ESCLUSIVA TG – Murru (Sensounico) non ha dubbi: “Il Torino non può vincere grazie alle papere dei portieri avversari”
Dave Murru è stato intervistato in esclusiva da TorinoGranata.it. Dave è il chitarrista della band musicale “Sensounico” ed è grande tifoso del Toro. Con lui abbiamo parlato del momento del Torino che dopo sei partite di campionato ha 7 punti e ha segnato 7 gol e ne ha subiti 9 e si trova al 12° posto in classifica.
Il Torino con l’Udinese ha vinto, però fra i tifosi ci sono due scuole di pensiero: c’è chi è preoccupato perché il gioco ha lasciato a desiderare e chi pensa che contano solo i tre punti. Lei di che scuola di pensiero è?
“Ovviamente sono contento per la vittoria, ma non ci può andare sempre bene come ci è accaduto con l'Udinese, dove il portiere avversario ci ha dato una grossa mano. Non si è vista la creazione di azioni pericolose e da parte del Torino è stata una partita abbastanza sterile, forse nel secondo tempo è andata un pochettino meglio con l'ingresso di Vlasic e di altri. Ma non si può pensare di riuscire a ottenere sempre punti così. Io sono fra quelli che ritengono che sicuramente si debba dare fiducia e tempo ad Abate perché con tutta probabilità non è ancora riuscito a far sì che la squadra giochi come vuole lui”.
Lunedì i granata affronteranno il Parma, una squadra che dovrebbe essere alla portata, un po' come era l'Udinese. Che cosa si aspetta dal Torino?
“Sicuramente Abate è uno che non lascia nulla al caso e sa nella sua testa dove e come intervenire, ma un conto è pensare e capire cosa serve e un altro è riuscire a trasmettere quello che si vorrebbe fare. Il Torino ha fatto anche delle prestazioni abbastanza buone all'inizio del campionato e si sono visti anche sprazzi di gioco, però è una squadra molto altalenante e ha delle pause molto lunghe. È da capire cosa farà con il Parma, ovviamente si deve giocare per vincere, come sempre, ma con le squadre attrezzate come noi è d’obbligo portare a casa i tre punti”.
La soddisfa Perri come portiere?
“Non sono ancora riuscito bene a inquadrarlo. Secondo me, poteva anche essere una buona alternativa a Mascardi, che tutto sommato, per quanto giovane, ha i numeri per la Serie A e magari poteva giocarsi la chance di essere il primo portiere. Perri, onestamente, non l'ho seguito molto quando l’anno scorso era al Leeds e non so sbilanciarmi nel dare un giudizio su di lui perché non riesco a capire il suo valore: è molto forte tra i pali, un po' meno su alcune scelte e soprattutto con i piedi ha un po' di difficoltà. Bisognerà capire e anche a lui dare tempo , perché il ruolo del portiere è abbastanza delicato. Gli vanno dati tempo e fiducia e lui deve conoscere bene la sua difesa, cosa non così immediata”.
A proposito della difesa, il Torino tutte le volte subisce gol per errori di uno o di un altro giocatore oppure di più di uno e solo nell'ultima partita con l'Udinese non è andato in svantaggio, per fortuna. Ritiene all’altezza la difesa?
“La difesa era già un problema l'anno scorso, infatti era stata la seconda peggiore della Serie A. Quest'anno hanno preso qualche difensore, ma finora non ho capito bene l'effettivo ruolo di questi difensori, nel senso che non so se saranno delle riserve o se saranno in realtà da utilizzare. La difesa senza dubbio continua a essere un po' debole, anche se quest'anno l'attacco sembra abbastanza sterile, almeno al momento. Secondo me, è tutto un divenire. Si gioca in undici, si vince in undici e si perde in undici e dare la colpa solo a un settore è sbagliato. Nell’insieme il Torino è una squadra che ha delle pause che spesso paga”.
Ha accennato all'attacco. Kulenovic segna, Adams ha segnato, ma Simeone è ancora a secco. Mentre su Zapata c'è un punto interrogativo relativo alla sua tenuta fisica e Pellegri arriva da un altro lungo infortunio. In generale crede che le punte di ruolo non stiano facendo bene?
“Il discorso va fatto in una maniera più ampia. Giocare con una sola punta come Simeone ha reso evidente quanto sia difficile innescarlo, perché deve fare un lavoro troppo di raccordo con il centrocampo e quindi si aspetta un apporto maggiore dei centrocampisti, che è la zona del campo dove forse siamo messi meglio per numero di elementi e qualità. Il problema è che, non arrivando l'apporto di gol dei centrocampisti, l'attacco risulta alquanto sterile. Quando invece si gioca a due punte forse va un pochettino meglio perché i due si possono dividere un po' il lavoro. Simeone rimane a secco anche perché ripetersi il secondo anno è sempre più difficile del primo. Come dicevi tu, Zapata non si è ancora visto. Io lo adoro,quindi spero vivamente di vederlo presto in condizione, ma non so. Kulenovic ha sfruttato le occasioni che ha avuto, meno male, ma non so quanto possa diventare un titolare, così come Pellegri. Adams, Simeone e forse Zapata sono i tre che si giocheranno il posto quando il Torino schiererà le due punte”.
Il centrocampo è il reparto sia numericamente sia qualitativamente messo abbastanza bene. C'è qualche giocatore, in particolare, che l’ha colpita e qualcuno che magari invece deve ancora venire fuori?
