Il Torino con la Juventus dovrà andare oltre la prestazione con il Milan e segnare

Non darsi per vinti già prima di scendere in campo e neppure ritenere che basterà ripetere una buona partita.
12.12.2018 07:00 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Belotti e Chiellini
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Belotti e Chiellini

Non basterà al Torino ripetere la prestazione che gli ha consentito di pareggiare con il Milan per uscire indenne dal derby perché se con la Juventus non segnerà ben difficilmente conquisterà un punto. I bianconeri in campionato hanno vinto quattordici partite su quindici, pareggiando solo con il Genoa, e in Champions League finora quattro su cinque, sono stati sconfitti nella gara di ritorno dal Manchester City. Questo non significa che i granata debbano pensare che sicuramente perderanno, arrendersi già prima di disputare la partita è l’atteggiamento sbagliato per eccellenza ed è anche inaccettabile, quindi, senza neppure cadere nell’opposto pensiero che porterebbe alla presunzione poiché non è automatico che se si è tenuto testa ai rossoneri ce la si può giocare con chiunque, dovranno effettuare la partita perfetta che comporta segnare, se non si fanno gol non si può parlare di partita perfetta.

La Juventus è una squadra ben più forte del Torino e non perché fra le sue fila c’è Cristiano Ronaldo, bastano e avanzano gli altri giocatori. Non capita spesso, però, nel calcio qualche volta vince anche chi è meno forte se è determinato e non si dà mai per vinto. I bianconeri certamente non sottovaluteranno il Torino, non è nella loro mentalità farlo, di conseguenza giocheranno come sanno fare per cui toccherà ai granata trovare il sistema per rendere meno efficaci le manovre dei bianconeri. Puntare su una gara votata al difendesi per poi affidarsi a qualche ripartenza è vano perché prima o poi o su calcio piazzato o in altro modo Cristiano Ronaldo, Mandzukic, Dybala, Pjanic o qualche altro giocatore juventino un gol lo fa e i calciatori granata già faticano a segnare se creano tante occasioni da gol figuriamoci se ci riuscirebbero creandone solo qualcuna, sarebbe un’assoluta novità. E’ anche molto improbabile, per non dire impossibile, che il Torino riesca come con il Milan a effettuare un pressing alto per buona parte della partita imponendo il proprio gioco. Inutile metterla sul piano della fisicità perché la Juventus non è seconda a nessuno da questo punto di vista e si rischierebbero solo ammonizioni o peggio espulsioni. Da escludere che i bianconeri siano stanchi per l’impegno di Champions di questa sera poiché sono più che abituati a giocare tre gare a settimana e dispongono di una rosa che ha elementi di qualità anche tra le riserve. Il Torino, quindi, dovrà non tenere il baricentro troppo basso, non commettere disattenzioni in fase difensiva, lottare su ogni pallone, fare molto movimento senza palla in modo da creare linee di passaggio per arrivare al tiro in porta ed avere una mira perfetta.

Si chiede troppo? No, è solo quello che andrà fatto e poi alla fine si vedrà se sarà stato sufficiente. Il Torino se non scenderà in campo con un atteggiamento remissivo e se non commetterà errori, più o meno ingenui, potrà, a prescindere dal risultato, uscire dal derby senza strascichi evitando così nelle partite successive di pareggiare o perdere anche con squadre che sono in fondo alla classifica come accaduto già in passato. Oggi i granata sono al sesto posto in solitario e c’è lotta serrata fra chi punta a un posto in Europa, infatti, tra il Milan che è quarto e la Fiorentina che è dodicesima c’è un divario di sette punti nel quale sono racchiuse nove squadre. Ci vuole, quindi, poco sia a sorpassare qualche concorrente sia a scivolarne alle spalle e dopo il derby ci saranno altre ventidue partite e compromettere l’obiettivo per l’effetto domino dopo una partita con la Juventus mal giocata non è da squadra in crescita e che vuole e deve essere ambiziosa.