Il futuro di D’Aversa è tutto nelle mani di Cairo: continuità per il Torino o ennesima inutile rivoluzione
Una cosa deve essere ben chiara, non è questione di chi sarà l’allenatore del Torino nella prossima stagione, ma quale tipo di mercato vuole fare Cairo. E per capire meglio quanto questo sia importante si possono prendere in prestito le parole che ha detto Spalletti riferite sì alla Juventus, ma valide per qualsiasi squadra: “Dovremo fare un mercato di livello, ci sono giocatori di tutti i tipi e dobbiamo trovare quelli giusti. Dovremo essere bravi come scouting, direttore, e anche io voglio metterci bocca perché i calciatori li devo allenare io e faccio brutta figura se perdo le partite”. Ecco appunto per agire bene in sede di calciomercato servono tutte queste cose oltre ovviamente ai soldi che mette a disposizione il Presidente.
Intanto giustamente questa notte, in sala stampa D’Aversa è arrivato dopo l’una, con educazione ha sottolineato quanto ha fatto: "Certe situazioni dipendono anche dai programmi della società. Con il pari di oggi chiudiamo chiuso con 1,5 di media punti a partita e significa che in 38 gare si fanno 57 punti quindi arrivare dove compete al Torino. Poi è chiaro che quando si fa la programmazione di una squadra di solito si parla un po’ tutto e si cerca di programmare, ma questo è un discorso che si farà se si decide di andare avanti".
Come interpretare allora le parole di Cairo e un non incontro fissato con D’Aversa? Cairo: "Domani (oggi, ndr) incontrerò Petrachi e faremo il punto della situazione e poi prenderemo le nostre decisioni. Ho apprezzato molto D’Aversa. E’ arrivato in un momento difficile e ha fatto bene. Ha rimesso i giocatori nei ruoli giusti, ha dato temperamento alla squadra e ha fatto tutto quello che gli era stato chiesto, forse anche qualcosa in più. Per questo sono molto positivo. Faremo valutazioni complessive insieme a Petrachi, che lo stima molto". D’Aversa “Non abbiamo appuntamenti, ma è giusto così. In questa settimana l'unica mia preoccupazione era affrontare questo derby e farlo nel migliore dei modi".
In tutta franchezza le parole pronunciate da D’Aversa suonano come un commiato, mentre quelle di Cairo come un temporeggiare. Si spera solo che la scelta dell’allenatore, chiunque esso sia, non porti all’ennesima inutile rivoluzione, come si è già visto troppe volte, e che il prescelto non sia sulla base di eventuali rifiuti o mancati accorsi con altri.
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