Certo prima la salvezza, ma l’immobilismo del Torino sul mercato porta poi ai flop

07.07.2020 12:00 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Cairo e Vagnati
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Cairo e Vagnati

Tutto fermo per il Torino sul fronte delle trattative di mercato perché prima di tutto c’è da raggiungere la salvezza e non ci sono dubbi che programmare come allestire la squadra della prossima stagione senza neppure sapere se si disputerà il campionato di serie A oppure quello di B sia complicato, ma così si assiste a un film già visto e rivisto, anche quando non c’era l’incognita della categoria.

La dirigenza granata non impara mai dai suoi errori, verrebbe da dire. Cambiano i direttori sportivi, ma resta sempre uguale il modus operandi. Non c’è quindi da stupirsi se buona parte dei tifosi sia scontenta, per usare un eufemismo, e pacificamente manifesti l’insoddisfazione continuando a esporre striscioni e scrivendolo sui social, anche adesso che l’accesso allo stadio è interdetto a causa delle norme sul distanziamento sociale. Il bersaglio principale è inevitabilmente il presidente Cairo e non potrebbe essere diversamente visto che è lui che prende tutte le decisioni. 

E non stupisce neppure che ci sia, anche se non detto esplicitamente, malcontento persino fra i giocatori. E’ puerile non prendere in considerazione che gli attori principali non tengano in conto come si muove o sta ferma la dirigenza in sede di calciomercato. I calciatori sanno perfettamente se chi di dovere sta avviando trattative oppure no e se la società non dà chiari segnali di voler allestire una squadra competitiva è inevitabile che scemi la voglia di darei il cento per cento in campo e al più cresce il desiderio di volersene andare. E così non solo c’è la preoccupazione che il Torino rischia di retrocedere in serie B, ma anche che il mercato sarà quasi sicuramente la fotocopia dei precedenti con quindi annessi flop.