Il Torino fa e dilapida e la Spal lo rimonta fino al pareggio

Doppietta di Falque e poi in gol Viviani e Antenucci su rigore. Niang è stato inconsistente. Lyanco si è infortunato. La Spal è cresciuta alla distanza dimostrando grande carattere.
23.12.2017 18:53 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Il Torino fa e dilapida e la Spal lo rimonta fino al pareggio
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Ha peccato di presunzione il Torino credendo che bastassero per avere la meglio sulla Spal i due gol segnati da Falque nei primi dieci minuti, il primo addirittura dopo soli diciassette secondi. Così, invece, non è stato perché i padroni di casa si sono ripresi crescendo alla distanza e con grande determinazione hanno prima riaperto la partita con Viviani e poi l’hanno pareggiata grazie a un rigore trasformato dall’ex Antenucci e assegnato si intervento del Var. Il Torino ha anche avuto almeno un paio di occasioni per segnare il terzo gol, ma non le ha sfruttate a dovere. Il Torino avrebbe dovuto e potuto vincere, però, non è stato abbastanza determinato nel ricercare la vittoria poteva spingere di più nella parte centrale della gara, se avesse aumentato il ritmo la Spal sarebbe andata in difficoltà rendendo più facile la possibilità di segnare la terza rete. Sicuramente a Ferrara i granata hanno buttato via altri due punti, come già avevano fatto in altre occasioni. I fischi dei tifosi granata, giustamente delusi e anche arrabbiati, a fine partita sono stati stra-meritati dai giocatori perché chi si è recato al Paolo Mazza legittimamente si aspettava di vedere un Torino sulla falsariga di quello che ha eliminato agli ottavi la Roma dalla Coppa Italia e non una squadra capace di propinare una prestazione così poco da Toro.

Sembrava un pomeriggio perfetto quando dopo soli diciassette secondi Molinaro lanciava lungo per Falque che si lasciava alle spalle Cremonesi e al volo con un diagonale sbloccava il risultato. Poi Niang, in una delle poche cose buone che ha provato a fare, con un tiro dalla distanza ha impegnato l’ex Gomis che in due tempi ha bloccato il pallone (8’). Il raddoppio l’ha firmato ancora Falque: Salomon perdeva palla, Baselli avviava il contropiede in collaborazione con Belotti e poi trovatosi solo davanti al portiere della Spal calciava, ma Gomis non si faceva sorprendere e respingeva e Falque trovandosi la sfera vicino vi si avventava e la spediva in rete (10’). Il Torino allora decideva che ormai il suo lo aveva fatto e che poteva anche pensare al Natale, peccato che la Spal non ci stesse a farsi sconfiggere e poco alla volta prendeva coraggio e cercava con determinazione di riaprire la partita. In più Niang cadeva nel solito vizio di estraniarsi dal contesto e non andavo oltre il passeggiare in campo, lasciando di fatto i compagni a sbrogliarsela da soli così Molinaro doveva lavorare per due occupandosi di Lazzari e Salamon e Baselli si ritrovava spesso a faticare nel controllare Schiattarella e Viviani. L’indolenza di Niang non è passata inosservata da parte di Mihajlovic che si è arrabbiato con lui. N’Koulou per due volte ha rischiato di farsi male, prima una pallonata in testa su tiro di Vicari (13’) e poi uno scontro fortuito con Grassi e botta in faccia (18’). Il primo campanello d’allarme per i granata è arrivato da Schiattarella che ha provato i riflessi di Sirigu con un tiro da dentro l’area potente (30’). Belotti ha poi avuto la possibilità di segnare il terzo gol, ma il suo tiro a giro è finito poco oltre il palo (40’). Gol mancato, gol segnato dagli avversari. Baselli ha perso palla, Lyanco ingenuamente ha fatto fallo e Viviani da venticinque metri ha battuto un punizione da manuale con palla che si è infilata nel sette (43’). Mihajlovic si è infuriato perché aveva più volte gridato ai suoi di non commettere falli dalla parti di Sirigu perché in campo c’era uno che le punizioni le sa battere. La Spal così ha riaperto la partita e forte di questo per poco non pareggiava con un diagonale di Lazzari finito oltre il palo di pochissimo con Sirigu che non ci sarebbe mai arrivato (45’).

Nella ripresa il leitmotiv non è cambiato. Lyanco si è fatto male subito e al suo posto è entrato Burdisso (48’). Antenucci con un tiro finto sull’esterno della rete ha dimostrato di non avere timori reverenziali nei confronti della sua ex squadra (57’). Il Torino non era proprio più in partita e i suoi giocatori commettevano errori nei passaggi a ripetizione, la Spal, invece, ci credeva e pressava. Viviani batteva un angolo e Sirigu con i pugni allontanava la palla e Mattiello poi non centrava lo specchio della porta (65’). Mihajlovic allora provava a dare una scossa ai suoi facendo uscire Niang e mandando in campo al suo posto Berenguer e gli rispondeva Semplici con Paloschi per Floccari (66’). Grassi impegnava Sirigu in una grande parata (68’) e poi De Silvestri si è scontrato in area con lui e tutto subito l’arbitro Valeri lasciava proseguire, ma l’intervento del Var lo faceva tornare sulle sue decisioni e così, dopo aver consultato il monitor, assegnava il rigore alla Spal. Sul dischetto andava Antenucci che ha avuto il sangue freddo di vedere dove si sarebbe buttato Sirigu e che ha segnato il gol del pareggio (70’). Tardivamente il Torino si ricordava che dopo i primi dieci minuti era in vantaggio di due gol e che avrebbe potuto vincere e ricominciava a giocare. La Spal, però, non ha mollato e si è difesa. I granata, però, non hanno fatto registrate altro che un tiro dalla distanza di De Silvestri finito di poco sopra la traversa (85’) e all’ultimo un colpo di testa di Belotti che ha centrato il palo e poi è stato allontanato prima che varcasse completamente la linea di porta da Viviani (94’). Tra Spal e Torino finiva così due a due.

La squadra di Semplici ha più che meritato il pareggio, quella di Mihajlovic ha solo da recitare il mea culpa per aver gettato due punti alle ortiche. Così non va perché il Torino oggi poteva fare molto di più. Non è accettabile che per larghi tratti di una partita si giochicchi così come non si può permettere a un giocatore, Niang, di essere indolente in campo. Giocando come ha fatto oggi il Torino in Europa League è ben improbabile che ci vada e non sarebbe neppure giusto. Adesso il Natale serva per meditare e il trenta onde evitare di chiudere l’anno con un’altra delusione i giocatori granata affrontino il Genoa con tutt’altro piglio.