Lottare solo per l’Europa League o puntare anche alla Champions?

L’andamento del campionato ha reso ancor più serrata la concorrenza per le coppe europee coinvolgendo direttamente sei squadre.
04.04.2019 11:48 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Lottare solo per l’Europa League o puntare anche alla Champions?
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Il punto di partenza è la classifica, quindi, la realtà. Il Torino è al quinto posto con Roma, Lazio e Atalanta, che giocherà nel posticipo di questa sera con il Bologna e la Sampdoria è nona con tre punti in meno e come ha detto ieri sera il suo allenatore al termine della sconfitta subita dal Torino “Peccato per la sconfitta, ma comunque non cambia nulla perché la corsa all’Europa è sempre molto aperta”. La squadra di Mazzarri è in piena corsa per l’Europa League e dire che può esserlo anche per la Champions non è un fantasticare rincorrendo un sogno impossibile. Il Milan che è quarto e occupa l’ultimo posto utile per la Champions ha, infatti, solo quattro punti in più.

Ipotizzando lo scenario meno favorevole per i colori granata ossia che l’Atalanta questa sera batta il Bologna e si porti a un punto dal Milan e di conseguenza sia in vantaggio su Lazio, Roma e Torino, al termine del campionato mancano otto partite e in palio ci sono ancora ventiquattro punti e tutto può succedere. Quindi, che anche il Milan si riprenda, dopo le sconfitte con Inter e Sampdoria e il pareggio con l’Udinese, e che sia lui a finire la stagione al quarto posto e ad andare in Champions lasciando tutte le altre a bocca asciutta.

Nessuno ha la sfera di cristallo per conoscere il futuro e pertanto si può solo considerare che a scontri diretti il Torino ha la peggio con la Roma avendo perso sia all’andata sia al ritorno, ma è in vantaggio con l’Atalanta perché una volta ha pareggiato e l’altra vinto e con la Sampdoria battuta due volte e con Milan e Lazio deve ancora giocare e con entrambe all’andata ha pareggiato. Non va scordato che in caso di arrivo a pari punti conta anche il numero di gol fatti e la differenza reti negli scontri diretti e in assoluto. Allo stato attuale delle cose il Torino ha segnato meno, 40 gol, di Atalanta (60), Roma (55), Milan (44), Lazio (42) e Sampdoria (51) e che a differenza reti assoluta la quadra di Mazzarri è a +12 come quella di Simone Inzaghi, mentre quella di Gattuso è a +16, e quella di Gasperini a +20 e solo giallorossi e biancazzurri hanno un divario minore + 10 e +11 rispetto a tutte le altre.

Pensare a un Torino in Champions è suggestivo, ma è doveroso tenere i piedi per terra. Quattro stagioni fa il Torino ha disputato l’Europa League fino agli ottavi, ma partecipò alla coppa solo perché il Parma non aveva ottenuto la licenza Uefa per le note vicende e in quella stagione poi in campionato è arrivato nono e nella successiva dodicesimo. Nell’era Cairo non è mai andato oltre il settimo posto in serie A e superato i quarti di Coppa Italia, passata stagione e nel 2008-2009. Soprattutto l’ultima volta che si è guadagnato sul campo l’accesso a una coppa europea è stato nel 1992-1993 e l’anno successivo disputò la Coppa delle Coppe fino ai quarti e la finale di Supercoppa italiana dopodiché è iniziata la parabola discendente con sei campionati in serie B, il fallimento e altri quattro campionati in cadetteria. In quell’arco di tempo nella stagione 2002-2003 fece l’Intertoto fino al terzo turno, ma poi retrocedette.

Essere ambiziosi è doveroso, soprattutto perché negli ultimi anni il Torino non è sembrato esserlo abbastanza, ma è altrettanto doveroso essere realisti, quindi, prima è meglio puntare all’Europa League e magari anche ad assestarsi in campionato al quinto posto e andare oltre i quarti di Coppa Italia. E in un successivo step, alzando l’asticella, aspirare anche alla Champions.
Comunque prima di tutto il Torino sabato pomeriggio dovrà battere il Parma … all’andata dopo la vittoria con la Sampdoria perse e fece anche una brutta figura, meglio non dimenticarlo.