Che il match con l'Inter sia l'occasione per parlare di Politano e Gagliardini?

19.11.2019 11:07 di Claudio Colla   Vedi letture
© foto di Massimiliano Vitez/Image Sport
Che il match con l'Inter sia l'occasione per parlare di Politano e Gagliardini?

Entrambi indirettamente sfiduciati da Antonio Conte, entrambi a un passo dal perdere l'ultima chance di convocazione per Euro 2020, fuori da un gruppo che appare ormai formato, compatto, e coeso. Matteo Politano e Roberto Gagliardini (quest'ultimo in foto) sono due seri candidati a lasciare l'Inter di Antonio Conte a gennaio, specie a fronte del rientro di Alexis Sanchez, dopo il lungo infortunio che sta tenendo il cileno lontano dal terreno verde, e del possibile innesto di un nuovo centrocampista. Ambedue accostati al Toro nel recente passato, Politano e Gagliardini sono nomi di cui il collettivo granata potrebbe beneficiare?

L'ala di scuola Roma, esplosa con la casacca del Sassuolo, e ora penalizzata dal 3-5-2 di Conte, ritroverebbe il medesimo modulo al Toro (a meno che la panchina di Mazzarri non salti a stagione in corso). Provato in estate anche da esterno puro, stessa sorte subita da Ivan Perisic, poi ceduto al Bayern, Politano ha dovuto finora accontentarsi per lo più di scampoli di gara, come variante tattica, senza ancora andare a segno, pur su 12 presenze totali tra campionato e Champions League. Un'operazione che, al netto della volontà del giocatore, avrebbe senso solo ove si puntasse "senza se e senza ma" sul tridente, almeno in base a quanto osservato finora rispetto alla carriera del classe '93. Senza dimenticare che, con la maglia del Sassuolo, Politano ha essenzialmente sempre potuto disporre, tra 4-2-3-1 e 4-3-3, della copertura di un terzino vero e proprio alle sue spalle. Certo, le condizioni di Iago Falqué continuano a preoccupare; ma ci si chiede altresì se, qualora a gennaio si valutasse di intervenire sul reparto offensivo, dando per scontate le partenze di Edera, Millico, e Parigini, un giocatore con le caratteristiche di Politano, essenzialmente un'ala classica, rappresenterebbe la scelta più oculata, come tassello complementare di Belotti e Verdi (senza dimenticare il jolly Berenguer, protagonista a Brescia dopo un periodo di magra).

Ma se l'attacco granata langue in tante, troppe occasioni, a "gridare vendetta" per un'assenza di innesti estivi è il reparto di centrocampo. Immobilità e immobilismo che certamente si sono fatti sentire, lungo questo primo scorcio di campionato: Baselli a tratti sempre leggerino, da Lukic e Meité sono giunti finora solo sprazzi della qualità di gioco attesa, e troppo spesso Tomàs Rincòn ha dovuto cantare e portar la croce. Un box-to-box moderno, capace di muoversi bene in verticale (ancorché va detto, innanzitutto di sostanza), come Gagliardini, paragonato addirittura a Paul Pogba (che peraltro ha soltanto un anno in più dell'interista) all'epoca della sua esplosione in maglia Atalanta, prima che i meneghini, nel gennaio del 2017, lo prelevassero dagli orobici senza badare a spese, potrebbe certamente portare in casa Toro una variante di notevole interesse. A Gagliardini è finora andata un po' meglio che al succitato compagno di squadra: 512 minuti in campo, per quanto riguarda il campionato (contro i 274 di Politano), suddivisi in sette presenze, e persino una rete segnata, contro la Sampdoria, a inizio settembre. Gagliardini, che piace anche alla Fiorentina (un suo approdo in viola potrebbe liberare l'ex-granata Benassi), potrebbe in definitiva essere confermato in neroazzurro, al di là delle richieste: molto dipenderà dalle decisioni in merito a un Matias Vecino apparentemente rinato nelle ultime settimane.

In ogni caso, non è affatto da escludere che Cairo, incontrando i vertici neroazzurri, intessa l'inizio di una trama che porti al da lui citato "possibile miglioramento della rosa", in vista di gennaio. Fattibilità delle operazioni tutta da valutare; chiari i pro e i contro tecnico-tattici, presumibilmente ancora in divenire le rispettive volontà dei giocatori stessi.