La sconfitta con il Sassuolo ha dimostrato che non si possono fare esperimenti al Torino e che la squadra è ancora immatura

18.09.2022 08:00 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Ivan Juric
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Ivan Juric
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Poteva essere una buona idea quella di Juric di testare soluzioni alternative in attacco con il Sassuolo che aveva molti giocatori out per infortunio, Erlic, Berardi, Traorè, Muldur e Defrel e con Frattesi reduce dalla botta particolarmente dolorosa al costato subita domenica scorsa e Ruan squalificato, ma si è rivelata una pessima idea. Il Torino non ha retto l’assenza di una punta di ruolo e la presenza di tre mezze punte, Seck, Vlasic e Radonjic, che oltretutto non hanno sfoderato le loro prestazioni migliori ieri sera, così come Buongiorno. Per la verità tutta la squadra, ad eccezione di pochi in particolare Schuurs e Milinkovic-Savic, non ha fatto bene. Il problema del gol non ha trovato così soluzione e il Torino continua a subire reti nei finali che gli fanno perdere punti.

Forse si è trattato solo di un episodio oppure è indice che il gruppo è ancora immaturo e la presenza di parecchi elementi giovani comproverebbe questo pensiero. Fin dall’inizio si è visto che il Torino pur pressando non riusciva a scardinare il muro difensivo eretto dal Sassuolo e come ha detto Juric nel post partita “Dovevamo muovere meglio la palla da una parte all’altra, ma dalle prime azioni abbiamo fatto male tecnicamente, sono mancati i raddoppi, in area di rigore si è marcato male, si è giocato sotto ritmo e sbagliato tantissimi passaggi anche banali. Loro dovevano scalare e noi attaccare con il quinto”. E ha anche spiegato perché aveva deciso di giocare rinunciando alla punta di ruolo: “Volevo tirare fuori i difensori centrali del Sassuolo e creare spazi per gli inserimenti di Vlasic, come aveva fatto con il Lecce, tenendo larghi Seck e Radonjic”. Ma non è avvenuto nulla di tutto ciò e il primo a non capacitarsene è stato proprio l’allenatore: “Almeno a inizio partita doveva essere una cosa facile. Sicuramente mi aspettavo di più ed è evidente che i giocatori non hanno dato la continuità di rendimento che mi aspettavo. La loro storia è questa, però non me lo aspettavo”. E ancora: “Sul perché non siamo riusciti a fare ciò che era stato preparato ha fatto rimanere male anche me, pensavo che potessimo fare meglio le cose. Al di là del gol e che abbiamo perso, oggi quello che mi preoccupa è la prestazione negativa””.

Per cercare di cambiare l’inerzia della gara Juric nella ripresa ha inserito (58’) tutte e due le punte di ruolo che ha, Sanabria e Pellegri, ma nessuno dei due ha inciso come ci si aspettava e sperava. L’assenza a causa di un attacco febbrile di Rodrigez si è sentita così come quella di Vojvoda che per un fastidio muscolare al flessore destro del giorno precedente era sì stato convocato, ma poi precauzionalmente neppure portato in panchina. E il gol subito alla fine conferma che la soglia di attenzione nei finali permane bassa, questa volta a commettere l’errore di lasciarsi sfuggire l’avversario facendosi anticipare da Alvarez è stato fatto da Buongiorno, di solito sempre attento e capace di leggere le situazioni, ma c’è il concorso di colpa di altri perché hanno permesso su rimessa laterale di crossare al Sassuolo e nessuno è andato a raddoppiare”.   

E’ quindi evidente che cambiare qualche cosa provoca una reazione non positiva della squadra e così tornano alla mente la parole di Juric quando alla vigilia della prima partita di campionato disse: “Buttati al vento 40 giorni per lavorare” riferendosi al fatto che in ritiro la squadra era incompleta. Ma non è diventata completa del tutto neppure a mercato concluso. E pesa che ci siano giocatori che nelle passate stagioni abbiano disputato campionati caratterizzati da discontinuità e prestazioni al di sotto delle loro potenzialità, Vlasic e Radonjiic, ma non solo loro.
Forse è un bene che ci sia la sosta per le partite della Nazionale così il Torino può lavorare sugli errori commessi ieri sera, ma può essere anche un male perché non ci sarà la possibilità di vedere se subito la squadra reagisce e si dovrà attendere la ripresa del campionato il 1° ottobre e allora l’avversario sarà ben più ostico del Sassuolo incerottato trattandosi del Napoli da affrontarsi per giunta in trasferta.