Il Toro non è mai stato in vendita

08.09.2010 15:12 di Marina Beccuti   vedi letture
Il Toro non è mai stato in vendita
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© foto di Federico De Luca

Ormai è assodato che quando Cairo disse che metteva in vendita il Torino era un bluff, non per niente pochi ci avevano creduto. Qualcuno, per così dire, c'è cascato, dalla conferenza stampa dei Tesoro, che volevano comprare ma non avevano mai avuto risposte, ad altri nomi che erano girati attorno al Torino per arrivare ad un certo Giuseppe Calà, originario di San Cataldo (Caltanissetta), ma che ora è cittadino americano ed un imprenditore di successo, infatti è proprietario della Cala Corporation America, società che si propone di costruire alberghi sottomarini. 

Si è fatto vivo in questi giorni e La Stampa ne ha parlato nell'edizione odierna. Calà sarebbe giunto a Torino pronto a mettere sul piatto di Cairo ben 50 milioni di euro, addirittura più di quanto chiederebbe lo stesso presidente granata per vendere la società (si dice quaranta la richiesta). Ma venti minuti prima dell'incontro previsto Cairo gli fece sapere che il Toro non era più in vendita. L'intenzione di Calà era quello di quotare il club granata alla Borsa di New York

Vero o falso non si sa, così come si attendono news dalla Red Bull, anche se il presidente granata ha dichiarato, sempre a La Stampa, di non aver mai sentito nessuno della nota società austriaca, regina delle bevande energetiche. Cairo inoltre spiega: "Vendere a chi? Ai Tacopina, ai Calà? Cerchiamo di essere seri, il Toro non è il gioco del monopoli. Ho incontrato i Tesoro, e anche loro, insomma...". Tra i soliti bene informati gira voce che ci siano un paio di gruppi intenzionati a sondare il terreno, il nome è top secret, in più resterebbe in corsa la Red Bull, della quale si dice non è tramontata l'intenzione di sbarcare nel calcio italiano. Ma nessuno vuole illudersi, è facile parlare di nuovi acquirenti, più difficile la realtà.

Tra l'altro pare che nella sua scuderia di F1 stia per entrare la Geox, come socio o solo sponsor non si sa. E chissà che la Red Bull, con quanto potrebbe risparmiare in F1 con l'arrivo di un nuovo socio, non destini una parte delle risorse ad altri sport, magari proprio al calcio. Ed ora, con il Gran Premio di Monza alle porte, qualcuno della Red Bull potrebbe decidere di bussare alla porta della Cairo Communciation...