Juric è stato chiaro: “3-4 giocatori affinché il Torino abbia 18 elementi di un certo tipo”

02.08.2021 12:14 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Tuttosport
Ivan Juric
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Ivan Juric
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Questo non è ancora il Toro di Juric, anche se la sua mano la si vede dopo il primo periodo in cui l’allenatore croato ha lavorato durante i diciassette giorni di ritiro a Santa Cristina in Val Gardena sul gruppo che ha a disposizione. Continuerà a lavorare, ma gli servono rinforzi e lui stesso lo ha chiaramente detto al termine dell’amichevole a Rennes, persa uno a zero, ai giornalisti presenti. E il messaggio di Juric non può che essere indirizzato a Cairo e a Vagnati che agiscono sul mercato. L’allenatore è partito dalla gara, la prima amichevole con un avversario di un certo spessore, per far comprendere che cosa vuole e che cosa gli serve per realizzarlo. “La mia sensazione è stata comunque molto positiva – ha affermato Juric come riporta Tuttosport - quanto all’interpretazione della partita di Rennes. Per come i giocatori sono stati sul campo, per come hanno mosso la palla. Ma bisogna continuare a migliorare tutte le cose che vanno migliorate”. Ma in cosa il Torino deve migliorare? “Abbiamo sbagliato qualche gol, potevamo fare di più. Non è mancata la brillantezza nell’arrivare là davanti, io per esempio ho visto muovere bene la palla. E ho visto i cross giusti. E’ mancato soprattutto il saper colpire bene al dunque”. Gli errori sottoporta di Lynetty e Zaza hanno pesato eccome, così come il gol subito da Milinkovic-Savic con la palla che gli è passata sotto le gambe. Juric è stato diretto nel dire che manca qualità: “Gli attaccanti alle volte pagano più di altri i lavori duri del ritiro. E quindi poi manca loro un po’ di brillantezza sottoporta. Ma di mezzo c’è anche un fatto di qualità. E’ molto semplice: gli attaccanti bravi costano tanto perché sono quelli che la buttano dentro. Per cui si mescolano diverse ragioni. Ma, ripeto, è mancato più il colpo decisivo, il gol, che la brillantezza nel creare occasioni”.  

Disporsi in campo adeguatamente, far girare la palla e creare occasioni è un conto e indubbiamente serve, ma vincere le partite è altra cosa.  La squadra è praticamente quella dell’anno scorso pur tenendo conto che è tornato dal prestito Aina, che è andato via Sirigu e che sono arrivati Berisha, Warming, Stojkovic e soprattutto Pjaca, mentre Belotti è in vacanza post Europeo, torna oggi e si presenterà al Filadelfia. Ma accantonando il discorso su Belotti, sul quale Juric peraltro è stato molto esplicito: “Mi piacerebbe che arrivasse e mi dicesse: mister, io sono il tuo capitano, andiamo a dar battaglia. Se fossi Belotti vista la partita di Rennes a questo punto direi: ora arrivo io, ci sono e ti faccio vedere chi sono, ti faccio vedere che non sono quello dell’ultimo anno. Se non la pensa così io non lo spetto, così come non aspetto nessun altro. Con me non esiste dire: arrivo, poi aspetto, poi vedrò il 25 agosto che succede. Qui ci siamo o non ci siamo”.  Juric vuole giocare con il 3-4-2-1 o al più con un trequartista e due punte. E per questo gli mancano alcuni giocatori. Pjaca è utile, ma come gli altri deve migliorare. “A Rennes qualcosina ci ha dato: vedi le movenze, la tecnica e altro. Però mi aspetto tutte altre cose. Lo vedo trequartista tendenzialmente dietro a una punta, talvolta magari a due. In linea di massima una, comunque. Con dietro due trequartisti che si aprono un po’ di più, che creano la superiorità, che non giocano spalle alla porta. Deve anche correre un po’ di meno, non è così difficile, non deve fare di continuo tutta la fascia”. Sono stati provati da trequartisti Verdi, Linetty e Lukic, ma nessuno ha veramente convinto Juric che alla domanda se seve un altro trequartista oltre a Pjaca ha risposto: “Ma certo. In quel ruolo di sicuro. Ci sono zone del campo dove non li abbiamo, i giocatori. A Rennes con Pjaca c’è stato Linetty, che mi è anche piaciuto per dinamicità, gioco, seconde palle. Ha Fatto bene. Ma sicuramente vogliamo altro in quel ruolo. E non solo lì. Secondo me ci sono 3 o 4 situazioni che dobbiamo migliorare”.

