ESCLUSIVA TG – Biasin: “Il Toro deve pensare solo a salvarsi. Il gioco dell’Inter? Un problema di Conte”

12.07.2020 07:00 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Fabrizio Biasin
© foto di Alessio Alaimo
Fabrizio Biasin

Fabrizio Biasin è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Biasin è capo servizio dello sport del quotidiano Libero ed è opinionista in trasmissioni televisive. Con lui abbiamo parlato della partita di domani sera tra Torino e Inter e della squadra granata della prossima stagione.

Che partita sarà tra Inter e Torino visto che da quando è ripreso il campionato i nerazzurri non hanno fatto prestazioni eccellenti e tanto meno i granata che erano già in profonda crisi prima del lockdown?

“Mi immagino una partita brutta perché stiamo parlando di due squadre che non hanno mostrato un gran bel calcio dal rientro dopo la sospensione del campionato e, quindi, in questa particolare situazione non mi immagino proprio uno spettacolo eccellente. Da una parte c’è una squadra, il Torino, che quantomeno arriva da una vittoria, quella con il Brescia, mentre dall’altra l’Inter che ha fatto una brutta figura con il Verona. Credo, presumo che l’Inter abbia voglia di riscatto, anche se avrebbe dovuta averla già giovedì dopo la sconfitta con il Bologna”.

I problemi dell’Inter quali sono oltre al fatto che Conte dall’estate scorsa lamenta che non ha tutti i giocatori che gli servirebbero?

“Non credo che sia un problema di giocatori quanto piuttosto di riuscire a metterli a regime. L’Inter aveva raggiunto il suo picco del suo gioco a inizio stagione e piano piano ha perso quell’identità che aveva all’inizio e questa è una cosa clamorosa nel senso che il processo di crescita si è fermato e poi invertito. Questo è un problema dell’allenatore perché i giocatori possono avere tutti i limiti del mondo, ma credo che francamente valgano più di quello che abbiamo visto in particolare nelle ultime due patite”.

I problemi del Torino forse sono più strutturali, anche se la squadra era partita con aspettative molto superiori?

“La squadra è la stessa dell’anno scorso che era riuscita ad arrivare ai preliminari d’Europa League e, quindi, ci si immaginava una conferma in qualche modo. Non è stato cambiato l’impianto e si è provato a proseguire con l’allenatore dell’anno precedente e di conseguenza ci si augura una crescita, ma in realtà Cairo ha sottovalutato il mercato, in realtà lo ha proprio snobbato, e il Torino è entrato in una crisi che poi è diventata crisi nera con il cambio dell’allenatore e adesso, bene o male, si è tirato fuori dai guai, cioè dall’incubo della retrocessione, però, sicuramente questa è una stagione disgraziata anche per i tifosi del Torino”.

Belotti e Verdi, che nell’ultima gara ha sfoderato la migliore prestazione da quando è in granata, saranno gli artefici delle fortune del Torino in questo finale di stagione oppure le difficoltà della difesa, che subisce troppi gol nonostante le parate di Sirigu, avranno un’incidenza che condizionerà più di qualsiasi altra cosa?

Belotti è la certezza del Torino, è il capitano al quale aggrapparsi perché sicuramente è il punto di riferimento non solo di questa fase, ma ormai da qualche anno a questa parte. E’ indubbio che la fase difensiva ha dei problemi e, credo, più per colpa del centrocampo che della difesa in sé. Su questo sta lavorando Longo, anche se ormai a poche partite dalla fine è più che altro una questione di testa. Il Torino deve, giocando bene o male chi se ne frega, riuscire a mettere insieme i punti che servono per salvarsi, anche se, più o meno, penso che la cosa sia fatta”.

Crede quindi che a questo punto il Torino sia praticamente salvo?

“Ovviamente bisogna sempre stare molti attenti, il Lecce arriva dalla vittoria con la Lazio, però diciamo che vista la classifica mi sembra che ci sia chi sta decisamente peggio del Torino. Prima i granata raggiungeranno la quota salvezza e meglio sarà così si archivierà una stagione decisamente non positiva”.

Le partite che conteranno per il Torino saranno quelle con il Genoa e la Spal?

“Tre punti con la Spal garantiranno, più o meno, la salvezza al Torino, ovviamente dovrà stare attento con il Genoa, però, la mia sensazione è che quello che doveva fare l’ha fatto nell’ultima partita con il Brescia che era una gara insidiosa e il Torino ha preso i suoi punti e adesso deve semplicemente riuscire a portare la barca in porto e più o meno ci è riuscito. L’importante è non sbracare, nel corso della stagione c’è stato questo rischio perché poco prima della sosta il Torino era veramente in condizioni complicate e adesso se farà un po’ di punti alla fine esce quantomeno con la prospettiva di poter ragionare sulla prossima stagione”.

A proposito della prossima stagione, il Torino dovrà rivoluzionare tanto questa rosa nel senso che è arrivato al capolinea questo gruppo?

“Eh, di sicuro non può ripartire con lo stesso gruppo e deve rinforzare tutti i reparti. Non dico che debba sostituire chiunque perché ha sicuramente dei punti di forza: in attacco Belotti e in porta Sirigu. Ma a centrocampo, secondo me, bisogna puntare su qualche cosa di più di quello che si è visto quest’anno. Poi devo dire non solo a centrocampo poiché bisogna dare alternative ai titolari. Cairo dovrà questa volta fare degli sforzi, quelli che non ha fatto l’estate scorsa”.