Il gioco del Torino quando c’è è mediocre, ma sono tornati i risultati positivi

L’andamento altalenante del Torino ha evidenziato problematiche che vanno risolte, anche arrivando a soluzioni drastiche che portino a non gettare mai più al vento lunghi periodi della stagione.
17.04.2016 11:14 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin per Torinogranata.it
Il gioco del Torino quando c’è è mediocre, ma sono tornati i risultati positivi
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© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

Sembrano un po’ la pena del contrappasso per Ventura le tre vittorie consecutive del Torino perché non sono frutto di prestazioni qualitativamente parlando all’altezza, ma di episodi favorevoli e carenze degli avversari. Il ritmo del gioco è basso, gli attaccanti non sono adeguatamente riforniti, gli esterni non danno la spinta propulsiva che richiederebbe il 3-5-2, gli errori nei passaggi sono sempre troppi e i duelli uno contro uno hanno una percentuale di riuscita non particolarmente elevata. Tutto si può dire tranne che le vittorie con Inter, Atalanta e Bologna sono figlie di quanto il Torino ha prodotto in campo, al più il gioco espresso poteva portare a pareggi. Di positivo c’è che l’incidenza delle amnesie in fase difensiva è diminuita e che la squadra cerca di sfruttare le situazioni favorevoli fino all’ultimo secondo, com’è accaduto con il Bologna.

Nel calcio di solito i risultati fanno passare in secondo piano le prestazioni, però, se si crede in un progetto che si basa sulla crescita dei giocatori e sul voler portare la squadra a stabilirsi nella parte sinistra della classifica per puntare a lottare tutti i campionati per un posto in Europa League allora vanno fatte riflessioni importanti e presi provvedimenti anche drastici se occorre. Prima di tutto non si può non avere alternative a giocatori che hanno superato da tempo la soglia dei trent’anni, in secondo luogo i giovani devono maturare più velocemente e questo processo deve essere agevolato di molto, ma soprattutto o si prendono i calciatori che sono perfetti per il modulo che vuole utilizzare l’allenatore oppure il mister adatta il sistema di gioco alle caratteristiche degli uomini che ha a disposizione e non punta solo a far emergere qualche giocatore per creare plusvalenze.

Quest’anno il Torino, a prescindere da quanti punti farà nelle restanti cinque partite, non avrà disputato una stagione all’altezza perché di positivo ci saranno i risultati delle gare iniziali e forse, poiché non è ancora terminato il torneo, del periodo finale della stagione, peccato che il campionato ci sia stato anche nel lungo periodo da metà ottobre a fine marzo dove lì sì che i risultati erano figli di prestazioni, peccato solo che fossero negativi sia le prestazioni sia i risultati. Dalla sconfitta con il Carpi, datata tre ottobre, a quella con la Juventus nel girone di ritorno, venti marzo, sono state disputate ventiquattro partite, ben più di un girone che ne annovera diciannove, con il Torino che è scivolato dal secondo posto al quattordicesimo, poi magari chiuderà la stagione all’ottavo, ma si potrà dire che tutto sommato non è stato un campionato così negativo? Sicuramente qualcuno riterrà la stagione non male, chi si accontenta gode. Altri, invece, saranno consapevoli che l’aver gettato al vento quasi cinque mesi è una colpa e si augureranno che per il futuro la società prenda seri provvedimenti per far sì che una tale situazione non si ripeta mai più.