Cerci: “Cerco di dare il meglio da attaccante, ma sono un esterno”

18.10.2013 14:21 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin per TorinoGranata.it
Cerci: “Cerco di dare il meglio da attaccante, ma sono un esterno”
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

L’esterno è intervenuto alla cerimonia di consegna della Suzuki Swift. La casa automobilistica giapponese è l’official sponsor del Torino Fc. Cerci a margine dell’evento ha parlato della gara con l’Inter.

 

Qual è il suo rapporto con le auto?

“Mi piacciono e sono un appassionato e portare il marchio Suzuki sulla maglia è un grande orgoglio”.

 

Durante la presentazione della Suzuki Swift la casa automobilistica giapponese e il Torino Fc sono stati paragonati in quanto eccellenze nei rispettivi ambiti, di solito il connubio è fra donne e motori in questo caso fra calciatori e motori?

“Il Torino nel calcio e la Suzuki fra le case automobilistiche sono due grandi marchi molto importanti e come diceva Massimo Nalli, direttore generale di Suzuki Italia, l’aggressività che hanno queste auto speriamo di averla anche noi in campo e speriamo di fare bene e di assomigliare a questi motori”.

 

Lei in campo è molto veloce, nei limiti della legalità le piace correre in macchina?
“Sì, mi piacciono molto i motori e le macchine e ne sono appassionato, forse un po’ di tempo fa anche più di oggi, mi piacciono le auto di grossa cilindrata e fin da piccolo ho sognato di avere una bella macchina”.

 

Quale?

“Diciamo una bella macchina, una Suzuki sicuramente, ma a parte le battute la casa automobilistica giapponese è un’eccellenza ed è conosciuta in tutto il mondo e non sono io che devo presentarla”.

 

Domenica affronterete l’Inter, forse vi piacerebbe conquistare i tre punti che in qualche partita precedente un po’ il destino e un po’ i vostri errori non hanno permesso di ottenere?

“Alcune sono state partite particolari dove abbiamo perso punti incredibili negli ultimi secondi di gara, fatti che non accadono così facilmente e certi punti vanno presi con un po’ più di rabbia, fosse accaduto avremmo una classifica diversa e ancora migliore che ci avrebbe permesso di stare più sereni. Quei punti li meritavamo e se li avessimo conquistati sarebbe stata tutta un’altra cosa, sappiamo che domenica affronteremo una grande squadra com’è l’Inter e che per noi non sarà facile quindi dovremo andare in campo dando il massimo e stando molto concentrati fino all’ultimo secondo”.

 

Che effetto le fa essere il capocannoniere e crede di poter tenere questo titolo fino alla fine del campionato?

“Il gusto di fare gol è sempre particolare e bellissimo perché sono i gol a determinare le partite, però non penso alla classifica cannonieri anche se sono contento di essere primo e spero di mantenere questa posizione il più a lungo possibile. Sarà difficile restare capocannoniere poiché in Italia ci sono grandissimi attaccanti che hanno giocato sempre in questo ruolo e di conseguenza mi auguro che nessuno già domenica mi superi, ma non sarà facile essendoci giocatori veramente forti”.

 

In Nazionale ha parlato con Ranocchia della sfida fra le vostre due squadre?

“Sinceramente no, Andrea al momento di salutarci prima di rientrare mi ha detto solo che ci saremo rivisti a Torino, ma della partita non abbiamo parlato”.

 

Da quest’anno il mister l’ha spostata in un ruolo nuovo, lei quando le è stato proposto di fare l’attaccante era certo di riuscirci?

“Questo è un discorso ampio e si potrebbero dire mille cose, io sono a disposizione del mister e cerco di fare al meglio delle mie capacità anche da attaccante, ma tutti sanno che sono un esterno e secondo me in questo ruolo rendo meglio. Infatti se si analizzano le partite è vero che sto davanti, ma mai in posizione centrale perché non mi piace giocare spalle alla porta e quando lo faccio sono un calciatore normalissimo, ho bisogno di spazi e di conseguenza per me allargarmi è sempre meglio”.

 

Una grande stagione con il Torino significa anche coronare il sogno di partecipare quest’estate al Mondiale in Brasile?

“Il Mondiale è sicuramente un punto d’arrivo importantissimo per ogni giocatore e quindi anche per me, devo lavorare e cercare di fare bene anche perché per il Brasile ne partiranno solo ventitre e per far parte di questo gruppo bisogna veramente disputare una grandissima stagione”.

 

Con Meggiorini e Barreto ha già giocato lo scorso anno e adesso c’è anche Immobile oltre all’infortunato Larrondo, com’è il rapporto con questi compagni anche alla luce del cambio di ruolo che il mister ha voluto per lei?

“Con i compagni ho un bellissimo rapporto, siamo in quattro, anzi cinque con Larrondo che è infortunato, tutti professionisti e alla fine è importante che ci alleniamo bene e poi tocca al mister decidere chi mandare in campo per schierare la formazione migliore. Adesso siamo quattro attaccanti e due giocano nel 3-5-2, se il mister vuole giocare così, di conseguenza due vanno in panchina”.