Il Torino non è bello, ma concreto e commette meno errori ed è questo che conta

24.06.2020 10:30 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Moreno Longo
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Moreno Longo

C’è chi storce il naso a vedere questo Torino perché non produce un gioco brillante e pensa prima di tutto a difendersi e si affida alle ripartenze per attaccare gli avversari. Nulla da eccepire, ma intanto in due partite ha portato a casa quattro punti ed è passato dall’avere due lunghezze in più sulle terzultime ad averne sei, che non bastano per stare tranquilli, ma è comunque un passo avanti. Non ci son dubbi che abbiano contribuito le sconfitte di Lecce e Genoa, però, intanto il Torino ha battuto l’Udinese in uno scontro diretto soppravanzandola di tre punti e raggiungendo a quota trentuno la Fiorentina, che ha pareggiato con il Brescia, e ha distaccando di più le altre due in attesa di sapere che cosa farà questa sera la Sampdoria con la Roma. Senza contare che ieri sera con i friulani per la prima volta dopo sette partite la porta di Sirigu è rimasta inviolata, bisogna risalire alla gara con il Bologna, l’ultima del girone d’andata, per ritrovare una gara senza gol subiti. E avrebbe potuto terminare con un risultato più corposo, due a zero, se l’arbitro Maresca non avesse ingiustamente negato il gol a Edera per una presunta spinta di Zaza a Samir e Nuytinck che invece si erano scontrati fra loro senza essere toccati dal granata.      

I ritmi sono bassi e questo agevola indubbiamente, ma tutte le squadre sono accomunate da questo a causa del lungo stop e perché si gioca in media ogni tre giorni con temperature elevate, anche di sera, e, non ultimo, per evitare il più possibile gli infortuni. La gestione delle forze fisiche è fondamentale e sicuramente Longo tiene in considerazione tutti questi fattori e non pretende ritmi più accelerati. Ha aiutato anche il fatto che l’Udinese sia una squadra ancor meno prolifica del Torino, infatti, di reti in ventisette partite ne ha realizzate ventuno contro le trenta di Belotti e compagni. Certamente ha influito che ieri sera Sirigu abbia fatto quattro parate due delle quali decisive, ma in generale i difensori granata e la squadra nel suo complesso non hanno commesso errori clamorosi da risultare fatali. E questo è già in un passo avanti ed è bene ricordare che all’andata il Torino con l’Udinese aveva perso e lo aveva fatto anche con il Parma.

Sabato l’avversario sarà il Cagliari e ciò che si è visto in queste prime due partite andrà confermato. Sarebbe importantissimo tornare dalla trasferta in Sardegna con un risultato positivo, magari una vittoria, in vista delle successive due partite con Lazio e Juventus che saranno molto, ma molto più difficili per il tasso qualitativo superiore delle due avversarie.
Se il Torino non é bello bisogna farsene una ragione prima di tutto perché è da inizio stagione che offre quasi sempre prestazioni di basso livello e per ventidue partite a guidarlo era un altro allenatore, Mazzarri, e poi perché adesso è più concreto di prima e riesce a stare in campo occupando meglio gli spazi, è più compatto e commette meno errori.