Milan, Gattuso: “L’episodio del rigore ci ha condannati. Siamo stati ingenui e l'abbiamo pagato a caro prezzo”

29.04.2019 07:00 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Gennaro Gattuso
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Gennaro Gattuso

L’allenatore del Milan, Gennaro Gattuso, in conferenza stampa ha commentato la sconfitta con il Torino. Ecco tutto ciò che ha detto:

<b>Errori e nervosismo che poi ha portato all'espulsione di Romagnoli, che cosa non si riesce a far quadrare in questo Milan?</b>

“Non si riesce a far quadrare che squadra dopo il rigore si è innervosita. Abbiamo commesso un'ingenuità, ma ho visto una squadra viva, diversa da mercoledì e sicuramente con il Torino a condannarci è stato quest'episodio. Il Torino è squadra che ha grande forza fisica e con una delle migliori difese di campionato. Penso che noi siamo stati meno bravi di tantissime altre volte specialmente nel primo tempo quando Cutrone si allungava stavamo sempre uno contro uno con N'Koulou e ci è mancata un po' di gamba, un po' di forza per riuscire a far male al Torino e a trovare un po' sotto Cutrone e Calhanoglu. Ho visto una squadra che ce l'ha messa tutta, sicuramente una partita diversa da quella di mercoledì”.

<b>Come valuta l'episodio del rigore?</b>

“Con tutta la tecnologia che è a disposizione se hanno dato il rigore c'era, ma non ho visto l'episodio. Siamo stati dei polli noi perché le mani si devono tenere a posto. Abbiamo commesso un'ingenuità, poi non so se era netto o no, ma con tutto quello che ha a disposizione la terna arbitrale se ha fatto questa scelta è corretta”.

<b>Aveva chiesto più anima alla squadra, ha avuto risposte?</b>

“Ho risposto prima, la squadra a livello d'atteggiamento forse ha avuto un po' di nervosismo in più, dovevamo stare un po' più tranquilli e non perdere il capitano come l'abbiamo perso. Ripeto, la squadra ce l'ha messa tutta, si è impegnata, ha fatto quello che avevo chiesto e non posso dire nulla”.

<b>La squadra ha dei limiti endemici visto che ha difficoltà a finalizzare e a giocare in verticale?</b>

“Abbiamo giocato pochissimo dal basso, anzi sistematicamente ogni volta che avevamo la possibilità andavamo in verticale a trovare Cutrone. Penso che abbiamo sbagliato tantissime volte, come ho detto, a non farci trovare sotto Cutrone con Calhanoglu e Suso. E' ciò che avevamo preparato, ma non abbiamo avuto la forza. Sapevamo che il Torino sarebbe venuto a prenderci a uomo, sapevamo che avremmo avuto pochissimo spazio e non dovevamo perdere palla in uscita. Cutrone è stato molto bravo, abbiamo verticalizzato tantissimo, ma abbiamo mancato nell'andare a ricevere la seconda palla”.

<b>Non ci sarebbe da lavorare sulle ammonizioni e sulle espulsioni per proteste?</b>

“Stiamo vivendo un momento non positivo ed è da due mesi che facciamo fatica. Qualcuno mi vede molle, ma io non riesco a dire bugie quando parlo. Oggi si pensa troppo, la testa diventata pesante per tutti i componenti della squadra, per me e anche per chi lavora con me. Sappiamo di vivere un momento non brillantissimo e i risultati non arrivano ed è per questo e non mi sentirete mai dire che è colpa della squadra. La squadra è pensierosa, fa fatica, c'è poco entusiasmo. Quando parlo di anima intendo entusiasmo e cattiveria. I ragazzi ce la stanno mettendo tutta, però, è un dato di fatto che in questo momento alla prima difficoltà fatichiamo. Alle volte ce l'andiamo anche a cercare, ma questo fa parte del gioco e in questo momento stiamo pagando tutto questo”.

<b>Ha parlato con Leonardo e Maldini? Si sente a rischio esonero?</b>

“Questo chiedetelo alla società. Ripeto, io posso assumermi le mie responsabilità perché sono io a scegliere chi scende in campo. Sicuramente in questo momento non mi tiro indietro, ho delle responsabilità anch'io”.

<b>Qualche giocatore inizia a deluderla?</b>

“No, non è questa la strada. In questo momento non bisogna fare i processi a nessuno. L'unico che va a processo è l'allenatore, come si usa in tutte le società di calcio.  I giocatori mi danno tutto ciò che hanno a disposizione e ogni responsabilità relativa ai risultati è solo colpa dell'allenatore. Non mi va di parlare perché questi giocatori mi hanno dato tanto e stanno attraversando un momento di difficoltà, quindi, la responsabilità più grande me l'assumo tutta io. Ed è giusto così”.