 E il Torino deve migliorare in tutti i reparti così come deve essere ancora rinforzato in ogni zona del campo. In difesa Milinkovic-Savic è stato indicato dallo spesso Juric il giorno della sua presentazione, l’8 luglio, come il titolare in porta, ma dubbi restano. “E’ un ragazzo che ha tantissime qualità, però ha anche tanto lavoro davanti a sé. Perché deve migliorare molte cose. Però come struttura da portiere, come altezza, come gioco coi piedi, anche come personalità devo dire, stiamo parlando di un livello molto alto. Deve migliorare altre cose che sono appunto migliorabili, con tanto lavoro. Secondo me – ha puntualizzato Juric - in passato non ha lavorato così tanto come avrebbe dovuto. Parlo proprio di tecnica del portiere”. Bremer invece è una certezza “Tutte le volte che lo vedo crollare a terra mi viene male” ha detto Juric che ha anche affermato che Lyanco andrà via e con l’addio di Nkoulou è evidente che serva un centrale per non farsi trovare sguarniti. Sul fatto che Izzo è stato a lungo in panchina con il Rennes l’allenatore è stato laconico “Scelta tecnica” e non tanto per testare Djidji sul centro destra.  Per quel che riguarda Rodriguez: “Andate a vedere il curriculum di Rodriguez, dice tutto – ha affermato Juric -. Nello scorso campionato è andato male tutto quanto, non solo lui. Sa giocare a calcio, in Nazionale gioca sempre, anche negli ultimi Europei. Negli allenamenti dimostra una buona velocità. Può crescere ancora tanto. Da terzo difensore di sinistra, però. Non da esterno puro che deve correre per tutta la fascia. Da esterno lo posso vedere solo in caso di emergenza, magari. Per me il suo ruolo è dietro, nella difesa a 3, come a Rennes”. E su Aina il giudizio del mister è puntuale: “A tratti direi che è andato bene. E’ un giocatore che a me piace. Anche come ragazzo. Però c’è da lavorare. A Rennes in accelerazione ha lasciato sul posto anche avversari che erano costati 20 milioni di euro. Aina ha delle qualità, ha fatto bene diversi dribbling, dei cross. Però un po’ più di attenzione questo giocatore deve metterci, sì. Ma mi pare che lui sia uno che c’è. Non è che dico: qua con Aina non c’è niente da fare. Secondo me si può lavorare bene con lui e su di lui. Sulla fascia può giocare ugualmente a sinistra e a destra, usa tutti e due i piedi”. E rinforzi servono anche in attacco a prescindere da Belotti e al netto di qualche uscita, candidati ad andare altrove sono Zaza e Millico e forse anche Rauti. Sanabria e Belotti potrebbero restare se il “Gallo” sposa il progetto di Juric, ma sarebbe opportuno che Sanabria segnasse di più. “Tante cose vanno bene, ma dobbiamo diventare una squadra di 18 elementi di un certo tipo. Si Fa male uno? No problem, ce n’è un altro. Specialmente in attacco, dove si cambia molto durate a stagione. Perché in certi momenti manca un po’ di brillantezza a uno, e allora un altro titolare. Oppure perché a trenta minuti dalla fine voglio toglierne uno e metterne un altro. Per cui là davanti vorrei sicuramente un po’ più di qualità”.
Juric è stato esplicito e chiaro: i giocatori sono avvisati, ma anche il presidente Cairo e il direttore tecnico Vagnati.