Chiquinho da Santo Tirso: ennesimo carneade o potenziale craque?

11.01.2021 11:08 di Claudio Colla   Vedi letture
Chiquinho da Santo Tirso: ennesimo carneade o potenziale craque?
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Messosi in evidenza soprattutto con le maglie di Leixões e Academica de Coimbra, club di seconda e terza fila del calcio portoghese, tra 2014 e 2018, il venticinquenne Chiquinho (al secolo Francisco Leonel Lima Silva Machado) è l'ultimo nome iniziato a circolare nei corridoi di via Arcivescovado, nell'ottica del progetto di miglioramente dell'organico, allo scopo di perseguire l'agognata salvezza. Classe '95, centrocampista agile e versatile, Chiquinho non è finora riuscito a ritagliarsi una posizione di rilievo, in quel Benfica che, acquistatolo tra 2018 e 2019, per una spesa complessiva di poco meno di 6 milioni di euro, si aspettava il trequartista "quasi-goleador", con grande propensione all'inserimento senza spalla e all'individuazione degli spazi, tra le maglie delle difese avversarie, visto con la maglia della Moreirense nel 2018/19, stagione che finora ha contrassegnato il momento di maggior compiutezza del giocatore (38 presenze in Primeira Liga, con dieci reti segnate e quasi altrettanti assist serviti).

Nativo di Santo Tirso, località del distretto di Porto, nell'area nord-occidentale del Portogallo, il giovane signor Machado, la sua trasformazione nel Chiquinho che la scena calcistica lusitana si aspetta, la deve ancora portare a pieno compimento. Da trequartista o da mezzala, con piede adatto anche a una posizione di vertice basso in un rombo (collocazione che, viceversa, lo vedrebbe presumibilmente deficitario dal punto di vista dell'impatto atletico, trattandosi di un peso leggero), il ventinciquenne, osservandone l'operato in campo, palesa peculiari caratteristiche da falso nueve, oltre che da rifinitore d'attacco in grado di fendere il campo e la trequarti avversaria, e di attaccare l'area, con corsa e sensibilità per gli spazi aperti, trovandosi libero di concludere verso la porta con discreta facilità. Spazi aperti magari non così frequenti in un calcio serrato e tendenzialmente difensivo come quello nostrano; di contro, una possibile partnership fruttuosa, per rispettivi tratti tecnico-atletici, con il Gallo Belotti.

Tra le critiche nei suoi confronti, quella relativa a una fisicità deficitaria, rispetto alla possibilità di fare davvero la differenza, in un contesto di squadra, come quello del Benfica, già ricco di centrocampisti offensivi e rifinitori d'attacco sì dotati di numeri e di piedi educati, ma, nel complesso, leggerini. Si è appena detto dell'interessamento dell'Al-Ain, club emiro, nei suoi confronti (https://www.torinogranata.it/mercato/dal-portogallo-arriva-da-dubai-l-insidia-per-un-obiettivo-granata-116216); filtra inoltre l'eventualità di un tentativo da parte del Besiktas, club turco, quello di Adem Ljajic, spesso intento a guardare verso la scena lusitana. Col Toro, in via ipotetica, interessato ad approfondire il sondaggio preliminare finora effettuato.