LIVE Juric: "In questo momento l'attacco rende poco. Ho assoluta fiducia in Sanabria. Radonjic è "un artista""

21.08.2023 21:15 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Dall'inviata al Grande Torino Olimpico Elena Rossin
Ivan Juric
Ivan Juric
© foto di Elena Rossin

L’allenatore del Torino, Ivan Juric, fra poco in conferenza stampa commenterà la partita con il Cagliari.

Il Torino visto oggi è sembrato molto simile a quello che tante volte si era visto lo scorso anno, servono ancora di più rinforzi dal mercato?
"Vorrei parlare della partita. Dovevamo fare gol subito all’inizio perché avevamo avuto le occasioni. Ci è mancata un po’ di fortuna, ma anche un po’ di qualità e nelle situazioni di tre contro due potevamo fare meglio. La partita è stata molto tosta e faceva molto caldo. Il campo era bruttino per giocare bene a calcio. Sicuramente in questo momento il nostro attacco rende poco: questo è chiaro"

Che cosa non l'ha soddisfatta questa sera?
"Mi ha soddisfatto molto la concentrazione e il non concedere come lo stare attenti perché l’anno scorso in questo tipo di partite ci capitava di perdere. E su questo devo fare i complimenti ai ragazzi perché in mezzo e dietro hanno mantenuto la concentrazione. E’ stata una partita con tanti uno contro uno e in attacco bisogna essere diversi. E’molto semplice: se ci sono stati tre da tutte e due le parti e i nostri difensori hanno retto abbastanza e hanno fatto molto bene con giocatori molto dinamici e anche quando poi ci sono stati i cambi, molto interessanti, secondo me davanti bisogna fare di più e meglio".

Si aspettava il Cagliari schierato così?
"Ci aspettavamo di tutto, anche l'anno scorso cambiava molto e a volte giocava con tre e altre con quattro 4-4-2 o 4-3-3 per cui questo non è stato un problema. Abbiamo capito subito e sapevamo che partita bisognava fare e a tratti abbiamo fatto quello che volevamo. Siamo stati, secondo me, poco brillanti davanti".

Che giudizio dà sulla partita di Sanabria e Pellegri?
"Eh, mi viene difficile parlarne. Le caratteristiche di Tonny è di venire incontro e far giocare bene la squadra e ha legato a tratti. In partite di questo tipo ci serviva un attaccante diverso: nell’uno contro uno la dai là e vinci la partita come aveva fatto l’anno scorso Zapata con noi. Serviva questo tipo di attaccante che ha queste caratteristiche. Secondo me Sanabria ha fatto il giusto e da Pellegri ci aspettiamo a tratti che sia normale e che trovi la continuità in allenamento che è fondamentale. Pietro può diventare il tipo di attaccante che dicevo perché comunque attacca la profondità specialmente nelle partite come quella di oggi dove prevalgono gli uno contro uno".

Il pareggio è un risultato giusto?
"All'inizio abbiamo avuto occasioni per sbloccarla e le abbiamo sbagliate. Il pareggio lo ritengo gusto, è stata una battaglia. Potevamo vincere, penso che abbiamo avuto più calci d’angolo, più tiri e più possesso, però anche il Cagliari ha avuto le sue occasioni quindi i pareggio è giusto, va bene".

Quali caratteristiche dovrebbe avere l'attaccante perfetto per lei?
"Siamo molto soddisfatti di Sanabria, poi ci sono certe partite, ma siamo molto soddisfatti degli ultimi sei mesi di Sanabria per come ci ha fatto giocare e per i gol che ha segnato: ce lo teniamo molto stretto. Dico che Pellegri per le caratteristiche che ha in teoria quando sta bene riesce ad attaccare bene la profondità. Ci sono partite nelle quali si preferisce uno che ti fa giocare bene e si muove bene e altre dove c’è uno che sfrutta gli uno contro uno clamorosi, oggi ce en sono stati tanti, e si riesce a vincere le partite così perché si creano le situazioni dove la punta centrale riece a saltare l’avversario e segnare".

