Il Torino nelle mani del giudice sportivo attende giustizia

03.03.2021 12:30 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Gerardo Mastrandrea
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Gerardo Mastrandrea

Dopo che non si è disputata Lazio-Torino perché i granata erano in isolamento domiciliare disposto dall’Asl a causa del focolaio Covid e quindi così come non hanno potuto giocare venerdì con il Sassuolo, con partita rinviata al 17 marzo, altrettanto erano impossibilitati a farlo ieri, adesso tocca al giudice sportivo Gerardo Mastrandrea decidere le sorti dei granata. Il regolamento dice che chi non si presenta a una partita perde a tavolino e può ricevere punti di penalizzazione, ma in questo caso la situazione è decisamente diversa perché il Torino non si è presentato per causa di forza maggiore non perché non ha voluto presentasi facendo il “furbetto” visto che ha 8 giocatori, fra i quali titolari e titolarissimi, indisponibili e che tutti i calciatori da martedì 23 gennaio fino a sabato 27 non hanno neppure potuto recarsi al campo d’allenamento e che solo i negativi al Covid da domenica 28 hanno potuto accedere alle parti all’aperto del Filadelfia per svolgere sessioni di lavoro individuale.

Il giudice sportivo disponendo di tutte le carte, soprattutto di quelle dell’Asl, può evitare che si inneschi l’iter di ricorsi che ha portato alla fine il Napoli a ottenere di giocare la partita con la Juventus calendarizzata il 17 marzo, dopo che in un primo momento aveva perso a tavolino 0 a 3 e aveva avuto un punto di penalizzazione, provvedimenti confermati nei primi due gradi di giudizio e poi ribaltati definitivamente nell’ultimo. Sarebbe incomprensibile che anche il Torino dovesse ripercorrere lo stesso iter dei partenopei dopo c’è già c’è stata l’assurdità del non rinvio della partita con la Lazio. La Lega Serie A deve adeguarsi all’evolversi della pandemia mondiale e deve trovare soluzioni immediate e in linea con la lealtà sportiva e uno svolgimento il più regolare possibile del campionato.

Questa volta è toccato al Torino la prossima potrebbe toccare a una o a più altre squadre, anche se tutti speriamo di no. Non si può gestire il campionato sperando che tutto fili liscio all’insegna dello “speriamo che io me la cavo”, ormai si va verso la fine del torneo e se dovesse capitare che all’ultima giornata una squadra, magari coinvolta nella lotta per la salvezza o in quella per lo scudetto o l’accesso a Champions oppure Europa League, fosse impossibilitata dal Coronavirus a giocare che cosa si farebbe? Oltretutto al termine del torneo poi ci sarà l’Europeo con tanti giocatori che raggiungeranno le rispettive Nazionali. Trovare soluzioni adeguate per tempo, cosa che doveva essere già fatta, sarebbe non auspicabile, ma obbligatorio. Con il buon senso in caso di isolamento domiciliare le partite vanno automaticamente rinviate alla prima data utile e magari per l’ultimo mese di campionato bisognerebbe che tutti i entrassero nella cosiddetta bolla in modo da evitare eventuali contagi. Un sacrificio certo per tutti quelli che devono stare lontano dalle proprie famiglie, ma è un anno che in tutto il mondo si fanno sacrifici e bisogna continuare a farne, purtroppo.
E intanto il Torino attende giustizia, che è nelle mani del giudice sportivo Gerardo Mastrandrea.