“Bragança credo sia un buon centrocampista. Mandragora, secondo me, è veramente un buon acquisto. Fitz-Jim non mi è sembrato così male, ma anche lui deve ancora capire bene il campionato italiano. Esattamente come Ilkhan, che mi sembra un buon innesto. Un innesto che si può utilizzare nell'arco di tutto l'anno perché mi sembra che il ragazzo sia cresciuto molto. D'altra parte abbiamo un Gineitis che mi sembra un po' sotto il livello rispetto agli anni scorsi. Non so se il motivo dipenda dal fatto che gioca fuori ruolo o se fa fatica per i compiti che gli vengono affidati, ma mi sembra molto in difficoltà in questo campionato”.
Ci sono anche i vari Oristanio, Vlasic e Casadei, che sono potenziali titolari, ma che hanno vissuto vicende finora differenti: Oristanio nelle ultime giornate ha giocato e fatto discretamente bene. Casadei è stato anche infortunato, ma sembra un po’ retrocesso nelle gerarchie e Vlasic non è in perfetta forma.
“Vlasic è chiaramente un po' il punto di riferimento. In questo momento è vero che è fuori forma e infatti non è brillantissimo, però lui, bene o male, il suo apporto qualitativo lo dà sempre. Oristanio è da scoprire. Adesso sta facendo bene, ha fatto bene, però è da scoprire. Abbiamo da scoprire anche un po' la tenuta sul lungo di Cacciamani, che qualitativamente magari ci può stare, ma bisogna vedere se nell'arco di tutto un campionato di Serie A, davanti a giocatori, come ad esempio, Di Marco o qualche altro di un certo livello, cosa riesce a combinare. Casadei è un giocatore che ha un rendimento altalenante. Vedremo quanto Oristanio, Cacciamani e Casadei nell'arco del tempo riusciranno a ritagliarsi spazio e se riusciranno a imporsi”.
Di Cacciamani ha detto, ma è arrivato anche Rodriguez, che fa anche il difensore e/o il terzino, e ci sarebbero anche Biraghi e Aboukhlal a sinistra, mentre a destra Fortini, Patterson e Belghali. È soddisfatto degli uomini di fascia?
“Si potrebbe fare sicuramente qualcosa di più sulle fasce. Il gioco è talmente sedimentato a centrocampo che se trovi quello che ti salta all'uomo l'azione pericolosa la crei sicuramente. Sono tutti molto impostati a livello tattico, quindi trovare quello che ti salta all'uomo e scardina un po' il sistema del gioco avversario non è facile, ma se lo trovi fa la differenza. Aboukhlal non mi sembra che abbia dato un grande apporto l'anno scorso e quest'anno, mi pare, che siamo sullo stesso livello, quindi sarebbe stato meglio chiedersi se valeva la pena tenerlo. Rodriguez più per affetto, però non so quanta sostanza possa dare, esattamente come Biraghi. A sinistra si poteva fare qualcosa di meglio sicuramente per rafforzare la fascia. A destra c'è Fortini e anche gli altri giovani che sono stati presi tutto sommato mi sembrano anche di prospettiva e va capito quanto potranno rendere.
Molti nuovi arrivati sono in prestito, ma è un discorso che va oltre e, non essendo giocatori di proprietà, diventerà poi un problema il prossimo anno a fine campionato, però sicuramente sono giovani di buone prospettive”.
Alcuni riscatti hanno cifre elevate e di solito il Torino non li esercita, quindi effettivamente sarà poi un problema.
“Siamo abituati, però il problema vero è che non si potrà mai avere continuità se i giocatori non sono tuoi. Il discorso è che ti prendo in prestito, valuto come sei e se ne vale la pena investo, però sappiamo che in realtà la formula del prestito è adottata perché il Torino non ha i soldi o non vuole spenderli per acquistare i giocatori e quindi per forza deve prenderteli in prestito. Vedremo quanti e chi eventualmente a fine campionato saranno riscattati”.
Tornando alla partita di lunedì col Parma, si aspetta quindi una vittoria e poi, prima della prossima sosta del campionato, ci saranno altre partite, Monza, Como, Frosinone e Lecce, con squadre alla portata tranne il Como. Un’occasione per il Torino per fare punti: lei quanti se ne aspetta?
“Non ti saprei dire, magari prima faremo il risultato contro quella squadra contro cui non sembra possibile: il Como. Detto tra i denti, a me vedere e parlare del Como di livello dà un fastidio che non hai idea, sarà anche l'invidia forse, ma annoverare il Como tra le squadre di livello è una roba che faccio veramente fatica a concepire. Ma devo ammettere che è una squadra di livello, però parlare del Como come squadra di livello e vederla così in alto in classifica e giocare la Champions è una cosa che mi è rimasta incastrata in gola”.
A prescindere da tutto, questo filotto di partite è una prova del nove per tutti i giocatori e per lo stesso Abate?
“Adesso bisogna iniziare a macinare punti per non rischiare di arrivare ad avere situazioni pericolose in classifica. Come si fa a fare punti? Di certo non ci si può affidare all’eventuale papera del portiere avversario, ma bisogna fare gioco e creare occasioni. Quando crei occasioni prima o poi la butti dentro, però se non tiri mai in porta e non arrivi mai a essere pericoloso diventa difficile segnare a prescindere dall'avversario, perché puoi trovarti anche di fronte il Venezia che finora non ha conquistato neppure un punto, ma se non tiri mai in porta difficilmente segnerai e al massimo chiudi la partita con uno 0-0, se ti va bene. Ma così è troppo rischioso”.
Parliamo un po’ della band: voi Sensounico avete qualcosa in programma?
“Stiamo mettendo a posto la scaletta perché abbiamo avuto un cambio nel gruppo: il nostro batterista Andrea deve cambiare città per lavoro e quindi stiamo rifacendo un po' la scaletta con il nuovo batterista Maurizio, che deve entrare nei meccanismi e studiarsi un po' tutte le cose. Stiamo lavorando su questo fronte. E poi ci saranno sicuramente delle novità tra un po', ma vedremo”.
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