LIVE D’Aversa: "Con l'Inter sarà una partita difficile, ma non dobbiamo partire sconfitti. Zapata è in squadra e Ilkhan sta dando continuità nel lavoro settimanale"
Il Torino, che ormai è di fatto salvo, dopo la brutta prestazione con la Cremonese, che era quasi all’ultima spiaggia per la lotta alla permanenza in Serie A, è comunque riuscito a strappare il punto che lo ha portato a quota 40, ma adesso cerca il riscatto sul piano del gioco con l’Inter, che all’andata alla prima di campionato al Meazza annientò i granata battendoli per 5 a 0. Partita importante perché i nerazzurri sono in testa alla classifica e vogliosi di festeggiare lo scudetto magari già proprio in questa giornata. L’allenatore del Torino, Roberto D’Aversa fra poco in conferenza stampa presenterà la gara con l’Inter.
Cosa dovrete mettere in campo domani per competere con l'Inter ed evitare brutte figure come all’andata?
"Non mi piace tornare nel passato, ma il livello della squadra è di una che vincerà il campionato e che fra tre settimane giocherà la finale di Coppa Italia. Quindi non c’è da aggiungere altro. Sarà una partita sicuramente difficile come tutte le altre, ma non dobbiamo partire sconfitti. Non c’è scritto da nessuna parte che non si possa battere una squadra come l’Inter. E’ una squadra che ha fatto tanti gol anche a tante altre squadre per cui dobbiamo alzare il livello d’attenzione e la qualità e cercare di fare una prestazione come quelle dove abbiamo messo grinta e cuore, qualità e soprattutto fatto gol e quindi dobbiamo fare una prestazione al 120%, potrebbe anche non bastare ma la cosa più importante e non partire già sconfitti".
Che tipo di prova dovrà fare la squadra per una prestazione di buon livello?
"Come ho detto, domani dobbiamo alzare il livello perché affronteremo una squadra forte, sotto tutti i punti di vista, e in fiducia e che ha dimostrato di saper segnare. Quindi dobbiamo lavorare in modo convinto e determinato su qualsiasi situazione che può portarci dei vantaggi. E’ una partita che dovremo affrontare la gara con onore dopo aver raggiunto i 40 punti. A volte il bello del calcio è anche misurarci con quelli che sulla carta sono più bravi di noi, ma non lo sono solo sulla carta perché lo stanno dimostrando vincendo lo scudetto. Dobbiamo avere l’ambizione di misurarci con quelli che sono più bravi di noi. Come ho detto, non ci deve essere margine d’errore e lavorare su tutti i punti di vista e avere la volontà e l’orgoglio di fare un risultato positivo contro i futuri Campioni d’Italia”.
Con l’Inter, che è la squadra che ha segnato finora più gol in campionato, c’è la possibilità di rivedere Ilkhan in campo oppure il ragazzo in queste ultime giornate è rimasto in panchina perché magari doveva meditare, un po’ come era successo a Casadei?
"Mediaticamente in questa settimana è stato molto spinto. Non è di vostra conoscenza il lavoro che facciamo in settimana poiché non si fanno alcune situazioni su problematiche, infortuni e quant’altro per cui bisogna fare un passaggio su questo ragazzo. Quando sono arrivato arrivava da un’espulsione e non perché aveva perso il posto poiché io non l’ho fatto giocare. Poi è andato in Nazionale ed è tornato con problemi fisici. La settimana scorsa a fine gara io stesso ho detto che meritava di entrare e mi spiaceva non averlo utilizzato perché mi aveva messo dei dubbi anche sulla formazione iniziale poiché si sta allenando con una continuità come aveva prima e quindi è un ragazzo che domani potrebbe giocare perché sta dando continuità nel lavoro settimanale. Ripeto, vuoi per qualche problema fisico, fastidio al ginocchio, rientrato dalla Nazionale non aveva avuto quella continuità che in questo momento mi auguro possa avere”.
Come sta Zapata? E che minutaggio può avere?
“E’ rientrato a tutti gli effetti in gruppo, a parte il primo giorno che gli abbiamo levato un po’ di allenamento com’è giusto che sia dopo un infortunio di così lungo periodo. Devo sottolineare un aspetto molto importante: nel lavoro controllo un po’ tutto e il fatto che lui si sia presentato con un peso importante e vuol dire che oltre ad aver voglia di recuperare e di ritornare velocemente con la squadra ha dimostrato di aver lavorato bene in campo e anche fuori. Per me questo è un motivo d’orgoglio perché quando sono arrivato la prima cosa su cui ho battuto è sull’essere professionali e sul far attenzione a tutti gli aspetti e il capitano che si ripresenta con un peso vicino alla sua miglior condizione fisica è un aspetto molto importante. Sta bene e sarà fra i convocati poiché ha fatto tutta la settimana bene, ma sul minutaggio dipende perché dopo tre settimane di infortunio è chiaro che non ha i 90 minuti nelle gambe considerando anche il fatto che lui ha una struttura fisica che più gioca e più va in condizione, però sono da valutare tutte le situazioni”.
