Il mercato del Torino in stand-by in attesa delle decisioni di Mazzarri

Far convivere Falque, Belotti, Ljajic e Niang mantenendo un equilibrio della squadra non è facile. I profili dei rinforzi più gettonati sono quelli di centrocampisti ed esterni.
 di Elena Rossin  articolo letto 4625 volte
Fonte: Elena Rossin
Il mercato del Torino in stand-by in attesa delle decisioni di Mazzarri

Tutta colpa della sosta del campionato se il Torino più che agire in sede di mercato si sta guardando intorno perché se anche Mazzarri era da un po’ di tempo che teneva sott’occhio le vicende granata non ha potuto dare indicazioni assolute dopo solo un allenamento e una rifinitura e adesso, causa appunto sosta del campionato, non rivedrà i giocatori fino a domenica, il quattordici gennaio. Un conto è studiare i giocatori attraverso la visione di partite e filmati e tutto un altro avendoli alle proprie dipendenze in allenamento ogni giorno, questo è pacifico e va da sé.

Il primo nodo da sciogliere è se il Torino proseguirà con il 4-3-3 oppure se virerà su altri moduli 3-4-3, 3-5-2 oppure 4-3-1-2. Già è complesso far convivere Falque, Belotti, Ljajic, Niang e dare spazio a Berenguer, Edera, Boyé e De Luca mantenendo un equilibrio di squadra che non la sbilanci eccessivamente in avanti figuriamoci, poi, se si passasse a un attacco a due: troppi dovrebbero accomodarsi in panchina. Finora gli infortuni e le prestazioni sotto tono di alcuni hanno reso più facile gestire i calciatori, ma quando saranno tutti a disposizione non sarà per nulla facile tanto, più che il Torino ha solo il campionato.

Pensare che in questa sessione di mercato ci possa essere una rivoluzione con cessioni anche eccellenti che porterebbero a ridisegnare l’assetto della squadra è improbabile, per non dire ai limiti dell’impossibile perché fare plusvalenze importanti a gennaio non è per nulla semplice e quindi il Torino non si proverà di nessun giocatore che potenzialmente farà introitare tanti soldi. Ma se non ci saranno particolari movimenti in uscita è logico che anche in entrata non ci si può attendere chissà che cosa.

A prescindere dal modulo che vorrà utilizzare Mazzarri un centrocampista è di fondamentale importanza e magari anche un terzino tenuto conto che oggi il mister può contare solo su De Silvestri e Molinaro poiché Ansaldi è alle prese con il recupero dopo l’intervento chirurgico di sports hernia a destra e Barreca entra ed esce dalla pubalgia, come aveva rivelato in più circostanze Mihajlovic. Senza dimenticare che un vice Belotti non c’è perché Sadiq e Boyè hanno lasciato più di qualche perplessità e Niang che può giocare in posizione centrale non è una prima punta pura, ma se si mettono al primo posto i bilanci e le casse societarie un attaccante è forse il giocatore al quale si può fare a meno. Infatti, Falque, Belotti, Ljajic, Niang, Berenguer ed Edera potrebbero bastare.

Lazzari, Bessa, Laxalt, Locatelli, Fofana, Capoue, Grenier, Imbula e Donsah sono tutti giocatori che a più riprese sono stati accostati al Torino, alcuni costano più di cinque milioni di euro, cifra che verosimilmente vorrebbe spendere il Torino, ma che potrebbe essere aumentata con il prestito o la cessione di qualche giocatore che non rientra più nei piani tecnici. Alla ripresa degli allenamenti Mazzarri continuerà a fare le sue valutazioni e, poi, nel giro di una settimana la situazione dovrebbe essere più chiara. Il calciomercato del Torino, quindi, dovrebbe decollare, ma senza grandi eccessi, dopo la partita con il Sassuolo in programma domenica ventuno gennaio alle ore quindici. Petrachi e Cairo in dieci giorni dovrebbero poi adeguare la rosa alle esigenze di Mazzarri e agli obiettivi che il Torino vorrà raggiungere: si spera l’Europa League.