Sassuolo, De Zerbi: “Il secondo gol di Belotti è stato un capolavoro. Noi condizionati da 70’ con un uomo in meno”

12.05.2019 18:52 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Roberto De Zerbi
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Roberto De Zerbi

L’allenatore del Sassuolo, Roberto De Zerbi, in conferenza stampa ha commentato la sconfitta con il Torino. Ecco tutto ciò che ha detto:

Siete passati dalle stelle alle stalle e c'è stato anche l'episodio dell'espulsione che sicuramente ha influito, come commenta la partita della sua squadra?

“Abbiamo giocato settanta minuti con un uomo in meno e il Torino è già forte di suo, è una squadra molto fisica, quindi, un così lungo tempo con un uomo in meno condiziona la gara. Abbiamo fatto quello che fa una squadra in inferiorità numerica che si difende basta e cerca di ripartire e questo lo abbiamo fatto con ordine e abbiamo trovato una squadra forte davanti, musica e che ogni cambio metteva in campo un attaccante e di conseguenza abbiamo sofferto un po'. Il terzo gol, quello di Belotti, è arrivato da un capolavoro, da una giocata che lui ha, però, è stata molto particolare e non si vede una cosa così sui campi tutte le domeniche. C'è rammarico perché  non c'è stato permesso di giocare visto che per settanta minuti siamo stati in dieci”.

Dopo il Torino affronterete la Roma e l'Atalanta e di conseguenza nella corsa all'Europa sarete l'ago della bilancia. Pensa che il Torino sia maturo per andare in Europa?

“Non lo so, è una squadra forte costruita già negli ultimi anni per arrivare in Europa mi sta rispettando le aspettative di inizio stagione”.

La stagione è positiva e anche oggi avete messo in difficoltà una squadra come il Torino. Pensa che potrebbe chiudere il campionato nella parte sinistra della classifica?

“Innanzitutto lo cerchiamo di essere arbitri di noi stessi, quindi, cercheremo di essere determinanti per raggiungere il decimo posto e stare nella parte sinistra della classifica oltretutto questo vorrebbe dire tenere dietro dieci squadre e tra queste la Fiorentina e sarebbe un risultato molto importante e quelle che stanno davanti a noi Sampdoria, Lazio, Atalanta, Torino, Milan e tutte le altre sono nettamente più forte di noi per cui Sarebbe il massimo di ciò che potevamo fare”.

Pensa essere pronto per allenare una squadra che lotti per l'Europa?

“Io a Sassuolo sto bene e non ho in questo momento altro in testa che finire le prossime due partite con dignità e con serietà come si è fatto oggi cercando di fare qualche altro punto perché probabilmente 42 per arrivare decimi non bastano e poi programmare la stagione prossima migliorando la rosa nei punti in cui va migliorata”.

Berardi continuerà ad essere un giocatore del Sassuolo?

“Io ho il pregio-difetto di affezionarmi ai giocatori che alleno, mi lego molto a loro se mi danno chiaramente. Domenico è uno di questi, ha dato tanto al Sassuolo e anche a me. È un calciatore che potrebbe giocare in squadre che puntano ad obiettivi superiori a quelli del Sassuolo. Sta un po' anche al giocatore stare al Sassuolo che non ha un grandissimo numero di tifosi e non ha un'elevata pressione dalla stampa e dai media. È lui che deve trovare le motivazioni, facendo un'attenta valutazione deve farsi un esame di coscienza e chiedersi se dentro se stesso ha queste motivazioni e se non le ha è meglio salutarsi perché in buona fede si può pensare anche di avere gli stimoli e poi nel corso dell'anno vengono un po' a mancare. Questo è un aspetto determinante per stare al Sassuolo e anche per stare con me perché Io spingo”.

Balza all'occhio che il suo Sassuolo ha uno spirito di giocare che fa la differenza.

“Oggi abbiamo messo  in campo tutta la qualità, non dico che chi era in panchina non ne abbia, ma la qualità pura di Duricic, Boga, Duncan, Bourabia, Magnanelli rende quando ci si diverte, quindi, uno dei nostri obiettivi e divertirci facendo le cose con grandissima serietà e il rammarico di oggi è proprio quello di aver fatto solo 20 minuti ad armi pari. Ancora più della sconfitta dispiace aver buttato una settimana  di lavoro che è stata vanificata dopo 20 minuti poi se è giusto oppure non lo è giusto fate voi le considerazioni, Io non lo so. Giocare in questo stadio oggi è stato un privilegio per l'entusiasmo che c'era e il numero di tifosi, ha fatto piacere e avremmo voluto farlo al 100% non limitat”.

È stato troppo severo il Var oppure troppo ingenuo il suo giocatore nell'episodio dell'espulsione?

“Non lo so, se questa è la regola va bene e non c'è da attaccarti al Var. Io il ragazzo l'ho abbracciato e basta perché era dispiaciuto. Con il gol che ha fatto è diventato il diciannovesimo marcatore della nostra squadra. A dire il vero non mi è piaciuta la direzione arbitrale nella sua globalità poi sugli episodi non dico”.