e non credo che sia così facile da gestire, mentre i felsinei giocano più da grande squadra con un po’ di sufficienza. Il Torino di solito “punisce” le squadre che giocano con sufficienza, però, deve giocare al top e non al settanta per cento poiché quando fa così non raggiunge gli equilibri necessari a fare risultato, almeno questo è ciò che ho visto io finora quest’anno”.

Falque ha recuperato dall’infortunio così come Zaza e Belotti sta bene, anche se non è stato convocato da Mancini in Nazionale. Lei come vede l’attacco del Torino?

“Capita non essere convocati in Nazionale. Mazzarri è abbastanza bravo nel fare i cambi e, quindi, deve essere capace a giocarsi questi tre insieme quando può e quando non può alternarli senza guardare in faccia nessuno, ma tenendo sempre tutti sulla corda. Non è facile per un allenatore, però, deve far rendere tutti al massimo e, secondo me, può farlo tenendo, come dicevo, tutti sulla corda. Deve anche mettere fuori chi non fa abbastanza bene perché giocare lì davanti con tutti e tre può andare bene con qualche avversario, ma non con tutti e in qualche caso potrebbe anche essere controproducente”.

La convince il centrocampo?

“Mi sembra che l’unico che sia ancora fuori posizione sia Baselli, infatti, per fare posto ad altri gioca un po’ fuori ruolo, ma bisogna anche dire che se vuole essere un grande giocatore non può giocare sempre e solo nella posizione che fa comodo. Deve essere bravo a rendere al top anche in altre posizioni come fanno i giocatori che hanno grandi capacità che sanno giocare ovunque, in qualsiasi frangente e con qualunque avversario. Baselli pur avendo tanta buona volontà mi sembra leggermente carente rispetto agli altri. Soriano oltretutto consente di giocare con due punte o anche solo con una punta e mezza perché quando si sgancia può fare “danni” agli avversari.”.

E gli esterni?

“Parigini, non in fase difensiva, ma quando bisogna recuperare partite che si stanno mettendo male o comunque quando si devono mettere alla corda gli avversari è un giocatore che può andare bene. Per il resto anche se Ansaldi si è infortunato e De Silvestri ha avuto degli acciacchi, Mazzarri è abbastanza coperto con Berenguer e Ola Aina, infatti, quando due erano fuori ne aveva ancora tre da far giocare, situazione migliore quindi rispetto all’anno scorso direi. Non vedo così male il Toro in mediana, Mazzarri ha da divertirsi e adesso che ha gli uomini può giocarsela. Adesso tocca a Mazzarri dimostrare di essere bravo e lui i cambi in corsa li sa fare. Sono un grande amico di Walter da molti anni e andiamo al mare insieme, quindi, gli dico di valutare e poi mettere tutti nella condizione di esprimersi al meglio senza che si creino invidie e che lo spogliatoio si disunisca. Giocare tutto il campionato con tre attaccanti per novanta minuti è un po’ complicato a mio avviso, si può farlo con le squadrette, ma con le altre c’è da stare attenti”.

Che cosa si aspetta dal Torino con il Bologna?

“Solo una grande concentrazione e una bella squadra a centrocampo”.