Toro, ora Zaza "deve" restare. Per quale prospettiva?

10.12.2019 12:12 di Claudio Colla   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Toro, ora Zaza "deve" restare. Per quale prospettiva?

Con l'enigma che avvolge i tempi di recupero di Andrea Belotti, la presenza di Simone Zaza, decisivo domenica scorsa, dopo un'ennesima tornata di prestazioni deludenti, risulta quanto mai essenziale. Il doppio falso nueve Berenguer-Verdi, ancorché affinato, non può andar bene per tutte le situazioni tattiche, e, se la condizione del bomber principale si rivela precaria, la riserva (e occasionale partner) deve risplendere. Le cifre finora, limitatamente al campionato, ancorché migliori di quella della scorsa stagione, non sorridono: tre reti (tutte in casa, contro Sassuolo, Cagliari, e, due giorni fa, Fiorentina), su 720 minuti totali in campo, suddivisi su undici presenze. Un gol ogni due partite e due terzi abbondanti: non certo numeri che facciano strabuzzare gli occhi dalla gioia. Quella gioia che l'esperienza di Zaza in granata, in questo anno e mezzo di sodalizio, si è raramente dipinta sul volto della punta lucana, come su quelli dei tifosi.

Le indiscrezioni relative a una sua partenza da Torino, appena prima della defezione - si spera più a breve termine possibile - di Belotti, sono tornate a farsi sentire. Bologna, Genoa, magari la Samp, o persino un ritorno al Sassuolo. Senza dimenticare l'Espanyol, che già lo aveva sondato tra luglio e agosto, e che potrebbe tornare a farsi vivo. Che però i vertici granata siano pronti a rinunciare all'unico altro centravanti effettivo in rosa, a fronte dell'abbondanza di seconde punte (inclusi il desaparecido Iago e le seconde linee Edera, Millico, e Parigini, almeno due su tre destinati al prestito in uscita), appare al momento quanto meno fantasioso. Perché se Belotti andrà conservato come una reliquia, ove l'infortunio occorsogli sia di entità tutt'altro che minima ed esclusivamente contingente, saranno tante le occasioni in cui servirà puntare su un uomo già immerso negli equilibri di squadra. A Zaza, peraltro, proprio questa condizione potrebbe fare gioco: un campionato di metà classifica, in cui, per quanto non auspicabilmente, da marzo in avanti si potrebbe giocare in maniera spensierata, potrebbe accrescere il suo valore e la sua fiducia nei propri mezzi. In vista di un futuro che gli consenta di andare oltre il ruolo di gregario di lusso. In granata, o altrove.