Atalanta, il pre-partita del futuro bianconero Caldara: "Oggi il Toro partirà forte. Con Belotti la palla non è mai morta"

29.01.2017 11:33 di Claudio Colla   vedi letture
Fonte: www.atalanta.it
Atalanta, il pre-partita del futuro bianconero Caldara: "Oggi il Toro partirà forte. Con Belotti la palla non è mai morta"
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© foto di Federico Gaetano

Intervistato sulle pagine del sito ufficiale dell'Atalanta, Mattia Caldara, recentemente acquistato dalla Juventus, che però vestirà ancora la maglia neroazzurra per il prosieguo della stagione in corso e per tutta la prossima, ha così raccontato il suo pre-partita: “Mi aspetto un Torino che proverà a partire forte, per cercare di intimidirci. Sappiamo che Mihajlovic è bravissimo a caricare l'ambiente, per cui dovremo farci trovare pronti. In ogni caso cercheremo di fare la nostra partita, e di imporre il nostro gioco, perché sappiamo che i punti negli scontri diretti valgono doppio, e dunque sarà particolarmente importante riuscire a conseguire un risultato positivo.

Belotti? L'ho affrontato solo una volta, due anni fa, per una ventina di minuti in nazionale: lui nell'Under 21, io nella B Italia, in un'amichevole a Trapani. Mai nelle giovanili, mai in prima squadra. All'andata lui era infortunato, e io ero in panchina. È la punta di diamante del Torino, e con lui una palla non è mai morta;, ma non sarà il solo pericolo, perché hanno un tridente di gran livello, per cui dovremo fare molta attenzione.

Ho collezionato 13 presenze, e giocando ti accorgi come la responsabilità di indossare questa maglia aumenti. Ora sento una responsabilità diversa, è l'aspetto che è cambiato di più. Ma allo stesso tempo mi riempie di orgoglio rappresentare l'Atalanta in Serie A, dopo averlo fatto per tanti anni nel settore giovanile. Ma Sono il Mattia di sempre, che gioca a calcio, e quando ha un'ora di tempo passa a trovare i nonni. Praticamente quasi tutti i giorni, perché so che loro sono felici. Nonna Romilda, quando mi invita a pranzo, sa che se mi prepara il coniglio con i funghi e la polenta mi fa felice, e ancora mi dice prima delle partite di stare attento a non farmi male, mentre nonno Piero ogni volta mi ripete, naturalmente in bergamasco: “Quante sbalunade che te dé al balú”. Da bambino è stato lui il primo a portarmi al campo di Scanzo, poi a quello Militare, e qualche volta a Zingonia. Ma non mi ha mai visto giocare allo stadio, solo una volta è venuta a vedermi mia nonna, quando ha giocato a Bergamo l'Under-21. Alla domenica preferiscono guardare la partita in TV, insieme a mia mamma, a casa nostra: ormai è diventata una tradizione.

Magari ora capita più di frequente che la gente mi fermi per strada. Prima non succedeva praticamente mai. Ed è una cosa a cui ancora faccio fatica ad abituarmi: quando mi chiedono una foto o un autografo mi sento quasi in imbarazzo, anche se ovviamente mi fa un enorme piacere. Il fatto che il mister contro la Samp mi abbia chiesto di dare una mano al debuttante Bastoni, come se fossi un veterano consumato, stata una sensazione particolare, pensando che in fondo sono giovane anche io. Ma fin dall'inizio mister Gasperini e il suo staff mi hanno sempre dato molta fiducia. Poi più giochi e più acquisisci esperienza. Ed ero tranquillo perché conoscevo il valore di Bastoni.

La mia tranquillità in campo?E pensare che anche io mi agito. Tanto è vero che prima della partita non ascolto musica per caricarmi, semmai per tranquillizzarmi: quindi soprattutto musica leggera italiana, da Cesare Cremonini a Ligabue o Malika Ayane”.