Per centrocampo e attacco il Torino non può scegliere piani B, soluzioni low cost o proprio nulla

24.01.2023 10:30 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Urbano Cairo
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Urbano Cairo
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“Adesso la società prenderà una decisione: che strada prendere, come fare. Vediamo che cosa deciderà il presidente Cairo insieme a Vagnati. Quali idee hanno per il futuro, magari lo si vedrà già nei prossimi giorni” così diceva mister Juric prima della partita con la Fiorentina. E su fatto se fosse ottimista sul mercato oppure no aveva risposto: "Non mi sbilancio (sorride, ndr). Sul mercato si fanno passi da un lato e dall’altro. Vediamo che mercato si farà, che giocatori verranno presi. E’ importante quali giocatori si prendono e poi se si rinnovano i contratti e si prolungano quelli che sono in scadenza. Ci sono un sacco di cose da fare. Io faccio l'allenatore e lo faccio al massimo e penso che loro (Caro e Vagnati, ndr) debbano decidere quali passi vogliono fare e come vogliono proseguire. Ma è chiaro che ci vogliono cose concrete". E sul centrocampista di piede sinistro e sul centravanti che sono rinforzi indispensabili: “In questo momento vedo che queste sono le mancanze della squadra in modo da non stravolgere e cambiare perché faro in generale è sempre pericoloso. Nell'immediato, sento che possiamo migliorare come squadra in questo”. Prima della gara con la Salernitana Juric aveva puntualizzato: “A questo punto abbiamo bisogno di qualche giocatore che sia veramente sostanzioso“. E prima del match con il Verona: “Per completare questa rosa ci vogliono due giocatori di livello alto. Di giovani ne abbiamo tantissimi ed è un piacere lavorare con loro, ma non penso che specialmente a gennaio si debba andare a prendere altri giovani. Se dobbiamo prendere servono giocatori giusti".

E’ chiaro che in questo frangente scegliere piani B o soluzioni low cost per centrocampo e attacco non sia la strada da percorrere per il Torino secondo Juric. Si sta assistendo alla contesa fra Torino e Olympique Marsiglia per Ilic dell’Hellas Verona e come andrà a finire è molto difficile dirlo, ma è cosa certa che Ilic serve a Juric per caratteristiche tecniche e tanto più perché lo ha già allenato e questo permetterebbe di inserirlo velocemente in squadra: dettaglio non da poco a gennaio con il Torino che in campionato è nelle vicinanze dei posti che portano a disputare le coppe europee e in Coppa Italia ha la possibilità di accedere alle semifinali se batterà la Fiorentina, sconfitta tre giorni fa in campionato. L’alternativa a Ilic sembrerebbe Makengo dell’Udinese che costa almeno 15 milioni ed è più fisico, ma meno capace ad impostare la manovra offensiva di Ilic, però a 7 giorni dalla chiusura del calciomercato Pierpaolo Marino, direttore dell’area tecnica dei friulani, ha detto, come riporta Tuttosport, “Non ci ha contattato nessuno del Torino”. Il rischio quindi è che se non arriverà Ilic il club granata negli ultimi scampoli del mercato si butti su qualche giocatore di belle speranze o proprio su nessuno. In rosa c’è Adopo, che ha saputo sfruttare le occasioni che gli sono state concesse, ma deve ancora giocarne di partite per dimostrare di essere un elemento alla stregua di Ricci o Lukic.
Per quel che riguarda l’attaccante il Torino pensa a Shomurodov per sopperire alla poco dimestichezza con il gol di Sanabria e ai problemi fisici che tormentano Pellegri, ma il giocatore della Roma per quello che ha fatto vedere finora non sembra essere la soluzione giusta, molto meglio sarebbe Giovanni Simeone che al Napoli sta trovando poco spazio, 16 presenze per complessivi 512 minuti e 7 gol in totale fra campionato (10, 147’, 2), Champions League (5, 245’, 4) e Coppa Italia (1, 120’, 1).  e guarda caso è un giocatore del Verona. Forse il Torino più che imbastire con il Verona la doppia trattativa per Ilic e Hien dovrebbe provare a vedere se può inserire nei discorsi il Cholito che al Napoli è in prestito oneroso, 3,5 milioni di euro, con obbligo di riscatto al verificarsi di certe condizioni per 12 mln e guadagna 1,7 mln netti a stagione. Juric lo ha già allenato e il giocatore ha le caratteristiche ideali: ha 27 anni, conosce il campionato italiano poiché vi gioca dal 2016 (Genoa, Fiorentina, Cagliari, Verona e Napoli), è opportunista e freddo sotto porta, ha un colpo di testa notevole, è parecchio veloce nel contropiede e sa andare in progressione, è una prima punta e può agire anche da esterno sia a destra sia a sinistra e non ultimo nelle precedenti sei stagioni ha segnato in campionato 57 gol e confezionato 20 assist. Convincerlo a passare dal Napoli, primo in classifica e che disputerà gli ottavi di Champions, non è cosa facile, ma almeno fare un tentativo da parte del Torino sarebbe doveroso. Quello di Simeone è un esempio, ovviamente. Certo Seck si è messo in mostra, ma non è un centravanti e per questo ruolo può essere considerato una soluzione d’emergenza, al più alternativa in taluni frangenti.

Solo il presidente Cairo può risolvere il problema del centrocampista e del centravanti decidendo di investire una cifra congrua e senza passare a piani B o soluzioni low cost, che troppe in passato volte si sono rivelati scelte non lungimiranti e che hanno fatto sprecare soldi che potevano essere spesi molto meglio. Oggi uno sforzo economico potrebbe fare la differenza nell’immediato e anche per il futuro del Torino rivelandosi un affare.