Ieri il club ha formalizzato l’interesse preliminare per lo stadio. Vestendo i panni del manager all’inglese, cosa significa per il Torino?
“Grazie per il cambio di ruolo, però faccio l’allenatore e non sono un manager. Detto questo, penso che Torino sia l’unica città in cui due squadre giocano in stadi diversi e il fatto che in futuro lo stadio possa diventare di proprietà non può far altro che portare dei vantaggi come dimostrano nelle altre città europee tutte quelle squadre che hanno lo stadio di proprietà e mi auguro che questo possa accadere”.
Come è variato il modo di stare in campo di Casadei e Gineitis? Visto il centrocampo dell’Inter il ruolo di Vlasic domani sarà diverso dal solito?
“Rispondere comporterebbe dare un vantaggio ai futuri Campioni d’Italia. Noi analizziamo sempre l’avversario e poi decidiamo come interpretare e quali zone di campo occupare. Dipenderà da chi giocherà nella zona del play o se dovessimo giocare a due chi sarà uno dei due mediani. Ma credo che vada schierato più vicino alla porta per sfruttare al meglio le sue caratteristiche che sia a destra o a sinistra, trequartista o mezzala”.
E’ cambiato qualcosa a livello tattico in difesa che comporta minori pericoli sui calci di punizione?
“Domani potremmo avere diverse difficoltà soprattutto sulle palle inattive perché l’Inter ha qualità molto importanti sia in quelli che li vanno a battere sia in quelli che eventualmente vanno a saltare di testa. Quando sono arrivato eravamo la peggior difesa e bisognava lavorare su tutti gli aspetti: tattico, le palle inattive. Poi è chiaro che durante la settimana, indipendentemente dalle precauzioni che si prendono a uomo o a zona, quello che determina è la mentalità che si costruisce col lavoro quotidiano. Già nelle partitelle in allenamento ci deve essere la mentalità di non subire gol perché non facendolo si è più facilitati ad avere un risultato positivo e poi devi essere propositivo e cercare di fare gol. Oltre l’aspetto della fase difensiva è migliorato molto anche della pericolosità, dei gol fatti e quindi bisogna continuare a lavorare sapendo che domani le difficoltà sono maggiori per l’avversario che affronteremo”.
Lazaro può avere qualche occasione?
“Qui si parla sempre di quelli che magari non giocano e del perché giocano gli altri e poi magari quando rigiocano, concedetemela questa battuta. Potrebbe trovare spazio perché ci sono stati problemi fisici con qualche giocatore. E’ vero che ha avuto un calo in alcune circostanze e non ha giocato, ma sta lavorando benissimo in settimana ed uno di quei giocatori che spesso mi mette in difficoltà nella scelta degli undici iniziali, come anche altri”.
Ritiene che la squadra sia ben motivata?
“Hai ragazzi ho fatto l’esempio dell’anno scorso, qualcuno c’era già, e ho detto loro che conoscono la situazione di quello che era accaduto. Credo che quando si affronta in casa una squadra che vincerà lo scudetto quale altra motivazione dovremmo avere? Iniziamo a giocare da bambini per disputare queste partite. Questa partita difficilmente determinerà l’esito finale di chi vincerà lo scudetto però può determinare l’esito finale del nostro percorso. Abbiamo fatto un percorso importante sotto l’aspetto dei risultati e delle prestazioni, tolto che non ci siamo assolutamente sentiti soddisfatti dell’ultima prestazione in trasferta. In casa il nostro è stato un percorso diverso e molto importante per cui dobbiamo ragionare sul nostro percorso e continuare a cercare di fare risultati positivi. E’ difficile pensare che i miei ragazzi non siamo motivati per la sfida di domani e non mi danno questa preoccupazione neanche in allenamento. Poi non sempre in campo riusciamo a fare ciò che proviamo in allenamento o a dimostrare i nostri valori. Domani non dipende solo ed esclusiva mante da noi, ma il fatto di scendere in campo da Toro, con grinta e voglia di mettere in difficoltà un avversario forte e sudare la maglia, non deve essere motivo di dubbio”.
Ha avuto segnali dal club per il suo futuro?
