Grosseto-Torino 0-0: l'analisi tattica

Servono la spinta di D'Ambrosio e la visione di gioco di Obodo. Vanno meglio ottimizzati i chilometri percorsi
07.11.2010 15:05 di Claudio Colla   vedi letture
Fonte: Claudio Colla per www.torinogranata.it
Grosseto-Torino 0-0: l'analisi tattica
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© foto di Alberto Mariani

Il pareggio a reti bianche conseguito ieri a Grosseto ha evidenziato, a fronte di un leggero miglioramento nella compattezza e nella collaborazione tra i reparti, una significativa carenza sotto il profilo dell'ottimizzazione della quantità di corsa: si è infatti potuto denotare con chiarezza come i biancorossi, compagine dalle "pretese" sulla carta nettamente inferiori a quelle del collettivo agli ordini di Franco Lerda, riuscisse in termini assoluti a rendersi decisamente più pericolosa pur attaccando con un numero di uomini di volta in volta inferiore.

Quale dunque il nodo gordiano? L'esterno offensivo Alessandro riusciva infatti a creare scompiglio, complice anche l'inadeguatezza del passo di Rivalta, praticamente da solo nel corso del primo tempo, complice un'organizzazione di gioco semplice ma sapiente, in grado di mantenere un centrocampo ben posizionato in fase di non possesso, addormentando la partita nelle fasi di offensiva granata, per poi infondere un cambio di passo potenzialmente letale per gli avversari. Il Toro, viceversa, ha dato l'impressione di doversi affidare per lo più agli occasionali rientri in copertura dei propri trequartisti, ai raddoppi di marcatura basati più sulla corsa e sul riflesso istantaneo che su una posizione di partenza già proiettata verso un'efficace equilibrio tattico. Urge dunque un ennesimo restyling dell'assetto della squadra e dei movimenti senza palla, ancora deficitario sia in fase di appoggio alla manovra offensiva, sia sotto il profilo della copertura del campo.

Si è inoltre sentita la mancanza di Danilo D'Ambrosio, il quale, data la necessità di tirare il fiato, ha disputato soltanto gli ultimi dieci minuti di gara: l'attuale Rivalta è rincalzo di discreta intelligenza tattica e di buona duttilità, ma non garantisce nemmeno lontanamente quella spinta e quell'iniziativa grazie a cui il laterale napoletano si è ingraziato i pareri della critica calcistica. Ulteriore nota riguardante i terzini: Garofalo è di gran lunga il giocatore deputato a essere titolare di riferimento per la corsia mancina. Prosegue inoltre lo stato di inadeguatezza della coppia mediana De Vezze-De Feudis: se l'interdizione almeno a tratti va migliorando, il livello di visione di gioco mostrato dai rende sempre più evidente la necessità della presenza di Christian Obodo (ieri in permesso), almeno per parte della gara, al centro del campo. Il nigeriano appare l'unico giocatore in grado di garantire un input del livello necessario a lottare per la promozione dal punto di vista della capacità di impostare il gioco.