Sul Torino serve trasparenza da parte di tutti sia di Cairo sia di chi vorrebbe comprarlo

30.07.2020 21:00 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Urbano Cairo
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Urbano Cairo

Le trattative di acquisto-vendita delle società si sa sono riservate e, infatti, si stipulano patti di riservatezza con tanto di penali, ma quando si tratta di una società di calcio che appartiene sì a uno o più privati o a fondi, ma che a livello affettivo appartiene anche ai tifosi che rivestono un ruolo duplice perché sono pure clienti, abbonamenti allo stadio e alle pay-tv, acquirenti di biglietti e di gadget, allora le classiche e doverose regole devono essere un po’ adattate al contesto.

Cairo ufficialmente non sembra intenzionato a vendere il Torino Fc, ma si è palesata una definiamola cordata, in quanto pare esserci più di una persona, che vorrebbe acquistare la società granata e degli advisor, su richiesta del loro clienti, ieri mattina hanno fatto una conferenza stampa che ha provocato un putiferio. Putiferio generato dal fatto che ci sono stati grandi problemi a livello di comunicazione in quanto non è stato detto nulla che anche solo vagamente potesse essere avvicinato a una piccola informazione su chi sarebbe interessato a comprare il Torino Fc,, ma solo che gli advisor hanno certificato che chi è interessato a comprare ha soldi per farlo e per rilanciare la squadra. E’ stato anche detto che Cairo sarebbe stato contattato a breve e il presidente del Torino poco prima delle due di questa mattina, quando è uscito dallo stadio dopo la partita con la Roma, interrogato se fosse stato chiamato da chi vorrebbe appunto trattare con lui la vendita della società ha risposto di no. Oggi si legge sulle pagine del quotidiano  Tuttosport in edicola, che ha intervistato Francesco Paolo Console CEO della Console & Partners società di consulenza internazionale e advisor del Comitato Promotore Taurinorum, che una mail è stata mandata a Cairo, che è già stato creato un fondo “Toro Capital” presso la Borsa del Lussemburgo, che i soci sono quattro di cui due con capitali sicuri nell’Unione Europea e sufficienti a portare a termine l’acquisizione anche ognuno per conto suo, che ci sono contatti interessanti con partner ed investitori degli Emirati Arabi e che la conferenza stampa che ha provocato il putiferio era un modo per stanare Cairo. Non ultimo Console ha affermato che tramite l’entourage di Cairo hanno saputo che il presidente valuta il Torino tra i 300 e i 350 milioni di euro, mentre la Console & Partners lo valuta tra i 180 e i 200 e che l’imprenditore leader ha messo a disposizione risorse finanziarie su un conto corrente dopo aver loro mostrato una fidejussione di partenza da 100 mln. E ha aggiunto che ci sono 500 mln di soldi veri e chiari e che più della metà sono già destinati all’operazione Torino.

Benissimo. Non si mettono in discussione le dichiarazioni né di Cairo né di Console, che oltretutto essendo pubbliche ne rispondono in prima persona, Ma  loro due e ai quattro soci d’ora in avanti si chiede trasparenza. Ovviamente nessuno pretende che l’eventuale trattativa, se mai ci sarà, si svolga pubblicamente, ma che informino tempestivamente i tifosi sugli sviluppi ossia se ci sono dei contatti, senza che una parte dica sì e l’altra no, e se si siederanno a un tavolo per trattare oppure se non lo faranno. Poi nel caso parta la trattativa informino quando si conclude e con quale esito. I tifosi del Toro almeno questo se lo meritano.