ESCLUSIVA TG – Arrigoni: “Il Torino subisce troppi gol. Vanno trovate certezze ed equilibrio”

12.12.2020 07:00 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Daniele Arrigoni
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Daniele Arrigoni
© foto di Federico De Luca

Daniele Arrigoni è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Arrigoni da calciatore ha militato nell’Udinese nella stagione 1979-80 e da allenatore ha guidato il Torino  per un brevissimo periodo nel 2005 prima del fallimento della società granata. Attualmente è un dirigente della Lega C e collabora in qualità di coordinatore tecnico con la Federazione di San Marino.

Ci sono quattro punti di distacco tra Udinese e Torino in favore dei friulani, con le squadre che stentano a ingranare, soprattutto i granata che si sono fatti rimontare sette volte su dieci. Che idea si è fatto e che cosa ci si può aspettare da questa partita?

“Secondo me, anche il Torino è in crescita al di là dei risultati  infatti la squadra nelle ultime partite sta facendo meglio. L’Udinese in questo momento sta bene e nelle ultime tre gare ne ha pareggiata una e vinte due ed è in vantaggio sul Torino. La partita, a mio parere, è difficilissima per entrambe ed è aperta a tutti i risultati”.

Giampaolo avendo di nuovo Lukic a disposizione dovrebbe tornare al suo modulo il 4-3-1-2. I continui cambiamenti, anche dei giocatori in difesa, e l’assenza di certezze può accrescere le difficoltà della squadra?

“Le certezze Giampaolo le deve ancora trovare a mio avviso. Il campionato è appena iniziato e ci sono state difficoltà di vario tipo perciò è giusto che provi a far giocare la squadra secondo quella che è la sua filosofia di gioco. Ma, come dicevo, è chiaro che debba trovare le soluzioni giuste ed è abbastanza normale che cambiando tutto ci voglia del tempo perché anche lui deve conoscere i giocatori. Secondo me fa bene a cercare di tornare alla sua filosofia di gioco e a come vuole che la squadra si esprima. Poi chiaramente se fa delle rotazioni evidentemente non ha ancora visto la soluzione ideale, ma è normale che sia così”.

L’Udinese ha una discreta difesa, ma in compenso segna abbastanza poco. Gotti ha però a disposizione De Paul e Pereyra, sono loro che dovranno essere bloccati dal Torino?

“Fare gol è difficile per tutti e per segnare molto in Serie A bisogna essere dotati di giocatori in attacco che siano di livello medio alto e non è possibile che li abbiano tutte le squadre. Per questo l’Udinese ha delle difficoltà come capita alle squadre di medio-bassa classifica. E’ difficile avere il giocatore dai 15 gol in su perché non se lo possono permettere in tanti.
Certamente il Torino dovrà fare particolare attenzione a De Paul e Pereyra perché sono giocatori che oltre ad andare in zona gol servono belle palle ai compagni e trovano sempre delle soluzioni importanti”.

Si può dire che forse il Torino manca di equilibrio visto che subisce tanti gol, 24, ma che ne fa abbastanza, 17?

“Il subire tanti gol è una pecca molto grossa del Torino, non ci si può permettere di subire così tanto e questa è una cosa che deve essere messa a posto, anche perché le reti in una maniera o nell’altra vengono segnate. In tutte le stagioni tira fuori giocatori nel reparto offensivo che segnano perciò, secondo me, bisogna lavorare molto sull’equilibrio poiché subire poco alla fine darebbe grandi vantaggi. Il Toro è una delle poche squadre che seguo perché essendoci stato, anche se per poco tempo, la filosofia granata mi è rimasta nel cuore e devo dire che finora non gli è andata molto bene. Incredibilmente alla prima occasione per gli avversari prende gol e per questo poi le cose diventano anche difficili. Non è semplice. Anche psicologicamente è una squadra che ha bisogno di mettersi a posto, C’è bisogno di un po’ di tempo”.

La partita con l’Udinese diventa un po’ uno spartiacque per il Torino?

“Se si inizia a pensare in questa maniera si fanno solo danni a livello psicologico. Secondo me, i giocatori devono pensare a fare il calcio che l’allenatore vuole, farlo con grande intensità e con grande ritmo e poi verificare le cose di volta in volta. Non ritengo che si debba cominciare a pensare che è l’ultima spiaggia o alle altre banalità che esistono nel mondo del calcio. Come ho detto, i giocatori del Torino devono pensare a fare la gara e la prestazione e poi con le qualità che hanno, che sono di medio livello, prima o poi verranno anche i risultati. Con questo non dico che bisogna stare tranquilli, ma neanche fasciarsi troppo la testa. Ci sono ancora troppe partite e tutto è aperto. Alla fine la Serie A mette i valori in fila uno dietro l’altro poiché è uno dei campionati dove le qualità emergono, si può variare di pochi punti in più o in meno a seconda della stagione. Penso che alla fine sarà come è sempre stato nel senso che ci sono quelle due-quattro squadre che lottano per il vertice e altrettante per salvarsi e se il Toro fa una stagione così dovrà lottare fino alla fine per avere la certezza di salvarsi, ma le qualità che ha sono un po’ più alte di quelle delle altre squadre”.