<b>Si sente sufficientemente sostenuto dalla dirigenza?</b>

“Alle volte mi fate sorridere, è da una vita che sono nel mondo del calcio. Ho lasciato casa all'età di 12 anni e sono andato in collegio per giocare a calcio. Per qualcuno di voi, invece, sembra che io abbia iniziato l'altro ieri, ma sono già 6 anni che alleno fa Serie C, Serie B e altre piazze. Devo dire che sinceramente è un lavoro molto bello e molto stressante e c'è un grande rispetto con gli uomini che rappresentano questa società. Leggo che ogni giorno scrivete cose che non stanno né in cielo né in terra. Io sono legato ai risultati, ma ho sempre ricevuto il rispetto di tutti e ho sempre rispettato tutti. Tutt'ora tutto questo non sta mancando. Parlando di risultati è giusto che io venga messo sotto processo, però, a livello di affetto e di serietà e di professionalità non posso dire nulla, anzi, posso dire solo cose positive”.

<b>In un post Salvini, da tifoso deluso, ha detto: "Il nostro Milan non c'è più. Cuore, idee, entusiasmo e passione sono rimasti solo agli splendidi tifosi rossoneri. Di tutti gli altri società, dirigenti,allenatore e giocatori non si hanno notizie positive da tempo. Vergogna, fate giocare i ragazzi della Primavera"</b>

“Ha detto bene lui. Vergogna. La vergogna me la prendo tutta io e gli auguro il meglio, di fare un grandissimo lavoro perché ne abbiamo bisogno”.

<b>Quanto crede ancora la Champions?</b>

“Io devo credere nel vincere il maggior numero di partite possibili perché la fatica più grande è riuscire a dare continuità di risultati. Questo non sta succedendo da troppo tempo in questo momento dobbiamo pensare alla partita con il Bologna, una squadra che sta facendo grandissimi risultati da due mesi. Poi penseremo alla Fiorentina, in seguito al Frosinone e alla fine alla Spal. La strada giusta è ragionare in questo modo. È inutile pensare a cose troppo lontane”.

<b>Come si fa a rimettere in carreggiata una squadra che psicologicamente sembra provata?</b>

“Si deve partire dalla gara con il Torino, per il fatto di mettersi a disposizione in modo da commettere il minor numero di errori possibili. Bisogna partire dalle cose positive che si sono viste in questa partita. Adesso serve a poco gridare, alzare la voce o fare scelte dure perché, ripeto, la squadra ce la sta mettendo tutta seppur con grandissime difficoltà. Penso che si debba continuare a credere in tutti questi ragazzi che in questi mesi ci hanno dato tante soddisfazioni. È un momento in cui non tutto sta andando per il verso giusto”.

<b>Ci si aspettava almeno una prova d'orgoglio della squadra, ma da un mese sembra che alla prima difficoltà non riesca a reagire.</b>

“Non credo che questa sia un'analisi corretta. Ditemi se il Torino ha avuto una palla gol prima dell'ingenuità del rigore che abbiamo commesso. Abbiamo colpito una traversa, giusto? Potete massacrare la squadra per quello che è successo mercoledì perché siamo stati inesistenti, ma con il Torino non mi è sembrato. Giocare contro il Torino in questo momento è molto difficile, la squadra prima dell' episodio non si è comportata per niente male, ha fatto ciò che doveva e ho la sensazione che senza quell'episodio avremmo potuto segnare. Siamo stati ingenui e l'abbiamo pagata a caro prezzo”.

<b>Manca un po' di qualità per i calci d'angolo mal battuti, per l'ultimo passaggio che non riesce, per i lanci sbagliati di qualche metro. È difficile parlare di anima in presenza di queste cose.</b>

“Quando c'erano i risultati si apprezzava tutto e nessuno faceva analisi di questo tipo perché si poteva stare una giornata in campo e non si aveva la sensazione di commettere nessun errore  e non subivi gol. Adesso quello che si dice ci sta perché tante volte nel 4 contro 4 il cinque contro cinque in campo aperto si sbaglia sempre qualche cosa, sui calci d'angolo ha ragione e se Suso non avesse fermato Belotti sarebbe andato in porta per l'ennesima volta. Sono d'accordo e penso che stiamo pagando tutto questo. Quando dico che questa squadra deve pensare poco mi riferisco proprio a questo. Certe volte ci facciamo male da soli perché non siamo lucidi, pensiamo troppo a ciò che potrebbe succedere e tante volte ci spacchiamo la testa da soli”.