Juventus, i debiti finanziari netti hanno toccato i 464 milioni

La crescita dei debiti netti è stata di 154,2 mln in un solo anno. Previsto il rosso anche per il bilancio a giugno 2020.
13.09.2019 15:08 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Il Sole 24 Ore
John Elkann e Andrea Agnelli
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
John Elkann e Andrea Agnelli

L'ultima semestrale di Exor, la holding delle famiglie Agnelli-Nasi che possiede il 63,77% della Juventus,ha evidenziato che i debiti finanziari netti del club hanno raggiunto al 30 giugno 2019 i 464 milioni di euro, come riportato da “Il Sole 24 Ore”. Vale a dire 154,2 milioni in più dell’anno precedente. Il bilancio a giugno 2019 della Juventus si è chiuso con una perdita di circa 40 milioni, ma sarà ufficializzato solo il 19 settembre dal consiglio di amministrazione. La semestrale è stata approvata il 4 settembre dal consiglio di amministrazione di Exor, presieduto da John Elkann, cugino del presidente della Juventus, Andrea Agnelli, anch’egli componente del Cda della holding.

Nella scorsa stagione sportiva, la prima con Cristiano Ronaldo, i costi sono saliti e i debiti finanziari netti - stando ai dati di Exor - sono aumentati di 154,2 milioni in 12 mesi, cioè quasi del 50% (a giugno 2018 erano 309,8 milioni), mentre il patrimonio netto è diminuito da 72 a 32 milioni. Dunque i debiti finanziari netti sono 14,5 volte il patrimonio netto, un rapporto che indica un forte appesantimento della situazione finanziaria.

Ronaldo, pagato 115 milioni, pesa in media per quasi 90 milioni all’anno sul bilancio della Juventus: 28,75 milioni è l’ammortamento annuo del costo del cartellino (spalmato in quattro anni di contratto), 60 milioni sono l’esborso lordo del club per pagare al calciatore uno stipendio di 31 milioni netti, secondo quanto riportato sulla stampa (la cifra non è mai stata ufficializzata dalla società).

Sulla stagione in corso Exor osserva che «l'esito della Champions League influenzerà in maniera significativa il risultato economico dell'esercizio 2019-2020, che al momento è previsto si chiuda in perdita».