Federsupporter, la libertà di stampa: il “vizietto” della Lazio

01.03.2016 19:32 di Marina Beccuti Twitter:    vedi letture
Federsupporter, la libertà di stampa: il “vizietto” della Lazio
TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Dario Fico/TuttoSalernitana.com

L’avvocato Massimo Rossetti, responsabile dell’area legale di Federsupporter (Associazione di tutela dei diritti dei tifosi delle discipline sportive di squadra), spiega in una nota che «la Lazio mostra di avere un concetto alquanto singolare della libertà di stampa» riguardo alla notizia odierna che al giornalista de “Il Messaggero”, Emiliano Bernardini, è stato precluso, ieri, dalla SS Lazio spa l’accesso allo Stadio Olimpico di Roma, per assistere alla partita Lazio-Sassuolo. «La ragione dell’esclusione consiste, a quanto pare, nel fatto che un articolo del suddetto giornalista non sarebbe risultato gradito alla Società» spiega il legale di Federsupporter in una nota. “Il Messaggero”, con riferimento all’episodio in questione, avrebbe ufficialmente chiesto l’intervento, oltreché dell’USSI, Associazione di categoria, anche della Procura Federale presso la FIGC.
Nella stessa nota l’avvocato Rossetti rammenta in una nota che «la SS Lazio, per meglio dire, il suo azionista di maggioranza e Presidente del Consiglio di gestione è recidivo in fatti del genere». Scrive Rossetti: «Come da Comunicato Ufficiale n. 179 del 13 febbraio 2013, la Corte di Giustizia Federale (CGF), in parziale riforma della decisione della Commissione Disciplinare Nazionale (CDN), pubblicata il 28 novembre 2012» aveva comminato «al suddetto azionista e Presidente la sanzione dell’ammonizione con diffida e del pagamento di un’ammenda di euro mille, per violazione dell’art. 1 del Codice di Giustizia Sportiva (CGS), vale a dire violazione dei doveri di lealtà, correttezza e probità, per aver offeso ed allontanato il giornalista, allora del quotidiano “La Repubblica”, Alberto Abbate, dal Centro sportivo di Formello, rivolgendogli frasi offensive ed ingiuriose, per aver lo stesso giornalista fatto domande sgradite nel corso di una conferenza stampa tenutasi presso il predetto Centro sportivo».

Si allega in calce il testo integrale della nota.
Ufficio stampa Federsupporter
 

Roma 1 marzo

La libertà di stampa: il “vizietto” della Lazio

(Avv. Massimo Rossetti, Responsabile dell’Area Giuridico-Legale)

 La Lazio mostra di avere un concetto alquanto singolare della libertà di stampa.

E’ notizia di oggi che al giornalista de “Il Messaggero”, Emiliano Bernardini, è stato precluso, ieri, dalla SS Lazio spa l’accesso allo Stadio Olimpico di Roma, per assistere alla partita Lazio-Sassuolo.

La ragione dell’esclusione consiste, a quanto pare, nel fatto che un articolo del suddetto giornalista non sarebbe risultato gradito alla Società.

E’, altresì, notizia di oggi (cfr.”Il Corriere della Sera”, inserto romano, pag. 7) che “Il Messaggero”, con riferimento all’episodio in questione, avrebbe ufficialmente chiesto l’intervento, oltreché dell’USSI, Associazione di categoria, della Procura Federale presso la FIGC.

Ciò premesso, ricordo che la SS Lazio, per meglio dire, il suo azionista di maggioranza e Presidente del Consiglio di gestione è recidivo in fatti del genere.

Come da Comunicato Ufficiale n. 179 del 13 febbraio 2013, la Corte di Giustizia Federale (CGF), in parziale riforma della decisione della Commissione Disciplinare Nazionale (CDN), pubblicata il 28 novembre 2012, comminò al suddetto azionista e Presidente la sanzione dell’ammonizione con diffida e del pagamento di un’ammenda di euro mille, per violazione dell’art. 1 del Codice di Giustizia Sportiva (CGS), vale a dire violazione dei doveri di lealtà, correttezza e probità, per aver offeso ed allontanato il giornalista, allora del quotidiano “La Repubblica”, Alberto Abbate, dal Centro sportivo di Formello, rivolgendogli frasi offensive ed ingiuriose, per aver lo stesso giornalista fatto domande sgradite nel corso di una conferenza stampa tenutasi presso il predetto Centro sportivo.

Il provvedimento adottato dalla CGF ha confermato il principio contenuto nella decisione della CDN, secondo cui la violazione dell’art. 1 del CGS doveva considerarsi avvenuta “nell’ambito di un evento ancora pubblico, con la conseguenza che non può escludersi l’attinenza di tale evento all’attività della Società sportiva dal deferito medesimo rappresentata”.

In una mia nota del 26 febbraio 2013 di commento a tale decisione (cfr. www.federsupporter.it), evidenziavo come, a prescindere dalla tenuità delle sanzioni comminate (tenuità, in quel caso, dovuta al fatto che la questione era stata oggetto di composizione in altre sedi diverse da quella sportiva), doveva ritenersi importante l’affermazione del principio per il quale domande poste da un giornalista, nell’ambito di una conferenza stampa di una società svoltasi presso un impianto o una sede societari e, comunque, in un ambito sportivo, hanno attinenza all’attività della società medesima e non sono esclusivamente pertinenti alla sfera privata di quest’ultima e di chi la rappresenta.

Di conseguenza, è da attendersi ora, a mio avviso, che la Giustizia sportiva interverrà nuovamente in ordine all’odierna vicenda, ferme restando ulteriori conseguenze su piani diversi da quello sportivo.

Ancora una volta, peraltro, viene confermata nei fatti una persistente insofferenza della SS Lazio e del suo massimo esponente ad ogni, pur legittima, critica e nei confronti di organi di stampa e giornalisti che, svolgendo il proprio ruolo, costituzionalmente previsto e garantito, “osino” non essere corrivi con tutto ciò che è gradito alla Società ed all’esponente suddetti.

Quasi che si trattasse di delitti “ di lesa maestà”.

Quanto, infine, l’episodio recidivante di ieri sia coerente e renda credibile la “nouvelle vague” della politica societaria in materia di maggiore apertura verso l’esterno, di recente pubblicamente annunciata da Stefano De Martino, Responsabile della Comunicazione/Stampa della Lazio, lascio volentieri giudicare ad altri.

Avv. Massimo Rossetti

Federsupporter