Equilibrio è la parola chiave di questa stagione per il Torino

Difendere a zona, avere i giocatori adatti e coniugare una vocazione offensiva con un gioco lineare e scolastico, ma bisognoso di applicazione e spirito di sacrificio.
14.09.2017 13:30 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Equilibrio è la parola chiave di questa stagione per il Torino
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Lo dice e ripete Mihajlovic e anche i giocatori hanno assimilato il concetto, infatti, a loro volta pronunciano questa parola che è un concetto chiave: equilibrio. Ed è ciò a cui punta il Torino per centrare l’obiettivo Europa League. In campo nelle prime tre partite di campionato lo si è visto, non è ancora perfetto, ma c’è. A crearlo hanno concorso il nuovo modulo, il 4-2-3-1, che seppur ancora più offensivo rispetto al 4-3-3 impone, per non correre guai, di avere una fase difensiva molto solida e l’arrivo di giocatori che sembrano proprio quelli adatti a interpretare il modulo e la filosofia di gioco. Non da ultimo e, quindi, non meno importante, il passaggio a difendere a zona e nel complesso a un gioco più lineare e scolastico con un utilizzo minore dello scalare, ma bisognoso di un maggiore spirito di sacrificio da parte di tutti i giocatori e di grande applicazione (parole di Sinisa Mihajlovic).

Tutto questo contribuisce a rendere la squadra più equilibrata e mette i giocatori nella condizione di potersi esprimere al meglio, ci vorrà un po’ di tempo perché tutti assimilino il concetto e sappiano esattamente ciò che debbono fare in campo in ogni situazione. Capiterà che la squadra incappi in qualche passo falso, è fisiologico, però, se tutti seguiranno la strada intrapresa e gli infortuni non ci metteranno il loro malefico zampino il Torino che ne uscirà forgiato da Mihajlovic e dal suo staff sarà migliore di quello dello scorso anno.

Quanto migliore è difficile dirlo, un’idea più consona sarà possibile averla tra l’ottava e la decima giornata, quando si sarà capito di più quanto valgono le singole squadre e tutte avranno terminato il periodo di assestamento post mercato. I primi affetti dei cambiamenti nel Torino li si è già visti, qualcuno pensa che gli avversari affrontati finora sono stati di livello troppo inferiore per avere delle certezze e il Torino ha faticato e non poco anche solo per avere la meglio sul Benevento, arrivato per la prima volta nella sua storia in serie A. Possono essere legittimi questi dubbi, ma i cambiamenti ci sono e anche il maggiore equilibrio, quindi, senza farsi prendere da facili entusiasmi e tarando il tutto u po’ di ottimismo è legittimo. Una prova saranno le prossime tre partite a iniziare da quella con la Sampdoria, che in classifica ha solo un punto in meno dei granata e ha anche disputato una partita in meno, quella con la Roma è stata rinviata per l’allerta meteo e poi ci saranno le due trasferte con Udinese e Juventus, il tutto nel giro di sette giorni. Se il Torino uscirà da questo mini ciclo con punti, non meno di sei, allora le certezze legittimamente aumenteranno e l’equilibrio sarà maggiormente consolidato e  poi a fare la differenza ci dovranno pensare Ljajic, Falque, Niang e il “Gallo” Belotti.