“No, nessun segnale. L’avevo detto già la settimana scorsa: penso ad affrontare ogni singola partita, al percorso con questi ragazzi migliorandoli e valorizzandoli o a rivalorizzare qualche giocatore che era sotto tono. Il mio obiettivo è affrontare ogni singola partita cercando di fare il meglio possibile e provare a portare la squadra in una situazione di classifica che le compete”.
Temevo questa sua risposta ….
“Allora fatti le domande e datti le risposte”.
Lei sta facendo bene, ma allora …
“Non distogliamo l’attenzione dalla partita di domani che è molto più importante della mia situazione personale”.
Dopo Cremona su quali aspetti ha battuto di più?
“Sull’aspetto che abbiamo gestito male la palla e abbiamo commesso tanti errori tecnici e nel primo tempo anche sui duelli arrivavamo sempre secondi, non che il secondo tempo sia stato diverso. Ma tutto quello che la Cremonese ha creato, non molto, lo ha fatto sulla nostra prestazione. Tutti quanti ci aspettavamo una prestazione diversa per cercare di andare a fare risultato pieno. Poi la differenza di motivazioni e tanti aspetti che ci dovevano essere, ma quello che mi preme è che non abbiamo ragionato sul non essere ancora salvi, però questo non ci dovrebbe più riguardarci fino a fino campionato e quindi vorrei che andassimo in campo con la determinazione e la volontà di essere propositivi e cercare di imporre un po’ di più il nostro gioco. Abbiamo commesso troppi errori tecnici, ma non uno, due o tre bensì a livello di squadra. Abbiamo analizzato la partita e ho chiesto alla squadra di andare in campo cercando di divertirsi e di giocare con personalità quindi tutto il contrario di quello che è successo a Cremona”.
Domani stadio pieno ma con tanti interisti, questo può essere un’ulteriore motivazione per la sua squadra?
“A prescindere dal seguito del tifo della squadra avversaria, l’unico colore che dovremo vedere noi giocando in casa è il granata. Non possiamo farci distogliere dal fatto che ci sarà un pubblico numeroso dell’Inter e quindi, a maggior ragione giocando in casa, cercare di ritardare il più possibile la vittoria dello scudetto dell’Inter”.
Anjorin diede un dispiacere a Chivu segnando il gol che diede la vittoria al suo Empoli, ma qui al Torino ha una sola presenza da titolare ed è di nuovo infortunato, come valuta il percorso del giocatore?
“E’ un peccato perché stava crescendo molto dal punto di vista fisico e tecnico. Lo conosco, è un giocatore forte, ma, purtroppo, nella sua carriera ha avuto diversi problemi fisici. Non dimentichiamoci che è un giocatore del Chelsea e l’altro giorno si è fatto male scivolando sul campo bagnato e chiunque in quella situazione poteva farsi male. Mi spiace perché stava lavorando con continuità e tornando nella sua condizione migliore e di conseguenza l’infortunio non ci voleva, ma sulle qualità se sta bene è molto molto forte”.
Domani vista la differenza di forze oggettive, potrebbe essere assurdo vedere in partenza un Torino con un attaccante in meno e magari un centrocampista in più?
“Potrebbe avere un senso, ma abbiamo recuperato Zapata. E poi non è detto che se si gioca con due punte si è più offensivi perché dipende sempre dall’interpretazione. Se giocassimo con una sola punta e due centrocampisti sotto la punta e nessuno partecipasse alla fase difensiva la squadra sarebbe più squilibrata rispetto alle due punte. Se non ricordo male, il fatto di essere partiti subito con Zapata e Simeone dalla prima mia giornata, cosa che non era mai successa, era un segnale che volevo dare ai miei ragazzi. Se chiedo ai miei ragazzi di avere coraggio poi nelle scelte non posso fare cose diverse. Detto questo, tatticamente non sarebbe un’idea sbagliata partire con un centrocampista in più e un attaccante in meno, ma in questo momento ho cinque attaccanti e devo cercare di sfruttare questo potenziale offensivo, anche perché se non o avessimo fatto molto probabilmente non avremmo ottenuto i risultati che abbiamo fatto. Da quando siamo arrivati la squadra ha fatto dei risultati molto importanti e quindi non facciamoci influenzare dall’ultima prestazione, dove comunque il risultato positivo c’è stato e semmai ci dobbiamo ricordare che a Marassi era uno scontro diretto e quindi ragionare sul coraggio, essere positivi. Detto questo nel calcio bisogna fare entrambe le fasi sia che ci siano una o due punte e cercare di portare a casa un risultato utile. E l’Inter lo dimostra che pur giocando con le due punte e vincendo lo scudetto quando c’è da difendere sono tutte sotto la linea della palla, è un aspetto molto importante”.
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