Salernitana, numeri da esonero per Nicola. Il mercato flop di Sabatini e un Arechi mai così vuoto

03.04.2022 10:30 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Tmw
Sabatini, Nicola e Iervolino
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Sabatini, Nicola e Iervolino

Se un presidente carico di entusiasmo e valido economicamente si affida ad un direttore sportivo esperto e gli mette a disposizione un budget importante, non è ammissibile operare un'autentica rivoluzione e portare calciatori o fermi da mesi o provenienti da campionati stranieri e destinati ad entrare in condizione soltanto alla fine della stagione. Sulla base di questo ragionamento, il presidente della Salernitana Danilo Iervolino sta pensando di non rinnovare il contratto al direttore generale Walter Sabatini e di affidarsi, in caso di retrocessione, ad un dirigente giovane, ma con idee innovative e che possa formare una rete di osservatori tale da scovare ragazzi di spessore in giro per l'Europa. Ad oggi l'esperienza del ds è stata fallimentare. Fazio ha sulla coscienza almeno cinque punti e ieri è stato il peggiore in campo, Mikael e Mousset hanno fatto rimpiangere Gondo e Simy, Dragusin non gioca, Bohinen non ha mai avuto una chance dal primo minuto, Radovanovic non ha fatto meglio di Di Tacchio, Verdi è palesemente in ritardo di condizione e Perotti si è fatto male e ha finito anzitempo la stagione. Ederson, Mazzocchi e Sepe sono gli unici tre ad aver inciso ma sarà difficile resistere alla tentazione di cederli e far cassa la prossima estate. Ad ogni modo la riflessione è sempre la stessa: se senza proprietà e con budget irrisorio sono stati presi giocatori validi come Coulibaly, Vergani, Ruggeri, Bonazzoli, Ribery, Simy, Kastanos, Ranieri e Strandberg (tenuto ancora fuori lista pur con un Fazio in costante affanno), possibile che con 12 milioni di euro e una proprietà forte non si potesse far meglio?

Per non parlare di Nicola, cui media voto è inferiore a quella di Castori e Colantuono. Il mister non ha ancora vinto una partita e viene contestato da buona parte della tifoseria perchè ritenuto molto teorico e "filosofo" e poco pratico. Schierare cinque difensori contro un Torino sereno e senza grosse ambizioni di classifica, arretrare di una ventina di metri il raggio d'azione di Bonazzoli (il bomber della squadra) e variare spartito tattico improvvisamente non ha certo giovato ad una Salernitana per 45 minuti troppo brutta per essere vera. E stavolta le pur penalizzanti decisioni dell'arbitro non possono essere un alibi. Considerando che Iervolino ha parlato di una squadra "muscolare, aggressiva e con mentalità vincente in caso di retrocessione", perchè non richiamare subito Castori che incarna in pieno queste caratteristiche, ha già vinto a Salerno, è ben voluto dalla piazza e può già indicare su quali calciatori far ripartire la programmazione granata? Chiosa sul pubblico. Ieri, per una gara decisiva e da ultima spiaggia, c'erano 8500 spettatori. La Salernitana, in proporzione, aveva più seguito in Lega Pro. Evidentemente è durato poco l'effetto Iervolino e il calo di presenze non era rapportabile alla presenza di una proprietà e una dirigenza contestati ben oltre gli effettivi demeriti. "Che importa se è arrivata la retrocessione, che vuoi che sia..in ogni categoria non vivo senza te" cantavano gli ultras sotto un autentico diluvio, ma la resa di Salerno è evidente. C'è un solo modo per ripagare l'amore smisurato del pubblico: ripartire già da oggi guardando in faccia alla realtà e promettendo l'allestimento di una rosa pronta a risalire subito. Stavolta nessuno ha scuse o alibi, nemmeno Iervolino.