Costruire un Torino competitivo è un business: l’occasione va sfruttata

28.03.2023 10:30 di  Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Urbano Cairo
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Urbano Cairo
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Vivacchiare a metà classifica non porta grandi incassi, mentre il posizionarsi in pianta stabile fra le squadre che giocano le competizioni europee fa guadagnare soldi nel medio-lungo periodo. Come tutti i business però ha bisogno inizialmente di un investimento finanziario ed è quello che il Torino, se il presidente Cairo vuole, ha l’occasione di fare. Le premesse ci sono: un allenatore, Juric, che è ambizioso e sa valorizzare i giocatori. Un gruppo di calciatori discreto e con ulteriori margini di crescita. Una piazza che ha fame di vittorie.

Posta come premessa che i conti vanno tenuti in ordine e che il patron Urbano Cairo non è Paperon de’ Paperoni  e neppure ha i soldi di uno sceicco arabo, ma è pur sempre un imprenditore che non solo ha il fiuto per gli affari bensì anche sa portarli avanti, come finora ha dimostrato con le sue aziende tranne che con il Torino. Detto questo, quindi dovrebbe stuzzicare il suo ego la sfida di portare il Torino, dopo quasi diciotto anni, a un livello superiore. Sia ben chiaro, nessuno pretende che competa per la Champions o per lo scudetto, ma basterebbe la Conference o l’Europa League e se di tanto in tanto in qualche stagione il piazzamento non fosse raggiunto andrebbe bene ugualmente.

Arrivare al 6° o al 5° posto garantisce una quota maggiore dei diritti televisivi, sarebbe un volano per il marketing, aumenterebbe gli introiti da parte degli sponsor e la gente granata tornerebbe a gremire lo stadio garantendo ulteriori incassi. E’ impossibile che a Cairo tutto ciò sfugga. Serve quindi uno sforzo economico per dare il via al business. Realisticamente è impossibile che tutti i giocatori che sono attualmente in prestito siano riscattati perché la cifra complessiva ammonterebbe a 57 milioni di euro escludendo gli eventuali bonus (Vlasic 15 mln +3 di bonus; Ilic 15 +1 con obbligo di acquisto al verificarsi di certe condizioni; Miranchuk 12; Lazaro 6,5; Gravillon 3,5; Vieira 3; Radonjic 2 con l’obbligo già scattato). Servirebbero oltretutto poi altri soldi per sostituire chi andrà via a parametro zero Aina e Djidji e c’è il rischio anche per Adopo. E in più non solo non dovrebbe essere ceduto nessuno dei titolari, Schuurs su tutti, ma anche preso un centravanti prolifico da aggiungersi a Sanabria e Pellegri più delle alternative di un certo valore per la panchina. Per cui, facendo un calcolo approssimativo, occorrerebbe un investimento tra gli 85 e i 90 mln. Fantascienza.

Allora cosa è realistico? Qualche riscatto, 3-4 uno o due fra i più onerosi e un paio tra quelli meno. Gli acquisti di un terzino e di un centravanti, una cessione e completare bene la rosa con prestiti. E sperare che Juric a queste condizioni resti. Contrattando bene per ottenere qualche sconto dai riscatti, avendo fiuto nel prendere il centravanti e vendendo bene un giocatore che ha mercato, magari non Schuurs, l’esborso complessivo quest’estate potrebbe aggirarsi sui 40-42 milioni. In alternativa cedere Schuurs al miglior offerente e finanziare così quasi tutta la campagna acquisti, ovviamente poi rimpiazzandolo con uno altrettanto valido.