Come mai all'inizio la scelta di Karamoh e non di Radonjic?
"Rado deve trovare anche lui continuità in allenamento. Non è facile per me con lui e ci sono sempre un po' di problematiche e non riesco a sfruttarlo al massimo come vorrei"

Sarebbero serviti cambi in più sulle fasce?
"Al momento è così, ma sicuramente Vagnati ci pensa. Bellanova era veramente cotto e sarebbe venuto i ritiro dopo. Anche con Ricci devo stare attento perché è arrivato dopo e deve recuperare bene. Fare cambi sulle fasce sarebbe stato utile. Il mercato è ancora lungo, sapevamo che ci sarebbero potuti essere problemi perdendo Singo, Aina e Lazaro. Già dalla prossima settimana Vagnati ci penserà, ci stiamo parlando".

Sanabria ha un gap di condizione?
"Mi auguro di sì. Quando gioca come negli ultimi tre-quattro mesi della scorsa stagione è un ottimo attaccante perché fa cose che a noi servono. Ma noi dobbiamo legare con un altro tipo di giocatori e in questo momento non stiamo facendo bene sulle fasce, lui viene e altri attaccano e faceva gol, era carico, convinto. Sicuramente deve ritrovare queste cose, ma più o meno tutti gli attaccanti. Sono momenti in cui gli attaccanti si sentono fortissimi e altri dove non rendono al massimo. Ho fiducia incondizionata in Sanabria, è un ragazzo che lavora, vuole fare bene e pensa alle cose. Sono sicuro che farà una grandissima stagione".

Come mai non ha utilizzato Tameze?
"In ritiro non è arrivato in buone condizioni. Deve mettersi a posto e lavorare tanto, stando molto attento a come vive per diventare il Tameze che volevamo. Succede che un giocatore arrivi in ritiro in condizioni non ottimali: non era un nostro giocatore e non lo tenevamo sotto controllo. Sta patendo un po’. Penso che Linetty oggi sia entrato molto bene: ha fatto passaggi giusti e intelligenti, è un ragazzo splendido e affidabile. Questa è la situazione più o meno e poi io so che cosa ci può dare Tameze, però deve mettersi a posto".

Ha già parlato con Cairo dopo la partita?
"Parlo molto con Vagnati, con Cairo solo per cose globali e grandi. Con Vagnati parlo ogni giorno e poi lui comunica con il presidente. Sono decisioni loro".

Cosa sarebbe più utile per l'attacco?
"Tutto dipende dai nostri giocatori. Radonjic è stato l’anno scorso per un mese e mezzo di livello assoluto. Tutti abbiamo visto che era un giocatore fantastico e che faceva la differenza, ma è durato cinque o sei partite. Ora di nuovo ci troviamo nella situazione diversa da quella che mi auguravo e dobbiamo spingere. Altra situazione in attacco è quella di Pellegri: a volte in lui vedo una  potenzialità importante, ma non trova continuità nel lavoro che gli permetterebbe poi di esprimersi bene. I nostri dubbi girano attorno a questi due ragazzi. L’anno scorso con Miranchuk avevamo un giocatore che in questo tipo di partite con la sua classe riusciva a innescare l'attaccante e infatti giocavamo spesso con Vlasic e Sanabria. Penso che se Radonjic torna quello che è stato, ma non è facile, e Pellegri riesca a trovare la continuità in allenamento siamo a posto e vado avanti così e non ho problemi. Ho visto fare a Seck prestazioni importantissime in ritiro e ci credo molto nel ragazzo.   Ma se non vanno bene quei due allora è un problema, però sono scelte nella mia testa difficili".

Ma qual è il problema di Radonjic?
"E' "un artista" (ride, ndr). Lui è uno forte e sinceramente quando lo vedevo in quelle partite era un  un giocatore stupendo. Poi in altre situazioni è tutto un altro. Ha 27 anni e come mai ha fatto quelle cinque o sei partite? Se si pensa che siamo riusciti l’anno scorso lavorando tanto sull’artista a portato ad un livello top, ma poi abbiamo dovuto ricominciare dall'inizio”.

Ma siete riusciti a entrare nella sua testa?
“E’ un peccato per quello che abbiamo visto. Speriamo di entrare definitivamente nella sua testa e che giochi come aveva fatto contro il Lecce e la Lazio e nelle altre partite prima di infortunarsi. Non avevo mai allenato uno così per la fase difensiva e la presenza per cui mi auguro che torni a fare quello. Lui è uno particolare, ragazzi è “un artista”".